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Codice proc. penale agg.  al  9 Apr 2015
 
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Art. 587 cod. proc. penale: Estensione dell’impugnazione

1. Nel caso di concorso di più persone in uno stesso reato, l’impugnazione proposta da uno degli imputati, purché non fondata su motivi esclusivamente personali, giova anche agli altri imputati.

2. Nel caso di riunione di procedimenti per reati diversi, l’impugnazione proposta da un imputato giova a tutti gli altri imputati soltanto se i motivi riguardano violazioni della legge processuale e non sono esclusivamente personali.

3. L’impugnazione proposta dall’imputato giova anche al responsabile civile e alla persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria.

4. L’impugnazione proposta dal responsabile civile o dalla persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria giova all’imputato anche agli effetti penali, purché non sia fondata su motivi esclusivamente personali.


Giurisprudenza annotata

Effetto estensivo dell'impugnazione penale

Anche contro l'ordinanza emessa nel corso degli atti preliminari al dibattimento ovvero nel dibattimento, per la quale l'art. 586 c.p.p. consente l'impugnazione solo congiuntamente alla sentenza, è proponibile autonomo ricorso per cassazione allorché essa si configuri come abnorme. (Fattispecie relativa a provvedimento emesso nel corso degli atti preliminari al dibattimento con cui il tribunale aveva negato validità alla nomina di difensore di fiducia dell'imputato "in vinculis" effettuata dal padre di quest'ultimo; la Corte ne ha ritenuto l'abnormità sul rilievo della sua radicale deviazione dallo schema procedimentale tipico, a causa dell'impedimento frapposto al corretto esercizio del diritto di difesa, non altrimenti suscettibile di rimedio se non con il ricorso immediato, posto che, in caso contrario, il difensore, una volta estromesso dal processo, non avrebbe avuto più titolo per proporre impugnazione, non avendo neanche modo di avere notizia della pronuncia della sentenza conclusiva del processo).

Cassazione penale sez. I  12 gennaio 2005 n. 2877  

 

Il principio previsto dall'art. 587 c.p.p., riguarda l'estensione, all'imputato non impugnante sul punto, degli effetti favorevoli derivanti dall'accoglimento del motivo di natura oggettiva dedotto dal coimputato, ma non implica l'estensione da un coimputato all'altro dei motivi di impugnazione, con conseguente dovere da parte del giudice di esaminarli. (In applicazione del principio la Corte ha escluso che un motivo di ricorso per cassazione dedotto da un imputato, dichiarato assorbito per l'accoglimento di altra censura, dovesse essere comunque deciso nell'interesse di altro coimputato che non aveva proposto analoga doglianza). (Dichiara inammissibile, Cass., 20/11/2013 )

Cassazione penale sez. I  30 settembre 2014 n. 44319  

 

Lo ius superveniens più favorevole in materia di disciplina sanzionatoria delle sostanze stupefacenti leggere, determinato dalla sentenza della Corte costituzionale n. 32 del 2014, deve applicarsi anche nei confronti dell'imputato che non abbia presentato impugnazione in ragione dell'effettivo estensivo dell'impugnazione (art. 587 c.p.p.). Infatti, non solo non può qualificarsi questione esclusivamente personale quella attinente all'applicazione di una normativa dichiarata incostituzionale, ma soprattutto tanto il principio del favor rei, quanto il principio di legalità costituzionale inducono a una lettura lata dell'effetto estensivo, coerente d'altronde con la sua natura di rimedio straordinario prevalente anche sul giudicato (da queste premesse, la Cassazione, nell'annullare con rinvio quanto al trattamento sanzionatorio, la sentenza di condanna per un illecito ex art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990 avente a oggetto la sostanza stupefacente del tipo hashish, nei confronti dell'imputato ricorrente, pur avendo riconosciuto l'infondatezza del motivo di ricorso, ha annullato la decisione, per lo stesso motivo, anche nei confronti dei correi che pure non avevano proposto ricorso per cassazione).

Cassazione penale sez. III  06 maggio 2014 n. 24856  

 

L'effetto estensivo dell'impugnazione opera a condizione che il procedimento, riguardante unico reato con pluralità di imputati, non abbia subito separazioni tali da impedire che tutti i coimputati siano destinatari di una stessa pronuncia soggetta ad impugnazione. (Fattispecie, nella quale la Corte ha escluso l'applicabilità dell'art. 587 c.p.p., in quanto la diversità dei procedimenti era derivata da differenti opzioni processuali esercitate dagli imputati). Rigetta, App. Roma, 20/01/2012

Cassazione penale sez. II  13 novembre 2013 n. 8026  

 

La possibile operatività del combinato disposto degli artt. 587 e 627, comma 5, c.p.p. non incide sulla permanenza, allo stato, del carattere di irrevocabilità della pronuncia adottata nei confronti del coimputato non ricorrente, comportando essa soltanto l'attribuzione a quest'ultimo del diritto al contraddittorio nel giudizio di rinvio.

Cassazione penale sez. VI  02 ottobre 2013 n. 46202  

 

In tema di effetto estensivo dell'impugnazione (art. 587 c.p.p.), premesso che, con riferimento al giudizio di cassazione, quando questo si concluda con una pronuncia di annullamento con rinvio, trova applicazione il disposto di cui all'art. 627, comma 5, c.p.p., secondo cui l'imputato non ricorrente che possa giovarsi del suindicato effetto dev'essere citato nel giudizio di rinvio e può anche intervenire di sua iniziativa, deve considerarsi come non ricorrente anche il coimputato il quale, pur avendo proposto anch'egli ricorso per cassazione, non abbia investito, con tale gravame, il punto in relazione al quale è stato disposto l'annullamento con rinvio.

Cassazione penale sez. VI  02 ottobre 2013 n. 46202  

 

L'estensione al coimputato non appellante della prescrizione del reato per effetto della disposizione di cui all'art. 587 c.p.p. si produce anche ove detta causa estintiva sia maturata successivamente al passaggio in giudicato della sentenza nei confronti dello stesso.

Cassazione penale sez. III  24 gennaio 2013 n. 10223  

 

La declaratoria di estinzione del reato non può essere pronunciata anche nei confronti del coimputato non impugnante in forza dell'effetto estensivo dell'impugnazione di cui all'art. 587 c.p.p., se il giudicato di colpevolezza si è formato nei suoi confronti prima del verificarsi dell'effetto estintivo, in ragione del decorso del termine di prescrizione successivamente alla emissione della sentenza.

Cassazione penale sez. un.  20 dicembre 2012 n. 19054  

 

L'effetto estensivo dell'impugnazione, previsto dall'art. 587 c.p.p., è di carattere generale e, di conseguenza, esso opera "in bonam partem" anche in tema di misure cautelari. Pertanto, in applicazione di tale principio, il provvedimento favorevole, che incida sulla libertà personale, ottenuto a seguito di impugnazione proposta da un coindagato, estende i suoi effetti nei confronti dei coindagati, a loro volta impugnanti, a condizione che per questi ultimi non sia intervenuta una decisione sfavorevole, con coincidenza del "devolutum", che abbia prodotto nei loro confronti la preclusione costituita dal giudicato sul punto.

Tribunale Milano sez. XII  23 novembre 2010

 

L'estensione dell'impugnazione in favore del coimputato non impugnante, di cui all'art. 587 c.p.p., è inammissibile qualora l'impugnazione si fondi su motivi esclusivamente personali. A ciò consegue che, laddove non vi sia il presupposto per estendere il gravame al coimputato, resta intangibile il passaggio in giudicato della sentenza nei confronti di quest'ultimo.

Tribunale Milano sez. II  10 novembre 2010



 
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