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Codice proc. penale agg.  al  9 Apr 2015
 
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Art. 585 cod. proc. penale: Termini per l’impugnazione

1. Il termine per proporre impugnazione, per ciascuna delle parti, è:

a) di quindici giorni, per i provvedimenti emessi in seguito a procedimento in camera di consiglio e nel caso previsto dall’articolo 544 comma 1;

b) di trenta giorni, nel caso previsto dall’articolo 544 comma 2;

c) di quarantacinque giorni, nel caso previsto dall’articolo 544 comma 3.

2. I termini previsti dal comma 1 decorrono:

a) dalla notificazione o comunicazione dell’avviso di deposito del provvedimento emesso in seguito a procedimento in camera di consiglio;

b) dalla lettura del provvedimento in udienza, quando è redatta anche la motivazione, per tutte le parti che sono state o che debbono considerarsi presenti nel giudizio, anche se non sono presenti alla lettura;

c) dalla scadenza del termine stabilito dalla legge o determinato dal giudice per il deposito della sentenza ovvero, nel caso previsto dall’articolo 548 comma 2, dal giorno in cui è stata eseguita la notificazione o la comunicazione dell’avviso di deposito;

d) dal giorno in cui è stata eseguita la comunicazione dell’avviso di deposito con l’estratto del provvedimento, per il procuratore generale presso la corte di appello rispetto ai provvedimenti emessi in udienza da qualsiasi giudice della sua circoscrizione diverso dalla corte di appello (1).

3. Quando la decorrenza è diversa per l’imputato e per il suo difensore, opera per entrambi il termine che scade per ultimo.

4. Fino a quindici giorni prima dell’udienza possono essere presentati nella cancelleria del giudice della impugnazione motivi nuovi nel numero di copie necessarie per tutte le parti. L’inammissibilità dell’impugnazione si estende ai motivi nuovi.

5. I termini previsti dal presente articolo sono stabiliti a pena di decadenza.

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(1) La L. 28 aprile 2014, n. 67, come modificata dalla L. 11 agosto 2014, n. 118, ha disposto (con l’art. 15-bis, comma 1) che “Le disposizioni di cui al presente capo si applicano ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, a condizione che nei medesimi procedimenti non sia stato pronunciato il dispositivo della sentenza di primo grado”.

Ha inoltre disposto (con l’art. 15-bis, comma 2) che “In deroga a quanto previsto dal comma 1, le disposizioni vigenti prima della data di entrata in vigore della presente legge continuano ad applicarsi ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge quando l’imputato e’ stato dichiarato contumace e non e’ stato emesso il decreto di irreperibilita’”.


Giurisprudenza annotata

Termini per l'impugnazione

Il giudice di pace deve depositare la motivazione della sentenza entro giorni quindici dalla lettura del dispositivo, qualora non la detti a verbale, essendogli preclusa la possibilità di autoassegnarsi un termine più lungo ai sensi dell'art. 544 comma 3 c.p.p.; conseguentemente, la motivazione depositata oltre il quindicesimo giorno deve ritenersi depositata fuori termine e il termine per impugnare è comunque quello di giorni trenta, decorrenti dal giorno in cui è avvenuta la notificazione dell'avviso di deposito, ai sensi degli art. 548 comma 2 e 585, commi 1 lett. b) e 2, c.p.p..

Cassazione penale sez. II  19 febbraio 2015 n. 10057  

 

I motivi nuovi di impugnazione devono essere inerenti ai temi specificati nei capi e punti della decisione investiti dall'impugnazione principale già presentata, essendo necessaria la sussistenza di una connessione funzionale tra i motivi nuovi e quelli originari. (In applicazione del principio, la Corte ha rilevato la manifesta infondatezza del capo di ricorso riguardante la condanna civile, in quanto eccepito tardivamente nel corso del giudizio di appello, con memoria depositata oltre i termini fissati dall'art. 585, comma quarto, cod. proc. pen.). (Annulla in parte senza rinvio, App. Catania, 01/07/2014 )

Cassazione penale sez. VI  13 gennaio 2015 n. 6075  

 

Deve essere rimessa alle Sezioni Unite Penali il quesito se il ricorso per cassazione contro il decreto di archiviazione adottato in violazione del contraddittorio deve essere proposto dalla persona offesa a pena di inammissibilità entro il termine di quindici giorni di cui all'art. 585, comma 1, lett. a), c.p.p. decorrenti dalla data di effettiva conoscenza della sua esistenza.

Cassazione penale sez. II  13 gennaio 2015 n. 3741  

 

In tema di impugnazione, sono inammissibili i motivi aggiunti al ricorso per cassazione depositati nella cancelleria del giudice "a quo" anziché in quella della Suprema Corte ed ivi pervenuti oltre il termine di quindici giorni prima dell'udienza, in quanto alla specifica disposizione di cui all'art. 585, comma 4, c.p.p. non si può derogare con applicazione analogica delle modalità di presentazione ex art. 582, c.p.p. o di spedizione ex art. 583, comma 1, c.p.p. (Annulla in parte con rinvio, App. Torino, 12/12/2013 )

Cassazione penale sez. II  12 dicembre 2014 n. 1381  

 

La regola stabilita dall'art. 603 comma 1 c.p.p., secondo cui la richiesta di rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale deve essere contenuta nell'atto di appello o comunque nei motivi aggiunti che devono essere presentati entro il termine previsto dall'art. 585 comma 4, c.p.p., ha riguardo alla riassunzione di prove già acquisite nel dibattimento di primo grado o di prove nuove ma pur sempre preesistenti o scoperte prima della definizione del giudizio e non anche alle prove sopravvenute o scoperte dopo il giudizio di primo grado di cui all'art. 603 comma 2 c.p.p. (Rigetta, Ass.App. Caltanissetta, 11/02/2013)

Cassazione penale sez. I  12 novembre 2014 n. 50893  

 

In materia di estradizione per l'estero, il ricorso per cassazione proponibile avverso la sentenza con la quale la Corte d'appello decide in camera di consiglio, a norma dell'art. 704 c.p.p., è soggetto, in mancanza di norme specifiche, alle disposizioni generali sulle impugnazioni; ne consegue che, in base all'art. 585 commi 1 lett. a) e 2 lett. a) c.p.p., il termine per impugnare è quello di quindici giorni, anche se il giudice abbia formulato irrituale riserva di motivazione dilazionata (nella specie, fissando per il deposito il termine di novanta giorni), e decorre dall'ultima delle notificazioni eseguite all'imputato o al difensore. (Dichiara inammissibile, App. Bologna, 24/10/2013 )

Cassazione penale sez. VI  22 ottobre 2014 n. 45127  

 

In tema di impugnazioni, la previsione di cui all'art. 32 d.lg. 28 agosto 2000 n. 274 - per la quale, il g.d.p. deve depositare la motivazione entro 15 giorni qualora non la detti a verbale - non impedisce che quest'ultimo possa autoassegnarsi un termine diverso e maggiore, stante il disposto normativo di cui all'art. 2 del citato d.lg., con la conseguente applicabilità dei termini di impugnazione previsti dall'art. 585 c.p.p. per le sentenze del Tribunale e della corte di appello. (Annulla con rinvio, Trib. Sulmona, 13/02/2014 )

Cassazione penale sez. V  10 luglio 2014 n. 40037

 

L'ordinanza dibattimentale con cui il giudice d'appello dichiara l'inammissibilità del gravame è impugnabile, ai sensi dell'art. 585, comma 1, lett. a) c.p.p., nel termine di quindici giorni decorrente, quando l'imputato è presente in udienza, dalla data della lettura del provvedimento. (Dichiara inammissibile, Trib. Ravenna, 05/04/2013 )

Cassazione penale sez. V  24 giugno 2014 n. 47076  

 

Il termine per la proposizione del ricorso per cassazione, avverso l'ordinanza che decide sulla domanda di riparazione per l'ingiusta detenzione è, ai sensi dell'art. 585 comma 1 lett. a) c.p.p. di quindici giorni che decorrono dalla notifica della predetta ordinanza conclusiva del procedimento, al quale, ancorché concernente l'esistenza di una obbligazione pecuniaria nei confronti del soggetto colpito da custodia cautelare, si applicano le norme del codice di rito penale. (Dichiara inammissibile, App. Firenze, 14/10/2011 )

Cassazione penale sez. III  25 marzo 2014 n. 26370  

 

La sentenza emessa all'esito del giudizio abbreviato è assimilata, quanto ai termini per l'impugnazione, a quella dibattimentale e pertanto tali termini decorrono dai diversi momenti specificati nelle lett. b) e c) dell'art. 585 comma 2 c.p.p. ed hanno la diversa durata stabilita dal comma 1 dello stesso articolo in rapporto al tempo impiegato dal giudice per la redazione della motivazione. (Dichiara inammissibile, App. L'Aquila, 12/05/2011 )

Cassazione penale sez. VI  04 marzo 2014 n. 12003  



 
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