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Codice proc. penale agg.  al  5 Mag 2015
 
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Art. 609 cod. proc. penale: Cognizione della corte di cassazione

1. Il ricorso attribuisce alla corte di cassazione la cognizione del procedimento limitatamente ai motivi proposti.

2. La corte decide altresì le questioni rilevabili di ufficio in ogni stato e grado del processo e quelle che non sarebbe stato possibile dedurre in grado di appello.


Giurisprudenza annotata

Cognizione della Corte di Cassazione

In tema di giudizio per cassazione, la disposizione contenuta nell' art. 611, comma 1, c.p.p., non abilita l'ufficio del procuratore generale presso la Corte di legittimità a far valere vizi non dedotti dal ricorrente o concernenti punti del provvedimento diversi da quelli impugnati, dovendo tale norma essere coordinata con quella dell'art. 609, comma 1, c.p.p. attuativa del generale principio devolutivo. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso di dover prendere in esame la richiesta del procuratore generale di annullamento di ordinanza di convalida di arresto per insussistenza della motivazione, a fronte di ricorso che si doleva esclusivamente dell'illegittimità del diniego di concessione di differimento dell'istanza di convalida). (Rigetta, G.i.p. Trib. Pisa, 10/10/2013)

Cassazione penale sez. I  11 novembre 2014 n. 52579  

 

In tema di misure cautelari, non può essere dedotta per la prima volta con il ricorso per cassazione la questione relativa alla qualificazione giuridica del fatto, in precedenza non sottoposta alla cognizione del giudice dell'appello. (Dichiara inammissibile, Trib. lib. Trieste, 08/05/2014 )

Cassazione penale sez. V  06 ottobre 2014 n. 48416  

 

In ordine al trattamento sanzionatorio degli illeciti in materia di sostanze stupefacenti, pur in presenza di un ricorso manifestamente infondato, la Corte di cassazione deve rilevare di ufficio ex art. 609 c.p.p. la questione attinente alla "legalità della pena" conseguente alle modifiche normative determinate dalla sentenza della Corte costituzionale n. 32 del 2014 e dalla l. n. 79 del 2014, di conversione del d.l. n. 36 del 2014, con la quale è stata ribadita la natura di reato autonomo nell'ipotesi di cui al comma 5 dell'art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990 per tutti i tipi di stupefacenti e rimodulata la pena da sei mesi a quattro anni di reclusione e da euro 1.032 a euro 10.329. (Da queste premesse, la Corte, pur rilevando la manifesta infondatezza del ricorso avverso la sentenza di condanna per l'illecito di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990, commesso in epoca anteriore alle richiamate modifiche normative, ha annullato con rinvio la sentenza per la rideterminazione del trattamento sanzionatorio).

Cassazione penale sez. IV  24 giugno 2014 n. 30479

 

L'inammissibilità del ricorso in cassazione - nella specie per tardività - preclude la rilevabilità della sopravvenuta illegalità della pena dovuta alla dichiarazione di illegittimità costituzionale di una norma attinente alla determinazione della pena. (In motivazione la Corte ha precisato che l'eventuale rimodulazione del trattamento sanzionatorio, da operarsi in ragione della sopravvenuta declaratoria di incostituzionalità di norme ad esso attinente, può essere dedotta in sede esecutiva). (Dichiara inammissibile, Gip Trib. Brindisi, 17/10/2013 )

Cassazione penale sez. IV  06 maggio 2014 n. 24638  

 

L'inammissibilità del ricorso in cassazione per tardività preclude la rilevabilità della sopravvenuta illegalità della pena dovuta. (Nella fattispecie l'illegalità sopravvenuta della pena era determinata dalla dichiarazione di illegittimità costituzionale di una norma attinente alla determinazione della stessa). (Dichiara inammissibile, G.i.p. Trib. Padova, 29/11/2013)

Cassazione penale sez. IV  06 maggio 2014 n. 24544  

 

In sede di legittimità è preclusa la valutazione delle dichiarazioni confessorie rese dal ricorrente, nell'ambito di altro procedimento, dopo la deliberazione della sentenza impugnata, poiché si tratta di deduzioni in fatto non riconducibili ai motivi di impugnazione neppure ai sensi dell'art. 609 comma 2 c.p.p., né tale preclusione, in quanto conseguenza esclusiva della scelta processuale dell'imputato, determina alcuna lesione al diritto di difesa ed al diritto ad un processo giusto ed equo. (Annulla in parte con rinvio, Ass. App. Torino, 27/12/2012)

