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Codice proc. penale agg.  al  5 Mag 2015
 
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Art. 615 cod. proc. penale: Deliberazione e pubblicazione

1. La corte di cassazione delibera la sentenza in camera di consiglio subito dopo terminata la pubblica udienza salvo che, per la molteplicità o per l’importanza delle questioni da decidere, il presidente ritenga indispensabile differire la deliberazione ad altra udienza prossima. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni degli articoli 527 e 546.

2. Se non provvede a norma degli articoli 620, 622 e 623, la corte dichiara inammissibile o rigetta il ricorso.

3. La sentenza è pubblicata in udienza subito dopo la deliberazione, mediante lettura del dispositivo fatta dal presidente o da un consigliere da lui delegato.

4. Prima della lettura, il dispositivo è sottoscritto dal presidente.


Giurisprudenza annotata

Deliberazione e pubblicazione

In tema di procedimento disciplinare a carico di avvocati, il termine semestrale di cui all'art. 297, comma 1, c.p.c. per la riassunzione del procedimento sospeso per pregiudizialità penale decorre dalla conoscenza effettiva, da parte del Consiglio locale dell'Ordine, della definizione del processo penale, al quale l'organo titolare dell'azione disciplinare è estraneo; tale conoscenza va fissata ad epoca non anteriore al deposito in cancelleria della relativa decisione, non bastando a tale effetto la pubblicazione in udienza mediante lettura del dispositivo ai sensi dell'art. 615, comma 3, c.p.p.

Cassazione civile sez. un.  26 luglio 2004 n. 13975  

 

Deve ritenersi ammissibile il conflitto tra giudice civile e giudice penale in ordine alla competenza a decidere su questioni attinenti al pagamento delle spese di giustizia in conseguenza di condanna penale; conflitto da risolversi, anche dopo l'abrogazione dell'art. 695 c.p.p. in coincidenza con l'entrata in vigore del t.u. sulle spese di giustizia approvato con d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115, sulla base del principio secondo cui la competenza è del giudice penale, in funzione di giudice dell'esecuzione, quando la contestazione abbia ad oggetto la sussistenza, validità, operatività ed attualità del titolo esecutivo, mentre è del giudice civile - previa investitura del medesimo nelle forme dell'opposizione all'esecuzione prevista dall'art. 615 c.p.c. - ove si contestino soltanto singole causali di spesa ed il relativo ammontare. (Nella specie, in applicazione di tali principi, la Corte, rilevato che l'interessato lamentava soltanto l'inclusione, tra le spese poste a suo carico, di quelle relative ad intercettazioni telefoniche effettuate nel corso di indagini preliminari a carico di altri soggetti, ha dichiarato la competenza del giudice civile).

Cassazione penale sez. I  02 aprile 2004 n. 19547  



 
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