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Codice proc. penale agg.  al  9 Apr 2015
 
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Art. 588 cod. proc. penale: Sospensione della esecuzione

1. Dal momento della pronuncia, durante i termini per impugnare e fino all’esito del giudizio di impugnazione, l’esecuzione del provvedimento impugnato è sospesa, salvo che la legge disponga altrimenti.

2. Le impugnazioni contro i provvedimenti in materia di libertà personale non hanno in alcun caso effetto sospensivo.


Giurisprudenza annotata

Sospensione dell'esecuzione

L'ordinanza con la quale il tribunale del riesame, a seguito di annullamento con rinvio disposto su ricorso del p.m., confermi l'originaria ordinanza di rigetto di istanza per la cessazione di efficacia della custodia cautelare per decorso dei termini, in un primo tempo invece accolta dal medesimo tribunale, è immediatamente esecutiva e determina il ripristino dello stato di custodia, anche in caso di nuova proposizione di ricorso per cassazione. (In motivazione, la S.C. ha affermato che a tale ipotesi non si estende per analogia l'effetto sospensivo previsto dall'art. 310 comma 3 c.p.p., operando invece la regola generale di cui all'art. 588 comma 2 c.p.p., secondo cui le impugnazioni contro i provvedimenti in materia di libertà personale non hanno effetto sospensivo). Rigetta, Trib. lib. Catanzaro, 23/05/2013

Cassazione penale sez. III  19 dicembre 2013 n. 2888  

 

Solo la condanna per la fattispecie aggravata del reato di rissa - ex art. 588 comma 2, c.p.p. - può ritenersi ostativa alla regolarizzazione.

T.A.R. Roma (Lazio) sez. II  14 giugno 2011 n. 5276  

 

La presentazione della richiesta introduttiva del procedimento di esecuzione non comporta la sospensione dell'esecuzione del giudicato penale, stante l'inapplicabilità della disciplina della sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato di cui all'art. 588, comma 1, c.p.p. Annulla senza rinvio, Trib. Lamezia Terme, 18/11/2009

Cassazione penale sez. III  28 settembre 2010 n. 35823

 

In tema di evasione, trattandosi di reato per il quale l'arresto è consentito anche al di fuori dei casi di flagranza, all'esito dell'udienza fissata per la convalida e il contestuale giudizio direttissimo - udienza nella quale si applicano, in quanto compatibili (art. 558 comma 4 c.p.p.) le disposizioni di cui all'art. 391 c.p.p. come modificate dall'art. 12 l. n. 128 del 2001 - l'applicazione della misura cautelare è legittima in deroga non solo ai limiti previsti dall'art. 280 c.p.p., ma anche ai limiti previsti dall'art. 274 comma 1 lett. c) c.p.p.

Tribunale Milano sez. XI  18 febbraio 2008

 

L'ordinanza con la quale il tribunale del riesame, a seguito di annullamento con rinvio disposto, su ricorso del p.m., dalla Corte di cassazione, confermi l'originaria ordinanza di custodia cautelare che in un primo tempo, in accoglimento della richiesta di riesame, era stata annullata dal medesimo tribunale, è immediatamente esecutiva e determina il ripristino dello stato di custodia, anche in caso di nuova proposizione di ricorso per cassazione, non estendendosi, per analogia, a tale ipotesi l'effetto sospensivo previsto dall'art. 310 comma 3 c.p.p. ed operando invece la regola generale di cui all'art. 588 comma 2 c.p.p., secondo cui le impugnazioni contro i provvedimenti in materia di libertà personale non hanno effetto sospensivo. (In motivazione la Corte ha aggiunto che tale principio non contrasta con quello affermato in altre pronunce di legittimità in cui si esclude l'immediata esecutività, ai fini del ripristino della misura cautelare, non dell'ordinanza emessa dal tribunale a seguito del giudizio di rinvio ma di quella di annullamento con rinvio pronunciata dalla Corte di cassazione).

Cassazione penale sez. VI  12 maggio 2005 n. 20479

 

In tema di ricusazione, in pendenza di ricorso per cassazione avverso l'ordinanza di inammissibilità della dichiarazione di ricusazione pronunciata "de plano" ai sensi del comma 1 dell'art. 41 c.p.p., è inibito al giudice ricusato di pronunciare sentenza, operando la regola generale dell'effetto sospensivo dell'impugnazione (art. 588 comma 1 c.p.p.), che trova deroga solo nelle ipotesi di decisione sul merito della ricusazione previste dal comma 3 del medesimo art. 41 in virtù dell'espresso richiamo all'art. 127 c.p.p. il quale espressamente prescrive che il ricorso per cassazione non sospende l'esecuzione dell'ordinanza.

Cassazione penale sez. III  04 ottobre 2001 n. 40511  

 

Il provvedimento con il quale il giudice, nel pronunciare sentenza di rigetto della richiesta di revisione, dispone, ai sensi dell'art. 637, comma 4, c.p.p., la ripresa dell'esecuzione della pena, precedentemente sospesa ai sensi dell'art. 635 stesso codice, ha effetto immediato, indipendentemente dall'eventuale impugnazione della suddetta sentenza; ciò in considerazione sia del principio generale dell'immediata eseguibilità dei provvedimenti in materia di libertà (art. 588, comma 2, c.p.p.), sia del fatto che tanto la sospensione quanto il ripristino dell'esecuzione costituiscono vicende interne ad un unico rapporto esecutivo, avente il suo titolo nella sentenza irrevocabile che ha formato oggetto della richiesta di revisione e non in quella che respinge tale richiesta.

Cassazione penale sez. I  04 ottobre 2000 n. 12081  



 
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