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Codice proc. penale agg.  al  5 Mag 2015
 
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Art. 610 cod. proc. penale: Atti preliminari

1. Il presidente della corte di cassazione, se rileva una causa di inammissibilità dei ricorsi, li assegna ad apposita sezione. Il presidente della sezione fissa la data per la decisione in camera di consiglio. La cancelleria dà comunicazione del deposito degli atti e della data dell’udienza al procuratore generale ed ai difensori nel termine di cui al comma 5. L’avviso contiene l’enunciazione della causa di inammissibilità rilevata. Si applica il comma 1 dell’articolo 611. Ove non venga dichiarata l’inammissibilità, gli atti sono rimessi al presidente della corte.

1-bis. Il presidente della corte di cassazione provvede all’assegnazione dei ricorsi alle singole sezioni secondo i criteri stabiliti dalle leggi di ordinamento giudiziario.

2. Il presidente, su richiesta del procuratore generale, dei difensori delle parti o anche di ufficio, assegna il ricorso alle sezioni unite quando le questioni proposte sono di speciale importanza o quando occorre dirimere contrasti insorti tra le decisioni delle singole sezioni.

3. Il presidente della corte, se si tratta delle sezioni unite, ovvero il presidente della sezione fissa la data per la trattazione del ricorso in udienza pubblica o in camera di consiglio e designa il relatore. Il presidente dispone altresì la riunione dei giudizi nei casi previsti dall’articolo 17 e la separazione dei medesimi quando giovi alla speditezza della decisione.

5. Almeno trenta giorni prima della data dell’udienza, la cancelleria ne dà avviso al procuratore generale e ai difensori, indicando se il ricorso sarà deciso a seguito di udienza pubblica ovvero in camera di consiglio.


Giurisprudenza annotata

Atti preliminari

Il termine di trenta giorni previsto dall'art. 610 comma 5 c.p.p. ha natura ordinatoria e non perentoria, con la conseguenza che la sua inosservanza può dar luogo a nullità relativa solo nel caso in cui abbia prodotto una effettiva violazione dei diritti della difesa. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto sanata la nullità derivante dalla tardiva notifica dell'avviso di fissazione dell'udienza in quanto il ricorrente non solo non aveva dedotto in quale misura si fosse verificata una violazione delle facoltà difensive, ma aveva tempestivamente depositato motivi aggiunti, così avvalendosi della facoltà cui l'atto nullo era preordinato). (Dichiara inammissibile, App. Cagliari, 16/12/2013 )

Cassazione penale sez. III  30 aprile 2014 n. 27068  

 

L'art. 610 c.p.p., nella parte in cui prevede che l'avviso dell'udienza della Corte di cassazione sia notificato ai difensori con un anticipo di almeno trenta giorni, non si pone in alcun modo in contrasto - nei casi in cui sia prescritta anche in sede di cassazione l'osservanza delle forme del procedimento camerale di cui all'art. 127 c.p.p. - con il successivo art. 611, dalla cui formulazione chiaramente si evince che, nei casi predetti, anche con riguardo ai termini dell'avviso deve trovare applicazione la disciplina di cui al citato art. 127, in base alla quale detti termini sono ridotti a dieci giorni; il che, del resto, trova giustificazione avuto riguardo alla maggiore garanzia di contraddittorio, assicurata dalla possibilità di intervento del difensore in udienza. (Dichiara inammissibile, G.u.p. Trib. Firenze, 14/03/2013 )

Cassazione penale sez. VI  27 marzo 2014 n. 16162  

 

Con il ricorso straordinario ex art. 625 bis c.p.p. l'errore di fatto deducibile è solo quello che consiste in una errata percezione delle risultanze in atti e non quello imputabile a valutazioni. (Fattispecie in cui è stata esclusa la sussistenza di un errore di fatto perché, nonostante non vi fosse in atti una regolare notifica al difensore dell'avviso di cui all'art. 610 c.p.p., dalla sentenza impugnata si evinceva che la Corte aveva desunto "aliunde" la conoscenza legale da parte di questi della data dell'udienza). (Dichiara inammissibile, Cass., 13/11/2012 )

Cassazione penale sez. V  28 novembre 2013 n. 7469  

 

L'avviso ai difensori dell'udienza fissata dinanzi alla Corte di cassazione, previsto dall'art. 610, comma quinto, cod. proc. pen. senza indicarne il contenuto, deve indicare quanto meno il numero di registro generale del procedimento, il nominativo del primo imputato (con il numero complessivo degli ulteriori coimputati) e la data di udienza. (Fattispecie nella quale, in presenza delle predette indicazioni, la S.C. ha ritenuto priva di rilievo la circostanza dell'omessa od erronea indicazione di alcuni degli imputati, precisando che essa non integra alcuna delle tassative nullità previste dalla legge). Annulla in parte senza rinvio, Ass.App. Messina, 25/01/2011

Cassazione penale sez. II  04 luglio 2012 n. 32880  

 

In tema di atti preliminari al ricorso per cassazione, la disposizione dell'art. 610, comma 1, c.p.p., secondo cui gli atti, già assegnati alla apposita sezione per le inammissibilità, vanno rimessi al presidente della Corte qualora detta inammissibilità non venga dichiarata, non trova applicazione ove sussista una delle cause di non punibilità di cui all'art. 129 c.p.p.

