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Codice proc. penale agg.  al  9 Apr 2015
 
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Art. 592 cod. proc. penale: Condanna alle spese nei giudizi di impugnazione

1. Con il provvedimento che rigetta o dichiara inammissibile l’impugnazione, la parte privata che l’ha proposta è condannata alle spese del procedimento.

2. I coimputati che hanno partecipato al giudizio a norma dell’articolo 587 sono condannati alle spese in solido con l’imputato che ha proposto l’impugnazione.

3. L’imputato che nel giudizio di impugnazione riporta condanna penale è condannato alle spese dei precedenti giudizi, anche se in questi sia stato prosciolto.

4. Nei giudizi di impugnazione per i soli interessi civili, la parte privata soccombente è condannata alle spese.


Giurisprudenza annotata

Condanna alle spese

In tema di correzione degli errori materiali, l'omissione di una statuizione prevista dalla legge che non discenda da una dimenticanza, ma sia ricollegabile a una determinata, anche se - in ipotesi - errata, interpretazione della norma, ha la stessa portata dell'errore positivo di interpretazione ed è emendabile soltanto con l'impugnazione e non con la procedura di cui all'art. 130 c.p.p. (In applicazione del principio la Corte ha ritenuto inammissibile l'istanza di correzione, presentata dal soggetto in favore del quale era stato disposto il dissequestro di un bene, di un'ordinanza emessa ex art. 322 bis c.p.p. nella parte in cui, rigettando l'appello avverso il dissequestro, non aveva condannato l'impugnante alla rifusione delle spese processuali in favore del soggetto al quale il bene era stato restituito, per aver ritenuto inapplicabile alla procedura incidentale il disposto dell'art. 592 comma 4 c.p.p.). Dichiara inammissibile, Trib. lib. Trani, 07/12/2012

Cassazione penale sez. VI  28 marzo 2013 n. 25861  

 

L'inammissibilità del ricorso avverso la sentenza i non luogo a procedere proposto dalla persona offesa non comporta la condanna di quest'ultima a rifondere all'imputato, che ne abbia fatto richiesta, le spese processuali sostenute nel giudizio di legittimità, in quanto la previsione del quarto comma dell'art. 592 cod. proc. pen. circoscrive la condanna del soccombente all'ambito dei giudizi di impugnazione per i soli interessi civili, implicando, pertanto, il divieto di condanna della parte nei giudizi di impugnazione instaurati "esclusivamente agli effetti penali". Dichiara inammissibile, Gip Trib. mil. Napoli, 23/03/2010

Cassazione penale sez. I  28 settembre 2012 n. 40315  

 

In tema di condanna alle spese nei giudizi di impugnazione, è legittima la condanna dell'imputato alle spese processuali, nel caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione, anche quando, oltre alla parte privata, abbia proposto impugnazione il pubblico ministero, in quanto la disposizione di cui all'art. 592 cod. proc. pen. - per la quale con il provvedimento che rigetta o dichiara inammissibile l'impugnazione, la parte privata che l'ha proposta è condannata alle spese del procedimento - non prevede al riguardo alcuna eccezione; d'altro canto, l'art. 67 della legge n. 69 del 2009 - abrogando il vincolo di solidarietà tra coimputati precedentemente imposto nel caso di condanna dall'art. 535, comma secondo, cod. proc. pen. - ha reso obbligatoria la ripartizione delle spese. Annulla in parte senza rinvio, App. Catanzaro, 21/09/2010

Cassazione penale sez. V  06 ottobre 2011 n. 5934  

 

L'inammissibilità del ricorso avverso la sentenza di non luogo a procedere proposto dalla persona offesa costituita parte civile comporta la condanna di quest'ultima a rifondere all'imputato, che ne abbia fatto richiesta, le spese sostenute nel giudizio di legittimità; detta statuizione, ancorché non prevista espressamente dal codice di rito penale, deve essere adottata in base al principio generale di causalità e di soccombenza, di cui sono espressione non solo gli art. 541 comma 2 e 592, comma 4 c.p.p., ma, più in generale, l'art. 91 c.p.c. che viene in causa trattandosi di un giudizio di impugnazione che, pur se ispirato da finalità anche di ordine penale, è stato comunque promosso ad iniziativa di una parte privata, rimasta soccombente nei confronti di un'altra. Dichiara inammissibile, Gup Trib. Foggia, 10/12/2009

Cassazione penale sez. VI  12 maggio 2010 n. 29274  

 

Non deve essere disposta la condanna al pagamento delle spese del procedimento nei confronti dell'appellante in via incidentale nel caso in cui l'impugnazione abbia perso efficacia per inammissibilità dell'appello principale o rinuncia allo stesso, non essendo assimilabile l'inefficacia alla declaratoria di rigetto o d'inammissibilità dell'impugnazione prevista dall'art. 592 c.p.p. (In motivazione la Corte ha precisato che tale situazione è equiparabile all'inammissibilità per sopravvenuta carenza di interesse, non comportando l'"inefficacia" alcuna soccombenza dell'impugnante). Dichiara inammissibile, Trib. Pavia, 05/08/2008

Cassazione penale sez. III  16 dicembre 2009 n. 2718  

 

È illegittimo il provvedimento con cui il giudice, nel dichiarare l'inammissibilità dell'opposizione al decreto penale di condanna per intervenuta rinunzia, condanna l'imputato alla rifusione delle spese di costituzione di parte civile, atteso che la condanna al risarcimento e alle restituzioni non è prevista dalla disciplina del rito speciale in oggetto e risulta comunque incompatibile con la stessa. (Nella fattispecie il Tribunale aveva disposto sulla rifusione delle spese di costituzione rifacendosi al disposto dell'art. 592 cod. proc. pen., rinvio ritenuto erroneo dalla Corte, che ha evidenziato come la norma richiamata tratti esclusivamente della condanna alle spese del procedimento in caso di inammissibilità dell'impugnazione). Annulla in parte senza rinvio, Trib. Parma, 4 Giugno 2004

Cassazione penale sez. IV  28 aprile 2009 n. 21271



 
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