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Art. 598 cod. proc. penale: Estensione delle norme sul giudizio di primo grado al giudizio di appello

1. In grado di appello si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni relative al giudizio di primo grado, salvo quanto previsto dagli articoli seguenti.


Giurisprudenza annotata

Estensione delle norme sul giudizi di primo grado al giudizio di appello

Nel dibattimento di appello, il contenuto della deposizione di un testimone o di un'altra parte può essere contestato sulla base delle dichiarazioni contenute nel fascicolo del p.m. ed i relativi verbali possono essere utilizzati per la decisione a norma degli art. 500 e 503 c.p.p., atteso il generale rinvio alle disposizioni relative al giudizio di primo grado operato dall'art. 598 c.p.p. per il giudizio di appello. (Fattispecie relativa all'acquisizione di dichiarazioni confessorie rese dall'imputato avanti al g.i.p. in sede di interrogatorio di garanzia). (Rigetta, App. Sez. Min. Salerno, 27/06/2012)

Cassazione penale sez. II  12 febbraio 2014 n. 19618

 

La decisione con cui il giudice di appello, in riforma della sentenza di condanna di primo grado, dichiari l'estinzione dei reati con sentenza predibattimentale, è illegittima, in quanto il rinvio di cui all'art. 598 c.p.p. alle norme sul giudizio di primo grado non comprende l'eccezionale procedura prevista dall'art. 469 c.p.p..

Cassazione penale sez. II  04 ottobre 2012 n. 42411  

 

È illegittima la sentenza predibattimentale con la quale la Corte di appello, in riforma della sentenza di condanna di primo grado, dichiari l'estinzione del reato (nella specie, per prescrizione), in quanto il rinvio di cui all'art. 598 cod. proc. pen. alle norme che disciplinano il giudizio di primo grado non comprende l'eccezionale procedura prevista dall'art. 469 cod. proc. pen. Annulla senza rinvio, App. Salerno, 30/11/2011

Cassazione penale sez. II  04 ottobre 2012 n. 42411  

 

Il dispositivo della decisione che conclude il giudizio d'appello - proposto contro la sentenza di primo grado pronunciata all'esito di giudizio abbreviato - deve essere letto in udienza camerale, non dissimilmente, del resto, da quanto desumibile per il giudizio abbreviato svoltosi in primo grado dalla lettura coordinata degli art. 441 e 442 c.p.p. (in particolare, laddove quest'ultimo richiama gli art. 529 e ss. c.p.p.); e ciò senza che in senso contrario possano trarsi argomenti dall'art. 599 c.p.p., che a sua volta richiama "le forme" previste dall'art. 127 c.p.p., giacché l'uso di tale locuzione è da ritenere riferita proprio alle modalità di celebrazione del procedimento, ma non alla sua decisione la cui forma resta quella richiamata dall'art. 442 c.p.p. e la cui applicazione nel giudizio di appello è imposta dall'art. 598 c.p.p. che rende applicabili al giudizio di appello le disposizioni relative al giudizio di primo grado. (La Corte ha comunque chiarito che l'eventuale mancata lettura del dispositivo non è causa di nullità, ma si risolve in una mera irregolarità, che produce peraltro effetti giuridici perché impedisce il decorso del termine di impugnazione di cui al comma 3 dell’art. 545 c.p.p.).

Cassazione penale sez. un.  21 gennaio 2010 n. 12822

 

Non è abnorme il provvedimento con cui il giudice d'appello dispone d'ufficio lo svolgimento di una perizia tesa alla verifica dell'eventuale diversità tra il fatto contestato e quello evidenziatosi nel corso del giudizio, atteso che a tale accertamento lo stesso giudice è tenuto ai sensi degli artt. 521 e 598 cod. proc. pen.. (Nella fattispecie il giudice d'appello, in un procedimento per il reato di lesioni colpose, aveva disposto perizia finalizzata ad accertare le cause del decesso della persona offesa, intervenuto nel corso del giudizio). Rigetta, App. Firenze, 1 Febbraio 2008

Cassazione penale sez. IV  18 giugno 2008 n. 30065

 

Il giudice di appello, anche nell'ipotesi in cui il giudizio si sia svolto con il rito abbreviato, qualora emerga una diversità tra i fatti contestati e quelli accertati e non vi abbia già provveduto quello di primo grado, ha l'obbligo di annullare la sentenza di primo grado e di rimettere gli atti al p.m., ai sensi degli art. 521, comma 2, e 598 c.p.p.

Cassazione penale sez. VI  10 ottobre 2007 n. 47549  

 

Il giudice di appello non può pronunciare sentenza predibattimentale di proscioglimento giacché il rinvio operato dall'art. 598 c.p.p. alle norme del giudizio di primo grado non comprende la procedura, di natura eccezionale prevista dall'art. 469 c.p.p.

Cassazione penale sez. III  27 giugno 2007 n. 35577  

 

La disciplina del proscioglimento predibattimentale ex art. 469 c.p.p. è inapplicabile nel giudizio di appello, dovendo desumere ciò dal combinato disposto degli art. 598, 599 e 601 c.p.p. In particolare, rileva che l'art. 601 introduce una disciplina degli atti preliminari in appello autonoma rispetto al primo grado, mentre l'art. 599 enuclea i casi tassativi nei quali si può procedere con rito camerale non richiamando l'ipotesi del proscioglimento prima del dibattimento.

Cassazione penale sez. IV  28 febbraio 2007 n. 12001  

 

Il giudice di appello non può pronunciare sentenza predibattimentale di proscioglimento, in quanto il rinvio alle norme sul giudizio di primo grado di cui all'art. 598 del codice di rito non comprende l'eccezionale procedura prevista dall'art. 469 c.p.p.; a maggior ragione è illegittima la decisione con cui il giudice di appello, in riforma della sentenza di primo grado con la quale l'imputato sia stato condannato anche al risarcimento dei danni a favore della costituita parte civile, dichiari l'estinzione dei reati con sentenza predibattimentale, perché solo nel dibattimento può procedersi alla delibazione di merito relativamente ai capi della sentenza che concernono gli interessi civili, nel rituale contraddittorio delle parti.

Cassazione penale sez. V  21 aprile 2006 n. 16504  



 
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