Cassazione penale sez. VII  16 novembre 2011 n. 48054  

 

È legittimo l'omesso avviso dell'udienza di discussione del ricorso in cassazione all'imputato, in quanto, ai sensi dell'art. 610, comma quinto, cod. proc. pen., l'avviso, in tal caso, spetta, non già all'imputato, ma solo al suo difensore, abilitato al patrocinio in sede di legittimità e soltanto nell'ipotesi in cui il ricorrente sia privo di difensore o quello di fiducia non sia abilitato al detto patrocinio è dovuto l'avviso alla parte personalmente nonché al difensore d'ufficio appositamente nominato. Dichiara inammissibile, App.Trieste, 08/04/2009

Cassazione penale sez. V  28 maggio 2010 n. 29763  

 

L'avviso per l'udienza camerale (nella specie, quella davanti alla Corte di cassazione di cui all'art. 611 c.p.p.), ritualmente e tempestivamente notificato al difensore non deve essere rinnovato in favore del difensore successivamente nominato. (Nella specie, il ricorrente aveva nominato altro difensore di fiducia, "revocando tutte le precedenti nomine", quando già erano stati espletati tutti gli incombenti di cui all'art. 610, comma 5, c.p.p.). Annulla con rinvio, Trib. lib. Bari, 24/08/2009

Cassazione penale sez. un.  22 aprile 2010 n. 20300

 

Il giudizio di cassazione prosegue nelle forme ordinarie e, quindi, anche con procedura camerale nei casi previsti e non necessariamente in dibattimento, ove non sia dichiarata l'inammissibilità del ricorso dall'apposita sezione ex art. 610 c.p.p. Dichiara inammissibile, App. Lecce, 3 Ottobre 2007

Cassazione penale sez. II  13 gennaio 2009 n. 10060  

 

Nel giudizio di cassazione l'omessa enunciazione, nell'avviso comunicato dalla cancelleria ai sensi dell'art. 610, comma primo, cod. proc. pen., della causa d'inammissibilità rilevata dal Presidente della Corte, non dà luogo ad alcuna nullità, neanche sotto il profilo della riconducibilità di essa al novero di quelle previste dall'art. 178, lett. c)- stesso codice, in quanto detta omissione non incide sulla garanzia d'intervento dell'imputato nel procedimento, che è comunque assicurata dall'avviso dell'udienza camerale, volto a tutelare le esigenze difensive che possono esplicarsi mediante l'esame degli atti depositati in cancelleria e la presentazione di motivi nuovi o memorie. Dichiara inammissibile, Trib.sorv. Napoli, 5 Dicembre 2007

Cassazione penale sez. I  08 ottobre 2008 n. 39140  

 

In tema di atti preliminari al ricorso per cassazione, la disposizione dell'art. 610, comma 1, c.p.p., secondo cui gli atti, già assegnati alla apposita sezione per le inammissibilità, vanno rimessi al presidente della Corte qualora detta inammissibilità non venga dichiarata, non trova applicazione ove sussista una delle cause di non punibilità di cui all'art. 129 c.p.p., essendo il giudice tenuto d'ufficio a rilevare le stesse in qualsiasi stato e grado del processo.

Cassazione penale sez. VII  06 marzo 2008 n. 21579  

 

Ferma l'autonomia tra il provvedimento con cui il giudice delle indagini preliminari convalida il fermo e quello con cui applica all'esito dell'udienza di convalida una misura cautelare personale, qualora con il medesimo ricorso entrambi i provvedimenti vengano impugnati avanti al giudice di legittimità il procedimento deve seguire comunque le forme di cui all'art. 127 c.p.p. anche per la trattazione del ricorso avente ad oggetto il provvedimento della convalida del fermo, cui altrimenti deve essere applicata la procedura di cui agli art. 610 e 611 c.p.p.

Cassazione penale sez. IV  22 febbraio 2008 n. 13199  

 

È manifestamente infondata la questione di illegittimità costituzionale, per contrasto con gli art. 3 e 24 cost., dell'art. 22 comma 3 l. n. 69 del 2005 in materia di mandato di arresto europeo nella parte in cui - in ipotesi di ricorso per cassazione avverso il provvedimento che decide sulla consegna - prevede termini processuali più brevi rispetto a quelli di cui agli art. 610 comma 5 e 611 c.p.p., atteso che l'adozione di una disciplina differenziata è ragionevolmente giustificata dalla peculiarità della materia afferente allo "status libertatis" , e che dunque le più ristrette scansioni temporali non violano il principio di uguaglianza né tantomeno il diritto di difesa comunque assicurato dalla norma.

Cassazione penale sez. VI  22 novembre 2005 n. 45254



 
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