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Codice proc. penale agg.  al  9 Apr 2015
 
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Art. 581 cod. proc. penale: Forma dell’impugnazione

1. L’impugnazione si propone con atto scritto nel quale sono indicati il provvedimento impugnato, la data del medesimo, il giudice che lo ha emesso, e sono enunciati:

a) i capi o i punti della decisione ai quali si riferisce l’impugnazione;

b) le richieste;

c) i motivi, con l’indicazione specifica delle ragioni di diritto e degli elementi di fatto che sorreggono ogni richiesta.


Giurisprudenza annotata

Forma dell'impugnazione

I motivi nuovi proposti a sostegno dell'impugnazione devono avere ad oggetto, a pena di inammissibilità, i capi o i punti della decisione impugnata enunciati nell'originario atto di impugnazione a norma dell'art. 581, comma primo, lett. a), cod. proc. pen., nel senso di statuizioni suscettibili di autonoma considerazione. A tal fine costituiscono distinte statuizioni la questione relativa all'affermazione di responsabilità dell'imputato, investita dall'appello originario e quella inerente la configurabilità dell'aggravante del danno di speciale gravità, ex art. 219 l. fall., oggetto di motivo nuovo proposto in sede di legittimità. (Fattispecie in cui la difesa aveva sostenuto che la richiesta di assoluzione dell'imputato proposta con l'atto di appello ricomprendeva implicitamente anche la contestazione dell'aggravante del danno di speciale gravità, ritenuta dal giudice di primo grado; la S.C. ha ritenuto la diversità della statuizione sulla predetta aggravante rispetto a quella relativa all'affermazione di responsabilità, ritenendo la prima oggetto di motivo di ricorso proposto per la prima volta in sede di legittimità e, pertanto, inammissibile). (Rigetta, App. Roma, 27/06/2013 )

Cassazione penale sez. V  20 novembre 2014 n. 4184  

 

È inammissibile il motivo di ricorso per cassazione che, deducendo una eccezione di illegittimità costituzionale, si limita ad indicare solo le disposizioni di legge ritenute illegittime e gli articoli della Costituzione che si assumono violati, poichè, a norma dell'art. 581, lett. c), cod. proc. pen., i motivi di impugnazione debbono contenere l'indicazione specifica delle ragioni di diritto e degli elementi di fatto che sorreggono ogni richiesta. (Rigetta, App. Lecce, s.d. Taranto, 23/09/2013 )

Cassazione penale sez. V  11 novembre 2014 n. 51253  

 

In tema di riesame di misure cautelari, non è applicabile la particolare disposizione dell'art. 581, comma 1, lett. c), c.p.p., che impone, a pena di inammissibilità, l'indicazione dei motivi di impugnazione contestualmente alla presentazione del gravame, stante la facoltatività, prevista dal sesto comma dell'art. 309 stesso codice, della indicazione dei motivi a sostegno. (Annulla con rinvio, Trib. lib. L'Aquila, 31/03/2014 )

Cassazione penale sez. VI  30 settembre 2014 n. 41131  

 

La condizione della specifica indicazione degli "altri atti del processo", con riferimento ai quali, l'art. 606, comma 1, lett. e), c.p.p., configura il vizio di motivazione denunciabile in sede di legittimità, può essere soddisfatta nei modi più diversi (quali, ad esempio, l'integrale riproduzione dell'atto nel testo del ricorso, l'allegazione in copia, l'individuazione precisa dell'atto nel fascicolo processuale di merito), purché detti modi siano comunque tali da non costringere la Corte di cassazione ad una lettura totale degli atti, dandosi luogo altrimenti ad una causa di inammissibilità del ricorso, in base al combinato disposto degli art. 581, comma 1, lett. c), e 591 c.p.p. (Dichiara inammissibile, Trib. lib. Potenza, 14/03/2014 )

Cassazione penale sez. III  02 luglio 2014 n. 43322  

 

Il tasso di specificità necessario per l'atto di appello, che esclude l'inammissibilità ex art. 581 e 591 c.p.p., va valutato raffrontando le specifiche censure articolate nell'impugnazione, con la consistenza delle argomentazioni contenute nel provvedimento impugnato. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto illegittima l'ordinanza che aveva reputato generici i motivi di appello proposti dall'imputato deducendo in modo sintetico elementi obiettivamente apprezzabili per ottenere un trattamento sanzionatorio più mite, negato immotivatamente dal giudice di primo grado). (Annulla senza rinvio, App. L'Aquila, 11/11/2013 )

Cassazione penale sez. III  18 giugno 2014 n. 37737  

 

In materia di impugnazioni, l'indicazione di motivi generici nel ricorso, in violazione dell'art. 581, lett. c), c.p.p., costituisce di per sé motivo di inammissibilità del proposto gravame, anche se successivamente, ad integrazione e specificazione di quelli già dedotti, vengano depositati nei termini di legge i motivi nuovi ex art. 585, comma 4, c.p.p. (Dichiara inammissibile, App. Napoli, 05/11/2012 )

Cassazione penale sez. II  29 aprile 2014 n. 34216  

 

È invalida l'impugnazione proposta mediante la spedizione effettuata attraverso il servizio internet di "posta raccomandata on-line", perché questo strumento, non consentendo la trasmissione dell'atto scritto in originale ma solo l'inoltro di un file digitale in formato testo o immagine, che il gestore del servizio provvede successivamente a stampare e recapitare al destinatario, deve ritenersi inidoneo a soddisfare i requisiti di forma prescritti, a pena di inammissibilità, a garanzia dell'autenticità della effettiva riferibilità dell'atto all'impugnante. (Dichiara inammissibile, App. Roma, 17/05/2013 )

Cassazione penale sez. III  31 gennaio 2014 n. 7337

 

La spedizione dell'impugnazione mediante raccomandata inviata con il mezzo telematico attraverso il servizio internet di posta raccomandata online, non consentendo la trasmissione dell'atto scritto in originale, in quanto si sostanzia nell'inoltro di un testo o un'immagine in formato digitale che le poste provvedono successivamente a stampare e recapitare al destinatario, deve ritenersi inidonea a soddisfare i requisiti di forma prescritti, a pena di inammissibilità, per la proposizione e la spedizione dell'atto d'impugnazione.

Cassazione penale sez. III  31 gennaio 2014 n. 7337  

 

Non è rilevabile d'ufficio in sede di giudizio di legittimità l'eccezione relativa alla violazione dell'art. 6 Cedu, - così come interpretato dalla sentenza della Corte europea dei diritti umani del 5 luglio 2011 nel caso Dan/Moldavia -, per avere la sentenza di appello riformato la sentenza di assoluzione di primo grado senza nuova escussione dei testi, trattandosi censura riconducibile, con adattamenti, alla nozione di "vizio di violazione di legge" di cui all'art. 606, comma 1, lett. c) c.p.p., deducibile esclusivamente con il ricorso per cassazione, mediante illustrazione delle ragioni di fatto e di diritto a suo sostegno, a norma dell'art. 581 c.p.p. (Annulla con rinvio, App. Lecce, 27/09/2012 )

Cassazione penale sez. IV  19 novembre 2013 n. 18432  



 
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