Cassazione penale sez. I  04 aprile 2014 n. 19925  

 

Nel giudizio di cassazione, la nullità sopravvenuta della sentenza nella parte relativa alla determinazione della pena, per effetto della declaratoria di illegittimità costituzionale - intervenuta successivamente alla presentazione del ricorso - di una norma concernente il trattamento sanzionatorio, può essere fatta valere dal ricorrente purché egli, con i motivi originari di impugnazione, abbia investito la Corte del controllo sul punto della motivazione relativo alla determinazione della pena. (Fattispecie in cui il giudice di merito aveva quantificato la pena per il reato previsto dall'art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990, con riferimento a "droghe leggere" avendo riguardo al limite edittale previsto dalla disposizione nel testo dettato dalla l. 21 febbraio 2006 n. 49, e dichiarato illegittimo, nelle more del giudizio di cassazione, dalla sentenza della Corte costituzionale n. 32 del 2014). (Annulla in parte senza rinvio, App. Messina, 19/04/2013 )

Cassazione penale sez. VI  20 marzo 2014 n. 15157  

 

È inammissibile per carenza d'interesse il ricorso straordinario per errore di fatto sull'assunto di un contrasto tra dispositivo e motivazione della sentenza, quando tale contrasto investa un capo o un punto della decisione che non abbia formato oggetto dell'originario ricorso dell'interessato. (In motivazione la Corte ha precisato che l'eventuale correzione non potrebbe comunque risolversi a favore del ricorrente in via straordinaria, attesa la necessità di rispettare il principio devolutivo previsto, in via generale, dall'art. 597, comma 1, c.p.p. e, per il giudizio di cassazione, dall'art. 609, comma 1, c.p.p.). (Dichiara inammissibile, Cass., 19/03/2013 )

Cassazione penale sez. I  20 gennaio 2014 n. 14678  

 

Rientra nei poteri di cognizione officiosa della Corte di cassazione la corretta qualificazione giuridica del fatto anche nel caso di ricorso proposto dal solo imputato, purché ciò non avvenga a sorpresa e con pregiudizio del diritto di difesa. (Fattispecie nella quale la S.C., nel riqualificare il fatto in estorsione, riteneva essere stato garantito il contraddittorio in quanto il fatto medesimo, già qualificato come estorsione in primo grado, era stato derubricato in truffa dai giudici dell'appello in adesione ad una tesi difensiva). Rigetta, App. Milano, 17/05/2012

Cassazione penale sez. II  20 dicembre 2013 n. 3211  

 

In tema di esecuzione, la Corte di cassazione può rilevare di ufficio, ai sensi dell'art. 609 comma 2 c.p.p., l'inammissibilità originaria dell'incidente di esecuzione proposto dal condannato. Annulla senza rinvio, Trib. Torre Annunziata, 21/06/2012

Cassazione penale sez. VII  15 maggio 2013 n. 5309  

 

Non possono essere dedotte con il ricorso per cassazione questioni sulle quali il giudice di appello abbia correttamente omesso di pronunziarsi perché non devolute alla sua cognizione. (Fattispecie relativa a omessa pronuncia da parte della Corte di appello sulla sussistenza della scriminante della legittima difesa, mai richiesta con i motivi di appello). Dichiara inammissibile, Trib. Chieti sez.dist. Ortona, 19/07/2012

Cassazione penale sez. II  19 aprile 2013 n. 22362  

 

La mancata impugnazione sulla ritenuta responsabilità dell'imputato fa sorgere una preclusione su tale punto ma non basta a far acquistare alla relativa statuizione l'autorità di cosa giudicata quando per lo stesso capo d'imputazione penda impugnazione sulla sussistenza di circostanze o sulla quantificazione della pena. (In applicazione del principio la Corte ha annullato l'ordinanza del Tribunale del riesame che, sul presupposto del ritenuto passaggio in giudicato della sentenza di condanna a seguito di ricorso per cassazione del P.M. con riguardo alla sola qualificazione del reato, aveva rigettato la richiesta di declaratoria di cessazione della custodia cautelare in carcere per decorrenza dei termini). Annulla senza rinvio, Trib. lib. Milano, 28/06/2011

Cassazione penale sez. III  10 gennaio 2012 n. 7676  

 



 
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