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Art. 612 cod. proc. penale: Sospensione dell’esecuzione della condanna civile

1. A richiesta dell’imputato o del responsabile civile, la corte di cassazione può sospendere, in pendenza del ricorso, l’esecuzione della condanna civile, quando può derivarne grave e irreparabile danno. La decisione sulla richiesta di sospensione della condanna civile è adottata dalla corte di cassazione con ordinanza in camera di consiglio.


Giurisprudenza annotata

Sospensione dell'esecuzione della condanna civile

Il potere della corte di cassazione di sospendere, ai sensi dell'art. 612 c.p.p., l'esecuzione della condanna civile non riguarda la parte inerente il ristoro delle spese processuali sostenute dalla parte civile. Dichiara inammissibile, Trib. Napoli, sez. dist. Marano 10 maggio 2011

Cassazione penale sez. I  19 dicembre 2012 n. 4908  

 

Ai fini dell'accoglimento da parte della Corte di cassazione della richiesta di sospensione dell'esecuzione della condanna civile (art. 612 c.p.p.), l'istante deve fornire la prova della futura insolvenza del creditore che metta in pericolo la possibilità di recupero della somma (Nella specie, il creditore, a seguito del fallimento della società del cui consiglio di amministrazione era presidente e amministratore delegato, era esposto alle azioni risarcitorie dei numerosi creditori insinuatisi nella procedura). Rigetta, App. Torino, 17/04/2012

Cassazione penale sez. VI  23 novembre 2012 n. 9091

 

È inammissibile l'istanza di sospensione dell'esecuzione della condanna civile, proposta dal condannato ai sensi dell'art. 612 c.p.p., quando il giudice di merito abbia pronunciato una condanna solo generica al risarcimento dei danni in favore della parte civile, atteso che la richiesta di inibitoria può avere ad oggetto esclusivamente decisioni dotate di efficacia esecutiva. Dichiara inammissibile, App. Firenze, 2 ottobre 2009

Cassazione penale sez. VI  27 ottobre 2010 n. 40543  

 

Ai fini dell'accoglimento della richiesta di sospensione dell'esecuzione della condanna civile ex art. 612 c.p.p., l'istante deve fornire la prova dell'esistenza di un danno grave ed irreparabile derivante da tale esecuzione, occorrendo la dimostrazione che la somma da versare in esecuzione della condanna abbia un'incidenza rilevante sul proprio patrimonio e metta in pericolo la possibilità di recupero (nella specie, la Corte ha ritenuto non sufficientemente dimostrata l’esistenza di tale danno, atteso che l’istante aveva eccepito esclusivamente l’entità dell’importo da versare e il coinvolgimento, peraltro non provato, in una vicenda fallimentare).

Cassazione penale sez. IV  16 aprile 2008 n. 27528  

 

Ai fini dell'accoglimento da parte della Corte di cassazione della richiesta di sospensione dell'esecuzione della condanna civile (art. 612 c.p.p.), l'istante deve fornire la prova dell'esistenza di un "danno grave ed irreparabile" derivante da tale esecuzione. A questo riguardo, il danno non deve necessariamente essere costituito dalla distruzione di un bene infungibile, giacché può derivare anche dalla necessità di dover pagare una spropositata somma di denaro, che metta in pericolo non solo la possibilità di recupero, ma altresì elida in modo estremamente rilevante il patrimonio dell'obbligato. (La Corte ha peraltro inteso precisare che, in quest'ultimo caso, l'istante deve pur sempre dimostrare che la somma da versare in esecuzione della condanna abbia un'incidenza rilevante sul proprio patrimonio, non potendosi ritenere il "grave ed irreparabile" danno solo in base a considerazioni di carattere oggettivo).

Cassazione penale sez. IV  04 ottobre 2005 n. 1813  

 

Ai fini della sospensione, giusta quanto previsto all'art. 612 c.p.p., dell'esecuzione della condanna può essere considerato danno "grave" quello che, trattandosi di condanna al versamento di una somma di danaro, si voglia far derivare dalla difficoltà di reperimento di tale somma o dalle precarie condizioni economiche dell'obbligato.

Cassazione penale sez. IV  23 febbraio 2005 n. 32942



 
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