codice-proc-penale
Codice proc. penale agg.  al  22 Apr 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 59 cod. proc. penale: Subordinazione della polizia giudiziaria

1. Le sezioni di polizia giudiziaria dipendono dai magistrati che dirigono gli uffici presso i quali sono istituite.

2. L’ufficiale preposto ai servizi di polizia giudiziaria è responsabile verso il procuratore della Repubblica presso il tribunale dove ha sede il servizio dell’attività di polizia giudiziaria svolta da lui stesso e dal personale dipendente.

3. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria sono tenuti a eseguire i compiti a essi affidati inerenti alle funzioni di cui all’articolo 55, comma 1. Gli appartenenti alle sezioni non possono essere distolti dall’attività di polizia giudiziaria se non per disposizione del magistrato dal quale dipendono a norma del comma 1.


Giurisprudenza annotata

Circostanze non conosciute o erroneamente supposte

Ai fini della attribuibilità della circostanza aggravante di cui all'art. 80. comma primo, lett. a), D.P.R. n. 309 del 1990, inerente alla consegna delle sostanze stupefacenti a persone di minore età, è necessario accertare, ai sensi dell'art. 59, comma secondo, cod. pen., la colpevolezza del soggetto attivo anche in relazione alla circostanza contestata, dimostrando che la stessa sia da lui conosciuta. ovvero ignorata per colpa o ritenuta inesistente per errore dovuto a colpo.

Tribunale Napoli sez. I  12 marzo 2014 n. 2894  

 

In presenza di un travalicamento dei limiti del proprio mandato e di quelli di legittimità della comunicazione, è esclusa la sussistenza della scriminante dell'adempimento di un dovere e dell'errore ai sensi dell'art. 59 c.p.

Cassazione penale sez. V  05 marzo 2014 n. 15377  

 

L'aggravante prevista dall'art. 7 d.l. n. 152 del 1991 (conv. in l. n. 203 del 1991) può essere applicata ai concorrenti nel delitto, secondo il disposto dell'art. 59 c.p., anche quando essi non siano consapevoli della finalizzazione dell'azione delittuosa a vantaggio di un'associazione di stampo mafioso, ma versino in una situazione di ignoranza colpevole. (Rigetta in parte, App. Torino, 07/02/2013 )

Cassazione penale sez. II  05 dicembre 2013 n. 51424  

 

In materia di atti arbitrari del pubblico ufficiale, l'art. 393 bis c.p. (che ha sostituito l'art. 4 d.lg.lt. n. 288 del 1944) non prevede una circostanza di esclusione della pena ricadente sotto la disciplina dell'art. 59 c.p., ma dispone l'esclusione della tutela nei confronti del pubblico ufficiale che se ne dimostri indegno: essa pertanto trova applicazione solo in rapporto ad atti che obbiettivamente e non soltanto nell'opinione dell'agente, concretino una condotta arbitraria. (Nella specie la Corte ha escluso che nell'attività di identificazione posta in essere da due carabinieri fosse emerso il consapevole travalicamento dei limiti e delle modalità entro cui le pubbliche funzioni devono essere esercitate). Dichiara inammissibile, App. Sassari, 18/04/2012

Cassazione penale sez. VI  06 novembre 2013 n. 46743

 

In tema di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti, l'aggravante prevista dal comma 4 dell'art. 74 d.P.R. n. 309 del 1990 può essere riconosciuta in capo ai partecipi del sodalizio solo se può postularsi una loro colpevolezza anche in relazione a tale aspetto che richiede, in base a quanto previsto dal comma secondo dell'art. 59 c.p., quantomeno un coefficiente di prevedibilità concreta da parte loro della disponibilità delle armi da parte dell'associazione. (Nella specie, la Corte ha ritenuto corretta la motivazione del giudice di merito che aveva applicato l'aggravante in parola nei confronti di un partecipe sulla scorta di un'attività continuativa di spaccio da lui svolta alle dirette dipendenze di un soggetto, con lui imparentato, che conservava le armi in uso all'organizzazione). Dichiara inammissibile, App. Napoli, 06/12/2011

Cassazione penale sez. II  08 luglio 2013 n. 44667  

 

L'aggravante prevista dall'art. 7 del d.l. 13 maggio 1991, n. 152, convertito nella l. 203/1991, può essere applicata ai concorrenti nel delitto, secondo il disposto dell'art. 59 c.p., anche quando essi non siano consapevoli della finalizzazione dell'azione delittuosa a vantaggio di un'associazione di stampo mafioso, ma versino in una situazione di ignoranza colpevole.

Tribunale Milano sez. XII  10 dicembre 2012

 

La circostanza aggravante di cui al comma 2, n. 2 dell'art. 605 c.p., ossia l'esser stato il sequestro di persona commesso da un pubblico ufficiale con abuso dei poteri inerenti alle sue funzioni, è di natura soggettiva, ma rientrando tra quelle concernenti "le qualità personali del colpevole" e non tra quelle "inerenti alla persona del colpevole" (tassativamente indicate nel comma 2 dell'art. 70 c.p.), non è soggetta al regime dell'art. 118 c.p., bensì a quello di cui all'art. 59, comma 2, stesso codice, onde si comunica al correo se dallo stesso conosciuta o ignorata per colpa.

Cassazione penale sez. V  19 settembre 2012 n. 46340  

 

L'aggravante previsto dall'art. 7 D.L. n. 152 del 1991 (conv. in l. n. 203 del 1991) può essere applicata ai concorrenti nel delitto, secondo il disposto dell'art. 59 cod. pen., anche quando essi non siano consapevoli della finalizzazione dell'azione delittuosa a vantaggio di un'associazione di stampo mafioso, ma versino in una situazione di ignoranza colpevole. Dichiara inammissibile, Trib. lib. Catania, 09/12/2011

Cassazione penale sez. VI  30 maggio 2012 n. 24025  

 

In tema di sanzioni amministrative, l'esimente dello stato di necessità secondo la previsione dell'art. 4 l. n. 689 del 1981 postula, in applicazione degli art. 54 e 59 c.p. - che fissano i principi generali della materia - una effettiva situazione di pericolo imminente di danno grave alla persona cosicché l'esimente "de quo" è applicabile solo nell'ipotesi in cui l'esigenza è connessa con uno specifico obbligo di legge (o un ordine proveniente da una autorità), o, in taluni casi anche in particolari condizioni di tutela di diritti costituzionalmente garantiti.

Tribunale Bari sez. III  19 aprile 2012

 

In tema di diffamazione, l'ipotesi della diffamazione a mezzo stampa o mezzo radiotelevisivo costituisce non un reato autonomo, bensì una circostanza aggravante rispetto alla diffamazione di cui all'art. 59, comma 1, c.p. in quanto, come da giurisprudenza, l'attribuzione di un fatto determinato costituisce circostanza aggravante complessa del reato di cui all'art. 595 c.p. ed è pertanto suscettibile di comparazione ex art. 69 c.p. con eventuali attenuanti.

Tribunale La Spezia  13 ottobre 2011 n. 973  

 

In tema di furto, la circostanza aggravante di cui all'art. 625, comma 1, n. 2 c.p. (violenza sulle cose), ha natura oggettiva e, pertanto, in applicazione dell'art. 59, comma 2, c.p., si comunica anche agli altri compartecipi del reato, ancorché sconosciuta o ignorata per colpa. Rigetta, App. Caltanissetta, 11/05/2010

Cassazione penale sez. V  06 aprile 2011 n. 19637

 

La condotta del giornalista che, nel riferire di una vicenda giudiziaria, confonda due atti processuali - e cioè la richiesta di rinvio a giudizio, ed anzi, più propriamente, l'imputazione c.d. coatta, e il quasi contestuale decreto di fissazione dell'udienza preliminare - effettivamente adottati nei confronti di un indagato con il decreto che dispone il giudizio, emanato successivamente alla pubblicazione dell'articolo, incorre in un errore che esclude la punibilità ai sensi dell'art. 59 ultimo comma c.p. Perché sia rispettato il limite della verità della notizia, ai fini dell'operatività della scriminante dell'esercizio del diritto di cronaca giornalistica, è necessario e sufficiente che vi sia una sostanziale corrispondenza tra fatti accaduti e fatti narrati, cosicché eventuali imprecisioni sono irrilevanti se non hanno l'effetto di alterare il nucleo informativo essenziale, nel caso di specie rappresentato dalla formulazione di un'ipotesi accusatoria nei confronti di un indagato. Il mancato o insufficiente assolvimento dell'obbligo di controllo sulle fonti di riferimento, ascrivibile a colpa professionale, darà luogo, eventualmente, ad illecito civile, non punendo il codice penale la diffamazione colposa.

Ufficio Indagini preliminari Roma  15 luglio 2010

 



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti