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Codice proc. penale agg.  al  5 Mag 2015
 
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Art. 606 cod. proc. penale: Casi di ricorso

1. Il ricorso per cassazione può essere proposto per i seguenti motivi:

a) esercizio da parte del giudice di una potestà riservata dalla legge a organi legislativi o amministrativi ovvero non consentita ai pubblici poteri;

b) inosservanza o erronea applicazione della legge penale o di altre norme giuridiche, di cui si deve tener conto nell’applicazione della legge penale;

c) inosservanza delle norme processuali stabilite a pena di nullità, di inutilizzabilità, di inammissibilità o di decadenza;

d) mancata assunzione di una prova decisiva, quando la parte ne ha fatto richiesta anche nel corso dell’istruzione dibattimentale limitatamente ai casi previsti dall’articolo 495, comma 2;

e) mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione, quando il vizio risulta dal testo del provvedimento impugnato ovvero da altri atti del processo specificamente indicati nei motivi di gravame.

2. Il ricorso, oltre che nei casi e con gli effetti determinati da particolari disposizioni, può essere proposto contro le sentenze pronunciate in grado di appello o inappellabili.

3. Il ricorso è inammissibile se è proposto per motivi diversi da quelli consentiti dalla legge o manifestamente infondati ovvero, fuori dei casi previsti dagli articoli 569 e 609 comma 2, per violazioni di legge non dedotte con i motivi di appello.


Giurisprudenza annotata

Ricorso per Cassazione

Il giudice di legittimità può rilevare d'ufficio la prescrizione del reato maturata prima della pronunzia della sentenza impugnata, non rilevata dal giudice d'appello, pur se non dedotta con il ricorso per cassazione e nonostante l'inammissibilità di quest'ultimo, ma solo se, a tal fine, non occorre alcuna attività di apprezzamento delle prove finalizzata all'individuazione di un "dies a quo" diverso da quello indicato nell'imputazione contestata e ritenuto nella sentenza di primo grado. (Rigetta in parte, App. Bari, 11/06/2013 )

Cassazione penale sez. II  21 gennaio 2015 n. 4986

 

Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso per cassazione per una delle cause indicate dall'art. 591 c.p.p. consegue la condanna in favore della cassa delle ammende, in quanto l'art. 616 c.p.p. non distingue tra le varie cause di inammissibilità, né vi sono ragioni logiche idonee a giustificare una differenza di trattamento tra le ipotesi previste dall'art. 606, comma 3, cod. proc., pen. e quelle contemplate dall'art. 591 c.p.p. (Fattispecie relativa a ricorso dichiarato inammissibile per rinuncia). (Dichiara inammissibile, App. Torino, 24/03/2014 )

Cassazione penale sez. IV  09 dicembre 2014 n. 2188  

 

È inammissibile il motivo di ricorso per cassazione con il quale si deduce la violazione di norme costituzionali, poiché l'inosservanza di disposizioni della Costituzione non è prevista tra i casi di ricorso dall'art. 606 c.p.p. e può soltanto costituire fondamento di q.l.c.. (Rigetta, App. Caltanissetta, 24/01/2013 )

Cassazione penale sez. II  10 ottobre 2014 n. 677  

 

Il ricorso per cassazione proposto "per saltum" da qualsiasi parte processuale e, quindi, anche dal p.m., che contenga tra i motivi, pur se in via subordinata, la censura di cui all'art. 606, comma 1, lett. e), c.p.p., deve essere conv. in appello ai sensi dell'art. 569, comma 3, c.p.p. (Qualifica appello il ricorso, Gip Trib. Belluno, 09/07/2013 )

Cassazione penale sez. III  08 ottobre 2014 n. 48978  

 

