codice-proc-penale
Codice proc. penale agg.  al  9 Apr 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 586 cod. proc. penale: Impugnazione di ordinanze emesse nel dibattimento

1. Quando non è diversamente stabilito dalla legge, l’impugnazione contro le ordinanze emesse nel corso degli atti preliminari ovvero nel dibattimento può essere proposta, a pena di inammissibilità, soltanto con l’impugnazione contro la sentenza. L’impugnazione è tuttavia ammissibile anche se la sentenza è impugnata soltanto per connessione con l’ordinanza.

2. L’impugnazione dell’ordinanza è giudicata congiuntamente a quella contro la sentenza, salvo che la legge disponga altrimenti.

3. Contro le ordinanze in materia di libertà personale è ammessa l’impugnazione immediata, indipendentemente dell’impugnazione contro la sentenza.


Giurisprudenza annotata

Impugnazione delle ordinanza emesse nel giudizio penale

Non può essere oggetto di impugnazione autonoma da quella della sentenza, in base al principio generale di cui all'art. 586 c.p.p., l'ordinanza con cui il giudice, ritenendo sussistere un errore materiale nel dispositivo della sentenza, abbia integrato quest'ultimo, condannando l'imputato al risarcimento del danno e alla rifusione delle spese di giudizio in favore della parte civile, ed assegnando a quest'ultima una provvisionale. (Dichiara inammissibile, Trib. Milano, 08/04/2014 )

Cassazione penale sez. VI  15 ottobre 2014 n. 2323  

 

Alle ordinanze dibattimentali che comportano la regressione del procedimento, non si applica il regime dell'impugnazione congiunta con la sentenza, previsto dall'art. 586 comma 1 c.p.p. (Fattispecie riguardante l'ordinanza dichiarativa della nullità del decreto di citazione a giudizio). (Dichiara inammissibile, Trib. Bolzano, s.d. Merano, 14/05/2013 )

Cassazione penale sez. I  18 dicembre 2013 n. 4477  

 

Non è suscettibile di autonoma impugnazione, dovendo trovare applicazione il disposto di cui all'art. 586, comma 1, c.p.p., l'ordinanza con la quale il giudice del dibattimento revochi, ai sensi dell'art. 72 c.p.p., la sospensione del procedimento disposta per la ritenuta incapacità dell'imputato di parteciparvi coscientemente.

Cassazione penale sez. I  08 luglio 2010 n. 29936  

 

L'ordinanza con la quale è disposta la revoca del provvedimento di sospensione del processo per incapacità dell'imputato di partecipare coscientemente al giudizio a causa di sopravvenuta infermità mentale è impugnabile soltanto congiuntamente all'impugnazione contro la sentenza, a norma dell'art. 586 comma 1 c.p.p. Annulla con rinvio, Ass.App. Palermo, 23 ottobre 2009

Cassazione penale sez. I  08 luglio 2010 n. 29936  

 

L'ordinanza con cui il giudice decide sulla richiesta di ricusazione del perito non è appellabile, ai sensi dell'art. 586 cod. proc. pen., ma esclusivamente ricorribile per cassazione. (In motivazione la Corte ha precisato che la possibilità di impugnare le ordinanze dibattimentali unitamente alla sentenza che definisce il grado di giudizio è condizionata alla mancata disciplina di un autonomo strumento di impugnazione delle medesime, che per le ordinanze in materia di ricusazione è invece espressamente previsto dalla legge processuale). Rigetta, App. Firenze, 10 dicembre 2007

Cassazione penale sez. IV  18 novembre 2008 n. 7287

 

L'ordinanza con la quale il giudice del dibattimento rigetti la richiesta di restituzione di beni sottoposti a sequestro probatorio può essere impugnata, a mente dell'art. 586 c.p.p., non autonomamente, ma solo unitamente alla sentenza che definisce il relativo grado di giudizio, in quanto l'art. 263 c.p.p. non detta regole speciali circa la impugnazione delle ordinanze dibattimentali.

Cassazione penale sez. III  30 novembre 2007 n. 2878  

 

L'ordinanza con la quale il giudice del dibattimento rigetti la richiesta di restituzione di beni sottoposti a sequestro probatorio può essere impugnata, a mente dell'art. 586 cod. proc. pen., non autonomamente, ma solo unitamente alla sentenza che definisce il relativo grado di giudizio, in quanto l'art. 263 cod. proc. pen. non detta regole speciali circa la impugnazione delle ordinanze dibattimentali. Dichiara inammissibile, Trib. Roma, 17 Aprile 2007

Cassazione penale sez. III  30 novembre 2007 n. 2878

 

Il provvedimento con il quale il g.i.p., in luogo di fissare l'apposita udienza prevista dall'art. 447 comma 2 c.p.p., respinga "de plano" la richiesta di applicazione della pena avanzata nel corso delle indagini preliminari è da considerare affetto da nullità a regime cosiddetto "intermedio" ed avverso il medesimo deve ritenersi esperibile, ai sensi dell'art. 127 comma 7 c.p.p., il ricorso per cassazione, non trovando invece applicazione il disposto di cui all'art. 586 c.p.p. (per il quale le ordinanze dibattimentali e predibattimentali sono impugnabili solo unitamente alla sentenza che definisce il giudizio), dal momento che il provvedimento in questione non si colloca nella fase dibattimentale o predibattimentale ma in quella delle indagini preliminari, definendola.

Cassazione penale sez. III  13 ottobre 2005 n. 2634  

 

Anche contro l'ordinanza emessa nel corso degli atti preliminari al dibattimento ovvero nel dibattimento, per la quale l'art. 586 c.p.p. consente l'impugnazione solo congiuntamente alla sentenza, è proponibile autonomo ricorso per cassazione allorché essa si configuri come abnorme. (Fattispecie relativa a provvedimento emesso nel corso degli atti preliminari al dibattimento con cui il tribunale aveva negato validità alla nomina di difensore di fiducia dell'imputato "in vinculis" effettuata dal padre di quest'ultimo; la Corte ne ha ritenuto l'abnormità sul rilievo della sua radicale deviazione dallo schema procedimentale tipico, a causa dell'impedimento frapposto al corretto esercizio del diritto di difesa, non altrimenti suscettibile di rimedio se non con il ricorso immediato, posto che, in caso contrario, il difensore, una volta estromesso dal processo, non avrebbe avuto più titolo per proporre impugnazione, non avendo neanche modo di avere notizia della pronuncia della sentenza conclusiva del processo).

Cassazione penale sez. I  12 gennaio 2005 n. 2877  



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti