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Codice proc. penale agg.  al  9 Apr 2015
 
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Art. 591 cod. proc. penale: Inammissibilità dell’impugnazione

1. L’impugnazione è inammissibile:

a) quando è proposta da chi non è legittimato o non ha interesse;

b) quando il provvedimento non è impugnabile;

c) quando non sono osservate le disposizioni degli articoli 581, 582, 583, 585 e 586;

d) quando vi è rinuncia all’impugnazione.

2. Il giudice dell’impugnazione, anche di ufficio, dichiara con ordinanza l’inammissibilità e dispone l’esecuzione del provvedimento impugnato.

3. L’ordinanza è notificata a chi ha proposto l’impugnazione ed è soggetta a ricorso per cassazione. Se l’impugnazione è stata proposta personalmente dall’imputato, l’ordinanza è notificata anche al difensore.

4. L’inammissibilità, quando non è stata rilevata a norma del comma 2, può essere dichiarata in ogni stato e grado del procedimento.


Giurisprudenza annotata

Inammissibilità dell'impugnazione

Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso per cassazione per una delle cause indicate dall'art. 591 c.p.p. (nella specie, per rinuncia) consegue, oltre alla condanna al pagamento delle spese processuali, la condanna in favore della cassa delle ammende, in quanto l'art. 616 c.p.p. non distingue tra le varie cause di inammissibilità, né vi sono ragioni logiche idonee a giustificare una differenza di trattamento tra le ipotesi previste dall'art. 606, comma 3, c.p.p. e quelle contemplate dall'art. 591 c.p.p.

Cassazione penale sez. III  18 dicembre 2014 n. 5185

 

Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso per cassazione per una delle cause indicate dall'art. 591 c.p.p. consegue la condanna in favore della cassa delle ammende, in quanto l'art. 616 c.p.p. non distingue tra le varie cause di inammissibilità, né vi sono ragioni logiche idonee a giustificare una differenza di trattamento tra le ipotesi previste dall'art. 606, comma 3, cod. proc., pen. e quelle contemplate dall'art. 591 c.p.p. (Fattispecie relativa a ricorso dichiarato inammissibile per rinuncia). (Dichiara inammissibile, App. Torino, 24/03/2014 )

Cassazione penale sez. IV  09 dicembre 2014 n. 2188  

 

In tema di procedimento di sorveglianza, il decreto di inammissibilità per manifesta infondatezza può essere emesso "de plano", ai sensi dell'art. 666, comma 2, c.p.p., soltanto con riguardo ad una richiesta identica, per oggetto e per elementi giustificativi, ad altra già rigettata ovvero priva delle condizioni previste direttamente dalla legge e non con riferimento al reclamo al tribunale avverso le decisioni del magistrato di sorveglianza, che è riconducile al genus dell'impugnazione, sicché la dichiarazione di inammissibilità, ricorrendo una delle tassative ragioni indicate nell'art. 591 c.p.p., è di competenza del giudice dell'impugnazione e, quindi, dell'organo collegiale e non del presidente del Tribunale di sorveglianza. (Annulla senza rinvio, Trib.sorv. Bologna, 14/04/2014 )

Cassazione penale sez. I  02 dicembre 2014 n. 53017  

 

La condizione della specifica indicazione degli "altri atti del processo", con riferimento ai quali, l'art. 606, comma 1, lett. e), c.p.p., configura il vizio di motivazione denunciabile in sede di legittimità, può essere soddisfatta nei modi più diversi (quali, ad esempio, l'integrale riproduzione dell'atto nel testo del ricorso, l'allegazione in copia, l'individuazione precisa dell'atto nel fascicolo processuale di merito), purché detti modi siano comunque tali da non costringere la Corte di cassazione ad una lettura totale degli atti, dandosi luogo altrimenti ad una causa di inammissibilità del ricorso, in base al combinato disposto degli art. 581, comma 1, lett. c), e 591 c.p.p. (Dichiara inammissibile, Trib. lib. Potenza, 14/03/2014 )

Cassazione penale sez. III  02 luglio 2014 n. 43322  

 

Il tasso di specificità necessario per l'atto di appello, che esclude l'inammissibilità ex art. 581 e 591 c.p.p., va valutato raffrontando le specifiche censure articolate nell'impugnazione, con la consistenza delle argomentazioni contenute nel provvedimento impugnato. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto illegittima l'ordinanza che aveva reputato generici i motivi di appello proposti dall'imputato deducendo in modo sintetico elementi obiettivamente apprezzabili per ottenere un trattamento sanzionatorio più mite, negato immotivatamente dal giudice di primo grado). (Annulla senza rinvio, App. L'Aquila, 11/11/2013 )

Cassazione penale sez. III  18 giugno 2014 n. 37737  

 

Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso per cassazione per una delle cause indicate dall'art. 591 c.p.p. consegue la condanna in favore della cassa delle ammende, in quanto l'art. 616 c.p.p. non distingue tra le varie cause di inammissibilità, né vi sono ragioni logiche idonee a giustificare una differenza di trattamento tra le ipotesi previste dall'art. 606, comma 3, c.p.p. e quelle contemplate dall'art. 591 c.p.p. (Fattispecie relativa a ricorso dichiarato inammissibile per tardività). (Dichiara inammissibile, App. Bologna, 13/07/2012 )

Cassazione penale sez. V  23 maggio 2014 n. 32954  

 

È inammissibile il ricorso per cassazione - proposto, ex art. 576 c.p.p., dalla parte civile avverso la sentenza di assoluzione dell'imputato - qualora sia intervenuta la remissione di querela, ritualmente accettata dal querelato, la quale, in tal caso, pur essendo irrilevante ai fini della pronuncia di estinzione del reato in presenza dell'assoluzione dell'imputato, assume il significato di una rinuncia implicita all'impugnazione, ex art. 591, comma 1, lett. d), c.p.p. (Dichiara inammissibile, Giud.pace Cosenza, 16/04/2012 )

Cassazione penale sez. V  05 febbraio 2014 n. 11795  

 

Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso per cassazione per una delle cause indicate dall'art. 591 c.p.p. consegue la condanna in favore della cassa delle ammende, in quanto l'art. 616 c.p.p. non distingue tra le varie cause di inammissibilità, né vi sono ragioni logiche idonee a giustificare una differenza di trattamento tra le ipotesi previste dall'art. 606, comma 3, c.p.p. e quelle contemplate dall'art. 591 c.p.p. (Fattispecie relativa a ricorso dichiarato inammissibile per tardività). (Dichiara inammissibile, App. Milano, 18/11/2011 )

Cassazione penale sez. V  28 gennaio 2014 n. 18978  



 
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