codice-proc-penale
Codice proc. penale agg.  al  5 Mag 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 602 cod. proc. penale: Dibattimento di appello

1. Nell’udienza, il presidente o il consigliere da lui delegato fa la relazione della causa.

3. Nel dibattimento può essere data lettura, anche di ufficio, di atti del giudizio di primo grado nonchè, entro i limiti previsti dagli articoli 511 e seguenti, di atti compiuti nelle fasi antecedenti.

4. Per la discussione si osservano le disposizioni dell’articolo 523.

__________

La Corte costituzionale, con sentenza 26 settembre – 10 ottobre 1990, n. 435 (in G.U. 1a s.s. 17/10/1990, n. 41), ha dichiarato “l’illegittimita’ costituzionale degli artt. 599, quarto e quinto comma, e 602, secondo comma, del codice di procedura penale, nella parte in cui consentono la definizione del procedimento nei modi ivi previsti anche al di fuori dei casi elencati nel primo comma dello stesso art. 599.”


Giurisprudenza annotata

Dibattimento di appello

Nel dibattimento di appello, lo svolgimento della relazione introduttiva prevista dall'art. 602 c.p.p., mediante invio alle parti tramite posta elettronica e contestuale messa a disposizione dei componenti del collegio, anche se tale attività è compiuta prima della costituzione del rapporto processuale non determina alcuna nullità ai sensi dell'art. 178 lett. c) c.p.p. (Rigetta in parte, App. Bologna, 01/10/2012 )

Cassazione penale sez. I  10 gennaio 2014 n. 9284  

 

La rinuncia dell'imputato appellante ai motivi di impugnazione in punto di responsabilità, con limitazione del gravame al solo trattamento sanzionatorio, se sopravvenuta nel corso del giudizio di appello, non comporta la trasformazione del dibattimento già introdotto ai sensi dell'art. 602 c.p.p. in rito camerale, sicché non è dovuta all'imputato alcuna notifica dell'avviso di deposito della motivazione della sentenza. Annulla in parte senza rinvio, Trib. Nola, 18/10/2012

Cassazione penale sez. I  27 febbraio 2013 n. 16672  

 

Nel dibattimento di appello i verbali delle dichiarazioni rese dalle persone offese al P.M. o alla polizia giudiziaria durante la fase delle indagini preliminari sono acquisibili, a condizione che sia stata disposta la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale per un nuovo esame delle predette ed esclusivamente se le precedenti dichiarazioni siano state impiegate per le contestazioni e, quindi, ai fini della valutazione della credibilità dei testi medesimi. Annulla in parte con rinvio, App. Venezia, 05/03/2012

Cassazione penale sez. VI  11 febbraio 2013 n. 11792  

 

La relazione introduttiva dell'appello, prevista dall'art. 602, comma 1, c.p.p., ha natura meramente espositiva e non ha alcuna incidenza sul principio del contraddittorio. Trattasi, quindi, di adempimento di per sé non essenziale ai fini della decisione della causa, la cui eventuale omissione, nel silenzio della legge e stante il principio di tassatività stabilito in materia dall'art. 177 c.p.p., non costituisce motivo di nullità della sentenza, e la cui eventuale mancata rinnovazione, a seguito del mutamento del collegio, non determina, per le medesime ragioni, alcuna nullità né del procedimento né della sentenza.

Cassazione penale sez. VI  12 novembre 2010 n. 43207  

 

L'interruzione della discussione del dibattimento di appello per la proposizione di istanze istruttorie da parte del difensore dell'imputato e per la conseguente necessità di una decisione in merito, anche negativa, implica la doverosa rinnovazione "ab initio" della discussione, perché le parti formulano le conclusioni solo dopo l'esaurimento della prova, sicché, ove la discussione sia semplicemente ripresa, si determina la nullità della fase della discussione ex art. 178 c.p.p., che si estende alla sentenza impugnata. (La Corte ha precisato che la rilevazione della nullità della sentenza comporta la rinnovazione dell'intero processo di appello dovendosi assicurare, in ragione del principio di immutabilità, che il giudice della deliberazione sia lo stesso del dibattimento).

Cassazione penale sez. II  01 dicembre 2005 n. 46814  

 

È legittima la decisione con cui il giudice di appello nel rigettare la richiesta di pena patteggiata, ai sensi dell'art. 599 comma 4 c.p.p. - formulata nella fase introduttiva del giudizio dal difensore munito di procura speciale, in contumacia dell'imputato ritualmente citato - non disponga il rinvio del dibattimento e una nuova citazione a comparire dell'imputato, in quanto, in tal caso, la previsione di cui all'art. 599 comma 5 c.p.p. deve essere coordinata con quella di cui all'art. 602 comma 2 c.p.p., per la quale il giudice, ove non accolga l'istanza di patteggiamento, dispone per la prosecuzione del dibattimento.

Cassazione penale sez. V  30 novembre 2005 n. 2711  

 

In tema di appello, la relazione della causa di cui al comma 1 dell'art. 602 c.p.p. ha funzione meramente espositiva e non ha alcuna incidenza sul principio del contraddittorio. Ne consegue che non è affetta da nullità la sentenza di appello che dichiari l'inammissibilità dell'impugnazione, ancorché tale causa di inammissibilità non sia stata preventivamente rilevata nella suddetta relazione.

Cassazione penale sez. VI  17 maggio 2005 n. 21398  

 

Qualora, nel corso del giudizio d'appello, intervenga un mutamento nella composizione del collegio giudicante, la mancata rinnovazione, nell'acquiescenza delle parti, della relazione della causa prevista dall'art. 602 comma 1 c.p.p., non comporta violazione alcuna del principio di immutabilità del giudice stabilito dall'art. 525 comma 2 stesso codice.

Cassazione penale sez. I  02 aprile 2001 n. 20216  

 

Nel giudizio di appello minorile non è preclusa l'applicabilità della procedura di definizione concordata della pena a norma degli art. 599 comma 4 e 602 comma 2 c.p.p., la quale presuppone che l'imputato, nel concordare con il p.m. la nuova determinazione della pena, rinunzi contestualmente agli altri eventuali motivi di appello. (In motivazione, la S.C. ha osservato che non osta alla conclusione sopra indicata la circostanza che il "patteggiamento" della pena a norma degli art. 444 ss. c.p.p. non sia ammesso nel procedimento minorile, in quanto da questo il c.d. "patteggiamento" in appello è cosa ben diversa, non comportando, in contropartita dell'economia processuale, diminuzioni di pena o vantaggi premiali di sorta).

Cassazione penale sez. I  12 aprile 1999 n. 7269  



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti