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Codice proc. penale agg.  al  5 Mag 2015
 
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Art. 616 cod. proc. penale: Spese e sanzione pecuniaria in caso di rigetto o di inammissibilità del ricorso

1. Con il provvedimento che dichiara inammissibile o rigetta il ricorso, la parte privata che lo ha proposto è condannata al pagamento delle spese del procedimento. Se il ricorso è dichiarato inammissibile, la parte privata è inoltre condannata con lo stesso provvedimento al pagamento a favore della cassa delle ammende di una somma da lire cinquecentomila a lire quattro milioni. Nello stesso modo si può provvedere quando il ricorso è rigettato.

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La Corte costituzionale con sentenza 7-13 giugno 2000, n. 186 (in G.U. 1a s.s. 21/06/2000, n. 26) ha dichiarato l’illegittimita’ costituzionale “dell’art. 616 del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede che la Corte di cassazione, in caso di inammissibilità del ricorso, possa non pronunciare la condanna in favore della cassa delle ammende, a carico della parte privata che abbia proposto il ricorso senza versare in colpa nella determinazione della causa di inammissibilità”.


Giurisprudenza annotata

Spese e sanzione pecuniaria in caso di rigetto o inammissibilità del ricorso

Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso per cassazione per una delle cause indicate dall'art. 591 c.p.p. (nella specie, per rinuncia) consegue, oltre alla condanna al pagamento delle spese processuali, la condanna in favore della cassa delle ammende, in quanto l'art. 616 c.p.p. non distingue tra le varie cause di inammissibilità, né vi sono ragioni logiche idonee a giustificare una differenza di trattamento tra le ipotesi previste dall'art. 606, comma 3, c.p.p. e quelle contemplate dall'art. 591 c.p.p.

Cassazione penale sez. III  18 dicembre 2014 n. 5185  

 

Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso per cassazione per una delle cause indicate dall'art. 591 c.p.p. consegue la condanna in favore della cassa delle ammende, in quanto l'art. 616 c.p.p. non distingue tra le varie cause di inammissibilità, né vi sono ragioni logiche idonee a giustificare una differenza di trattamento tra le ipotesi previste dall'art. 606, comma 3, cod. proc., pen. e quelle contemplate dall'art. 591 c.p.p. (Fattispecie relativa a ricorso dichiarato inammissibile per rinuncia). (Dichiara inammissibile, App. Torino, 24/03/2014 )

Cassazione penale sez. IV  09 dicembre 2014 n. 2188  

 

Nel caso in cui la p.a. assuma il ruolo di contraddittore necessario e sostanziale, come avviene nell'ambito del procedimento di reclamo relativo alle condizioni di detenzione, la stessa deve ritenersi come 'parte privata' ai sensi dell'art. 616, comma 1, c.p.p., e non anche 'pubblica', dovendosi riservare tale ultima qualificazione solo al p.m.

Cassazione penale sez. I  27 novembre 2014 n. 53011

 

Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso per cassazione per una delle cause indicate dall'art. 591 c.p.p. consegue la condanna in favore della cassa delle ammende, in quanto l'art. 616 c.p.p. non distingue tra le varie cause di inammissibilità, né vi sono ragioni logiche idonee a giustificare una differenza di trattamento tra le ipotesi previste dall'art. 606, comma 3, c.p.p. e quelle contemplate dall'art. 591 c.p.p. (Fattispecie relativa a ricorso dichiarato inammissibile per tardività). (Dichiara inammissibile, App. Bologna, 13/07/2012 )

Cassazione penale sez. V  23 maggio 2014 n. 32954  

 

Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso per cassazione per rinuncia all'impugnazione validamente proposta in un atto a firma del ricorrente (nella specie via fax alla cancelleria del giudice ad quem), consegue la condanna al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende, in quanto l'art. 616 c.p.p. non distingue tra le diverse cause che danno luogo alla pronuncia di inammissibilità.

Cassazione penale sez. III  30 aprile 2014 n. 26477  

 

Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso per cassazione per una delle cause indicate dall'art. 591 c.p.p. consegue la condanna in favore della cassa delle ammende, in quanto l'art. 616 c.p.p. non distingue tra le varie cause di inammissibilità, né vi sono ragioni logiche idonee a giustificare una differenza di trattamento tra le ipotesi previste dall'art. 606, comma 3, c.p.p. e quelle contemplate dall'art. 591 c.p.p. (Fattispecie relativa a ricorso dichiarato inammissibile per tardività). (Dichiara inammissibile, App. Milano, 18/11/2011 )

Cassazione penale sez. V  28 gennaio 2014 n. 18978  

 

Non è coperta dal patrocinio a spese dello Stato la sanzione pecuniaria erogata ai sensi dell'art. 616 c.p.p. Dichiara inammissibile, Cass., 19/12/2012

Cassazione penale sez. I  02 ottobre 2013 n. 42918  

 

Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso per cassazione per una delle cause indicate dall'art. 591 c.p.p. consegue la condanna in favore della cassa delle ammende, in quanto l'art. 616 c.p.p. non distingue tra le varie cause di inammissibilità, con la conseguenza che la condanna al pagamento della sanzione pecuniaria, ex 616 c.p.p., deve essere comminata, non solo nel caso di declaratoria di inammissibilità ex art. 606 comma 3 c.p.p. ma anche in quello di inammissibilità pronunciata ex art. 591 c.p.p. (Fattispecie di ricorso dichiarato inammissibile per tardività). Dichiara inammissibile, App. Ancona, 21/02/2012

Cassazione penale sez. V  13 giugno 2013 n. 36372  

 

Nel caso di ritenuta inammissibilità del ricorso per cassazione,.anche per taluna delle cause di inammissibilità previste, in via generale, per ogni tipo di impugnazione dall'art. 591 c.p.p., trova applicazione il disposto di cui all'art. 616 c.p.p., per cui il ricorrente va condannato, oltre che al pagamento delle spese del procedimento, anche a quello della prescritta sanzione pecuniaria.

Cassazione penale sez. V  13 giugno 2013 n. 36372  

 

La dichiarazione di inammissibilità del ricorso per una delle cause previste dall'art. 591 c.p.p. comporta la condanna del ricorrente al pagamento della sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 616 c.p.p. Dichiara inammissibile, Trib. Pisa, 14/08/2012

Cassazione penale sez. VII  08 aprile 2013 n. 27573  

 

Non va condannato al pagamento della sanzione pecuniaria prevista dall'art. 616 c.p.p., l'imputato che proponga ricorso per cassazione dichiarato inammissibile per una delle cause indicate dall'art. 591 c.p.p. (Fattispecie in cui il ricorso non era stato presentato entro i termini stabiliti dalla legge).

Cassazione penale sez. VI  24 aprile 2012 n. 31435  

 

Nel caso di inammissibilità del ricorso per cassazione a causa di rinuncia per sopravvenuta carenza d'interesse determinata da una causa non imputabile al ricorrente non deve essere pronunciata la condanna alle spese ed alla sanzione pecuniaria prevista, in via ordinaria, dall'art. 616 cod.proc.pen. Dichiara inammissibile, Trib. lib. Firenze, 11/04/2011

Cassazione penale sez. III  25 gennaio 2012 n. 8025  

 

La condanna al pagamento della sanzione pecuniaria prevista dall'art. 616 c.p.p. nel caso in cui il ricorso sia rigettato è facoltativa, con la conseguenza che il giudice che, ritiene opportuno avvalersi di tale facoltà, è tenuto a motivare la propria decisione in modo da rendere comprensibili le ragioni del suo operato. (Fattispecie in tema di ordinanza della corte di appello di rigetto emessa nel procedimento di esecuzione, nella quale la Corte ha ritenuto, indipendentemente dall'applicabilità o meno dell'art. 616 c.p.p., che il collegio, nel rigettare il ricorso della parte privata, non potesse meramente applicare la sanzione senza indicare le ragioni che la sostengono). Annulla in parte senza rinvio, App. Cagliari, 04 marzo 2008

Cassazione penale sez. IV  22 dicembre 2009 n. 7310  

 



 
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