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Codice proc. penale agg.  al  5 Mag 2015
 
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Art. 611 cod. proc. penale: Procedimento in camera di consiglio

1. Oltre che nei casi particolarmente previsti dalla legge, la corte procede in camera di consiglio quando deve decidere su ogni ricorso contro provvedimenti non emessi nel dibattimento, fatta eccezione delle sentenze pronunciate a norma dell’articolo 442. Se non è diversamente stabilito e in deroga a quanto previsto dall’articolo 127, la corte giudica sui motivi, sulle richieste del procuratore generale e sulle memorie delle altre parti senza intervento dei difensori. Fino a quindici giorni prima dell’udienza, tutte le parti possono presentare motivi nuovi e memorie e, fino a cinque giorni prima, possono presentare memorie di replica.


Giurisprudenza annotata

Procedimento in camera di consiglio

In tema di giudizio per cassazione, la disposizione contenuta nell' art. 611, comma 1, c.p.p., non abilita l'ufficio del procuratore generale presso la Corte di legittimità a far valere vizi non dedotti dal ricorrente o concernenti punti del provvedimento diversi da quelli impugnati, dovendo tale norma essere coordinata con quella dell'art. 609, comma 1, c.p.p. attuativa del generale principio devolutivo. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso di dover prendere in esame la richiesta del procuratore generale di annullamento di ordinanza di convalida di arresto per insussistenza della motivazione, a fronte di ricorso che si doleva esclusivamente dell'illegittimità del diniego di concessione di differimento dell'istanza di convalida). (Rigetta, G.i.p. Trib. Pisa, 10/10/2013)

Cassazione penale sez. I  11 novembre 2014 n. 52579  

 

Sulla richiesta di rescissione del giudicato, di cui all'art. 625-ter c.p.p., la Corte di cassazione delibera secondo la procedura camerale non partecipata – disciplinata dall'art. 611 c.p.p. – e può disporre la sospensione della esecuzione della decisione impugnata.

Cassazione penale sez. un.  17 luglio 2014 n. 36848  

 

La richiesta finalizzata alla rescissione del giudicato, di cui all'art. 625 ter c.p.p., che per la sua natura di mezzo di impugnazione deve essere depositata nella cancelleria del giudice di merito la cui sentenza è stata posta in esecuzione con allegazione dei documenti a sostegno, e che è esaminata dalla Corte di cassazione secondo la procedura camerale di cui all'art. 611 c.p.p., si applica solo ai procedimenti nei quali è stata dichiarata l'assenza dell'imputato a norma dell'art. 420 bis c.p.p., come modificato dalla l. 28 aprile 2014 n. 67.

Cassazione penale sez. un.  17 luglio 2014 n. 36848  

 

Il termine di quindici giorni per il deposito delle memorie difensive, previsto dall'art. 611 c.p.p. relativamente al procedimento in camera di consiglio, è applicabile anche ai procedimenti in udienza pubblica e la sua inosservanza esime la Corte di cassazione dall'obbligo di prendere in esame le stesse. (Annulla in parte con rinvio, Ass. App. Torino, 27/12/2012)

Cassazione penale sez. I  04 aprile 2014 n. 19925  

 

L'art. 610 c.p.p., nella parte in cui prevede che l'avviso dell'udienza della Corte di cassazione sia notificato ai difensori con un anticipo di almeno trenta giorni, non si pone in alcun modo in contrasto - nei casi in cui sia prescritta anche in sede di cassazione l'osservanza delle forme del procedimento camerale di cui all'art. 127 c.p.p. - con il successivo art. 611, dalla cui formulazione chiaramente si evince che, nei casi predetti, anche con riguardo ai termini dell'avviso deve trovare applicazione la disciplina di cui al citato art. 127, in base alla quale detti termini sono ridotti a dieci giorni; il che, del resto, trova giustificazione avuto riguardo alla maggiore garanzia di contraddittorio, assicurata dalla possibilità di intervento del difensore in udienza. (Dichiara inammissibile, G.u.p. Trib. Firenze, 14/03/2013 )

Cassazione penale sez. VI  27 marzo 2014 n. 16162  

 

Il ricorso per cassazione avverso il provvedimento che decide nel merito l'istanza di ricusazione deve essere trattato nelle forme dell'udienza camerale partecipata, ove sia stato erroneamente fissato il suo esame con queste modalità invece che con quelle del rito camerale non partecipato previsto dall'art. 611 c.p.p., se questa soluzione consente una più immediata decisione, in ragione del principio di economicità dei mezzi processuali e dell'assenza di ragioni di nullità di ordine generale o comunque deducibili dalle parti. Rigetta, App. Palermo, 10/07/2013

Cassazione penale sez. VI  16 ottobre 2013 n. 47556

 

È manifestamente infondata la q.l.c. dell'art. 611 c.p.p., sollevata con riferimento al secondo comma dell'art. 111 cost. e per la parte in cui il menzionato articolo del codice di rito non prevede per il procedimento di prevenzione l'adozione nel grado di legittimità del rito camerale partecipato. Rigetta, App. Catania, 29/11/2012

Cassazione penale sez. V  20 giugno 2013 n. 35371  

 

È manifestamente infondata l'eccezione di illegittimità costituzionale dell'art. 611 c.p.p., per contrasto con i principi del contraddittorio e della parità delle parti, caratterizzanti il giusto processo (art. 111, comma 2, cost.), nella parte in cui non prevede la pubblica udienza e l'intervento orale delle parti nei procedimenti che riguardano i ricorsi contro provvedimenti non emessi in dibattimento, in quanto il procedimento camerale assicura il contraddittorio cartolare tra le parti poste su un piano di parità attraverso la possibilità di presentare memorie e memorie di replica. (Fattispecie relativa a ricorso per cassazione avverso ordinanza emessa ai sensi dell'art. 671 c.p.p., in materia di applicazione della continuazione). Rigetta, Ass.App. Reggio Calabria, 21/09/2011

Cassazione penale sez. I  10 ottobre 2012 n. 42160  

 

Il termine di quindici giorni per il deposito di memorie difensive, previsto dall'art. 611 cod. proc. pen., è da ritenersi applicabile anche ai procedimenti in udienza pubblica e la sua inosservanza esime la Corte di cassazione dall'obbligo di prenderle in esame. Annulla in parte con rinvio, App. Catanzaro, 27/09/2010

Cassazione penale sez. VI  28 febbraio 2012 n. 18453  

 

L'art. 611 c.p.p. che, per il giudizio di cassazione, prevede la presentazione di motivi nuovi e memorie fino a quindici giorni prima dell'udienza per il procedimento in camera di consiglio, si applica anche per il procedimento in udienza pubblica, attesa la regola della pienezza e dell'effettività del contraddittorio cui si ispira il codice e la necessità per il giudice di conoscere tempestivamente le varie questioni prospettate. La presentazione delle memorie, inoltre, come previsto dall'art. 585, comma 4, c.p.p., deve avvenire nel numero di copie necessarie per tutte le parti sì che le stesse siano in grado di ritirarle tempestivamente, senza che il rispetto del principio del contraddittorio richieda che venga data ad esse specifica comunicazione o notificazione.

Cassazione penale sez. VI  28 febbraio 2012 n. 18453  

 

Non sono suscettibili di considerazione nel giudizio di legittimità, nella specie camerale, le memorie e le produzioni difensive intempestivamente presentate per inosservanza del termine dilatorio di cui all'art. 611 cod. proc. pen. Rigetta, Trib.sorv. Trieste, 05/04/2011

Cassazione penale sez. I  07 febbraio 2012 n. 8960  



 
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