La condizione della specifica indicazione degli "altri atti del processo", con riferimento ai quali, l'art. 606, comma 1, lett. e), c.p.p., configura il vizio di motivazione denunciabile in sede di legittimità, può essere soddisfatta nei modi più diversi (quali, ad esempio, l'integrale riproduzione dell'atto nel testo del ricorso, l'allegazione in copia, l'individuazione precisa dell'atto nel fascicolo processuale di merito), purché detti modi siano comunque tali da non costringere la Corte di cassazione ad una lettura totale degli atti, dandosi luogo altrimenti ad una causa di inammissibilità del ricorso, in base al combinato disposto degli art. 581, comma 1, lett. c), e 591 c.p.p. (Dichiara inammissibile, Trib. lib. Potenza, 14/03/2014 )

Cassazione penale sez. III  02 luglio 2014 n. 43322  

 

L'obbligo di motivazione del giudice dell'impugnazione non richiede necessariamente che egli fornisca specifica ed espressa risposta a ciascuna delle singole argomentazioni, osservazioni o rilievi contenuti nell'atto d'impugnazione, se il suo discorso giustificativo indica le ragioni poste a fondamento della decisione e dimostra di aver tenuto presenti i fatti decisivi ai fini del giudizio, sicché, quando ricorre tale condizione, le argomentazioni addotte a sostegno dell'appello, ed incompatibili con le motivazioni contenute nella sentenza, devono ritenersi, anche implicitamente, esaminate e disattese dal giudice, con conseguente esclusione della configurabilità del vizio di mancanza di motivazione di cui all'art. 606, comma 1, lett. e), c.p.p. (Rigetta in parte, App. Napoli, 29/11/2012 )

Cassazione penale sez. I  18 giugno 2014 n. 37588  

 

Nel giudizio abbreviato d'appello, siccome l'unica attività d'integrazione probatoria consentita è quella esercitabile officiosamente, non è configurabile un vero e proprio diritto alla prova di una delle parti cui corrisponda uno speculare diritto della controparte alla prova contraria, con la conseguenza che il mancato esercizio da parte del giudice d'appello dei poteri officiosi di integrazione probatoria, non può mai integrare, il vizio di cui all'art. 606, comma primo, lett. d) cod. proc. pen. (Annulla in parte con rinvio, App. Napoli, 29/11/2012 )

Cassazione penale sez. I  18 giugno 2014 n. 37588  

 

Nel procedimento di prevenzione il ricorso per cassazione è ammesso soltanto per violazione di legge, secondo il disposto dell'art. 4 l. 27 dicembre 1956 n. 1423, richiamato dall'art. 3 ter comma 2 l. 31 maggio 1965 n. 575; ne consegue che, in tema di sindacato sulla motivazione, è esclusa dal novero dei vizi deducibili in sede di legittimità l'ipotesi dell'illogicità manifesta di cui all'art. 606, lett. e), c.p.p., potendosi esclusivamente denunciare con il ricorso, poiché qualificabile come violazione dell'obbligo di provvedere con decreto motivato imposto al giudice d'appello dal nono comma del predetto art. 4 l. n.1423 del 1956, il caso di motivazione inesistente o meramente apparente. (In motivazione la Corte ha ribadito che non può essere proposta come vizio di motivazione mancante o apparente la deduzione di sottovalutazione di argomenti difensivi che, in realtà, siano stati presi in considerazione dal giudice o comunque risultino assorbiti dalle argomentazioni poste a fondamento del provvedimento impugnato). (Rigetta, App. Milano, 06/12/2012 )

Cassazione penale sez. un.  29 maggio 2014 n. 33451  

 

Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso per cassazione per una delle cause indicate dall'art. 591 c.p.p. consegue la condanna in favore della cassa delle ammende, in quanto l'art. 616 c.p.p. non distingue tra le varie cause di inammissibilità, né vi sono ragioni logiche idonee a giustificare una differenza di trattamento tra le ipotesi previste dall'art. 606, comma 3, c.p.p. e quelle contemplate dall'art. 591 c.p.p. (Fattispecie relativa a ricorso dichiarato inammissibile per tardività). (Dichiara inammissibile, App. Bologna, 13/07/2012 )

Cassazione penale sez. V  23 maggio 2014 n. 32954  



 
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