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Codice proc. penale agg.  al  9 Apr 2015
 
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Art. 590 cod. proc. penale: Trasmissione di atti in seguito all’impugnazione

1. Al giudice della impugnazione sono trasmessi senza ritardo il provvedimento impugnato, l’atto di impugnazione e gli atti del procedimento.


Giurisprudenza annotata

Trasmissione di atti in seguito all'impugnazione

La mancata trasmissione alla Corte di cassazione degli atti del giudizio di appello integra una nullità di ordine generale a regime intermedio valorizzabile a condizione che il vizio lamentato in ricorso riguardi l’"error in procedendo" e che venga indicato il vulnus derivato al diritto di difesa dal mancato rispetto dell’art. 590 c.p.p., posto che, diversamente, difetterebbe in capo alla parte l’interesse ad eccepire detta omissione.

Cassazione penale sez. IV  08 aprile 2014 n. 36445  

 

La mancata trasmissione alla corte d'appello degli atti del processo di primo grado, oltre a costituire violazione dell'art. 590 c.p.p. (di per sé, sfornita di sanzione processuale), integra una nullità di ordine generale a regime intermedio, a condizione, però, che la parte che la invoca ne fornisca prova rigorosa mediante specifica allegazione documentale ovvero mediante trascrizione degli atti processuali rilevanti.

Cassazione penale sez. V  16 dicembre 2011 n. 9905  

 

Nel caso di impugnazione in cassazione per atto abnorme del decreto di citazione diretta a giudizio conseguente a imputazione coatta ai sensi dell'art. 409 comma 5 c.p.p. a seguito di una richiesta di archiviazione in procedimento contro ignoti, senza che sia stato quindi notificato il relativo avviso ex art. 415 bis c.p.p., non spetta al giudice "a quo" deliberare in ordine alla ammissibilità e fondatezza del ricorso alla cassazione, potendo egli solo disporre ex art. 590 c.p.p. la trasmissione alla Suprema Corte degli atti così come predisposti dal g.i.p.

Tribunale Milano sez. IX  24 febbraio 2010

 

In caso di impugnazione, la competenza a provvedere sull'istanza di esecuzione del dissequestro di un bene disposto con la sentenza di primo grado appartiene al giudice che procede, individuato in quello che ha la materiale disponibilità degli atti a norma degli art. 590 c.p.p. e 91 disp. att. c.p.p. (Fattispecie in cui è stata ritenuta la competenza della Corte d'appello, alla quale gli atti erano stati trasmessi dal g.i.p. già in epoca antecedente alla data di presentazione dell'istanza di restituzione). Dichiara competenza, App. Messina, 23 Gennaio 2008

Cassazione penale sez. I  01 aprile 2009 n. 19168  

 

In tema di impugnazioni, la mancata trasmissione alla corte d'appello degli atti del processo di primo grado, oltre a costituire violazione dell'art. 590 cod. proc. pen. (di per sè sfornita di sanzione processuale), integra una nullità di ordine generale a regime intermedio, a condizione che la parte che la invoca ne fornisca prova rigorosa mediante specifica allegazione documentale ovvero mediante trascrizione degli atti processuali rilevanti. (Fattispecie nella quale la Corte ha rigettato il ricorso difettando l'allegazione da parte della difesa del certificato della cancelleria del giudice di primo grado attestante la mancata trasmissione degli atti processuali in Corte d'appello). Rigetta, App. Roma, 30 Maggio 2007

Cassazione penale sez. III  07 marzo 2008 n. 21922  

 

Sulla richiesta di permesso avanzata da imputato detenuto in custodia cautelare per reato in ordine al quale sia intervenuta sentenza di condanna in primo grado, avverso la quale sia stato proposto appello senza che gli atti siano stati ancora trasmessi al giudice del gravame, è competente a provvedere, ai sensi del combinato disposto dell'art. 30 dell'ordinamento penitenziario, dell'art. 590 c.p.p. e dell'art. 91 disp. att. c.p.p., il giudice che ha pronunciato la suddetta sentenza.

Cassazione penale sez. I  14 maggio 1998 n. 2738  

 

In tema di cause estintive del reato di lesioni personali colpose gravi, la violazione dell'art. 4 lett. c) d.P.R. 27 aprile 1955 n. 547 ed ogni violazione comunque riconducibile all'obbligo generico posto dall'art. 2087 c.c. Integra una fattispecie violatrice di norma specifica o, comunque, di una norma da ricomprendere tra quelle proprie concernenti la prevenzione degli infortuni sul lavoro. Ne consegue che, ai sensi dell'art. 2 comma 1 lett. a) n. 16, d.P.R. 16 dicembre 1986 n. 865, al reato previsto dall'art. 590 comma 2 e 3 c.p., commesso con violazione delle norme sopra citate, non è applicabile l'amnistia.

Cassazione penale sez. IV  19 novembre 1991



 
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