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Codice proc. penale agg.  al  9 Apr 2015
 
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Art. 589 cod. proc. penale: Rinuncia all’impugnazione

1. Il pubblico ministero presso il giudice che ha pronunciato il provvedimento impugnato può rinunciare alla impugnazione da lui proposta fino all’apertura del dibattimento. Successivamente la dichiarazione di rinuncia può essere effettuata prima dell’inizio della discussione dal pubblico ministero presso il giudice della impugnazione, anche se l’impugnazione stessa è stata proposta da altro pubblico ministero.

2. Le parti private possono rinunciare all’impugnazione anche per mezzo di procuratore speciale.

3. La dichiarazione di rinuncia è presentata a uno degli organi competenti a ricevere l’impugnazione nelle forme e nei modi previsti dagli articoli 581, 582 e 583 ovvero, in dibattimento, prima dell’inizio della discussione.

4. Quando l’impugnazione è trattata e decisa in camera di consiglio, la dichiarazione di rinuncia può essere effettuata, prima dell’udienza, dal pubblico ministero che ha proposto l’impugnazione e, successivamente, dal pubblico ministero presso il giudice dell’impugnazione, anche se la stessa è stata proposta da altro pubblico ministero.


Giurisprudenza annotata

Rinuncia all'impugnazione

È inefficace l'atto di rinuncia al ricorso per cassazione non sottoscritto dall'indagato, ma dal solo difensore non munito di procura speciale, in quanto la rinuncia, non costituendo espressione dell'esercizio del diritto di difesa, richiede la manifestazione inequivoca della volontà dell'interessato, espressa personalmente o per mezzo di procuratore speciale. (Dichiara inammissibile, Trib. lib. Brescia, 31/07/2014 )

Cassazione penale sez. II  05 dicembre 2014 n. 5378

 

La rinuncia all'impugnazione costituisce atto abdicativo di carattere formale, che non ammette equipollenti ed è disciplinata, quanto a legittimazione, modalità di presentazione e termini, dall'art. 589 c.p.p., con la conseguenza che tale manifestazione di volontà deve essere espressa (dal p.m. che ha proposto l'impugnazione fino all'apertura del dibattimento; dal p.m. presso il giudice dell'impugnazione, anche se quest'ultima sia stata proposta da altro p.m., prima dell'inizio della discussione) in modo chiaro e inequivoco e non può, pertanto, essere desunta unicamente dal tenore delle richieste conclusive formulate dal procuratore generale nell'udienza di appello. (Annulla in parte con rinvio, App. Catania, 11/04/2012 )

Cassazione penale sez. II  21 ottobre 2014 n. 49038  

 

Il difensore di fiducia è legittimato a rinunciare validamente, ai sensi dell'art. 589, comma 2, c.p.p., all'impugnazione da lui autonomamente proposta nell'interesse del condannato o dell'imputato, senza necessità di munirsi di apposita procura speciale rilasciata dal suo assistito. (In motivazione, la Corte ha osservato che al potere del difensore di produrre, attraverso l'autonomo diritto di impugnazione, effetti sostanziali di natura anche pregiudizievole per il rappresentato, deve corrispondere la facoltà di caducarne gli effetti mediante la dichiarazione di rinuncia al gravame già proposto). (Dichiara inammissibile, G.u.p. Trib. Frosinone, 04/10/2013 )

Cassazione penale sez. I  18 giugno 2014 n. 48289  

 

Non costituisce rinuncia all'impugnazione la formulazione, da parte del procuratore generale di udienza, di conclusioni contrarie all'appello precedentemente proposto da un altro ufficio del p.m. (Fattispecie relativa ad una richiesta di parziale rigetto dell'appello). Annulla in parte senza rinvio, App. Trieste, 05/12/2011

Cassazione penale sez. VI  16 aprile 2013 n. 19762  

 

La rinuncia all'impugnazione è un atto negoziale processuale abdicativo e recettizio, il quale, una volta pervenuto all'autorità competente, produce l'effetto dell'estinzione del gravame, sicché la revoca della stessa è priva di effetti e l'impugnazione che ne consegue va in ogni caso dichiarata inammissibile. (Fattispecie in cui la revoca della rinuncia ed il nuovo atto di appello erano stati presentati entro la scadenza del termine di impugnazione). Rigetta, App. Milano, 30/04/2012

Cassazione penale sez. VI  11 aprile 2013 n. 23848  

 

L'opposizione a decreto penale ha natura di impugnazione e pertanto la rinuncia ad essa deve manifestarsi con atto redatto nelle forme e nei termini di cui all'art. 589 c.p.p. e non tramite altri atti né tanto meno comportamenti come il pagamento della pena pecuniaria cui l'opponente sia stato condannato. Annulla senza rinvio, Gip Trib. Reggio Emilia, 10/12/2011

Cassazione penale sez. III  29 gennaio 2013 n. 15369

 

La rinuncia all'opposizione a decreto penale deve manifestarsi con atto redatto nelle forme e nei termini di cui all'art. 589 c.p.p. e non tramite altri atti o tramite comportamenti come il pagamento della pena pecuniaria cui l'opponente è stato condannato.

Cassazione penale sez. III  29 gennaio 2013 n. 15369  

 

È ammissibile la rinuncia all'impugnazione contenuta in un atto a firma del ricorrente trasmessa via fax alla cancelleria del giudice "ad quem", non essendo il rispetto delle forme di cui all'art. 589 cod. proc. pen. previsto a pena di inammissibilità. Dichiara inammissibile, Gip Trib. Sondrio, 11/01/2012

Cassazione penale sez. I  26 ottobre 2012 n. 4884  

 

La rinuncia a tutti i motivi di appello ad esclusione soltanto di quello riguardante la misura della pena deve ritenersi comprensiva anche di quei motivi attraverso i quali l'appellante aveva richiesto il riconoscimento di circostanze attenuanti (nella specie, delle circostanze attenuanti generiche). Dichiara inammissibile, App. Napoli, 26/01/2011

Cassazione penale sez. I  11 aprile 2012 n. 19014  

 

È inammissibile il ricorso per cassazione avverso la decisione del giudice di appello che, rilevata la rinuncia dell'imputato ai motivi di appello diversi da quelli relativi alla riduzione di pena, dichiari, in virtù degli art. 589, commi secondo e terzo e 591, comma primo, lett. d) cod. proc. pen., l'inammissibilità sopravvenuta dei motivi oggetto di rinuncia, omettendone l'esame ai fini dell'applicazione dell'art. 129 cod. proc. pen., considerato che la rinuncia ha effetti preclusivi sull'intero svolgimento processuale, ivi compreso il giudizio di legittimità. Pertanto, poiché, ex art. 597, comma primo, cod. proc. pen., l'effetto devolutivo dell'impugnazione circoscrive la cognizione del giudice del gravame ai soli punti della decisione ai quali si riferiscono i motivi proposti, una volta che essi costituiscano oggetto di rinuncia, non può il giudice di appello prenderli in considerazione, né può farlo il giudice di legittimità sulla base di un'ipotetica implicita revoca di tale rinuncia, stante l'irrevocabilità di tutti i negozi processuali, ancorché unilaterali. Dichiara inammissibile, App. Napoli, 03/02/2009

Cassazione penale sez. II  03 dicembre 2010 n. 3593  



 
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