Codice proc. penale Agg. il 5 maggio 2015

Codice proc. penale Art. 617 cod. proc. penale: Motivazione e deposito

Codice proc. penale Agg. il 5 maggio 2015



1. Conclusa la deliberazione, il presidente o il consigliere da lui designato redige la motivazione. Si osservano le disposizioni concernenti la sentenza nel giudizio di primo grado, in quanto applicabili.

2. La sentenza, sottoscritta dal presidente e dall’estensore, è depositata in cancelleria non oltre il trentesimo giorno dalla deliberazione.

3. Qualora il presidente lo disponga, la corte si riunisce in camera di consiglio per la lettura e l’approvazione del testo della motivazione. Sulle proposte di rettifica, integrazione o cancellazione la corte delibera senza formalità.

Giurisprudenza annotata

Motivazione e deposito

Qualora in sede di opposizione ex art. 617 c.p.c. ovvero nel caso di controversia in sede di distribuzione della somma ricavata (art. 512 cod. proc. civ) il giudice dell'esecuzione ordini l'integrazione del contraddittorio nei confronti del debitore esecutato, quale litisconsorte necessario pretermesso e nessuna delle parti abbia provveduto a detta integrazione, il detto giudice non può decidere la causa nel merito, sul rilievo che nessuna delle parti aveva eccepito l'estinzione del processo, ma deve dare atto della impossibilità di prosecuzione del processo per mancanza di una parte necessaria, dovendo altrimenti la sentenza, se impugnata in sede di legittimità, essere cassata senza rinvio a norma dell'art. 382 c.p.c., non potendo essere disposta una seconda volta l'integrazione del contraddittorio, onde il processo non poteva essere proseguito.

Cassazione civile sez. III  29 agosto 1995 n. 9107

 

Qualora in sede di opposizione ex art. 617 c.p.c. ovvero nel caso di controversia in sede di distribuzione della somma ricavata (art. 512 cod. proc. civ) il giudice dell'esecuzione ordini l'integrazione del contraddittorio nei confronti del debitore esecutato, quale litisconsorte necessario pretermesso e nessuna delle parti abbia provveduto a detta integrazione, il detto giudice non può decidere la causa nel merito, sul rilievo che nessuna delle parti aveva eccepito l'estinzione del processo, ma deve dare atto della impossibilità di prosecuzione del processo per mancanza di una parte necessaria, dovendo altrimenti la sentenza, se impugnata in sede di legittimità, essere cassata senza rinvio a norma dell'art. 382 c.p.c., non potendo essere disposta una seconda volta l'integrazione del contraddittorio, onde il processo non poteva essere proseguito.

Cassazione civile sez. III  29 agosto 1995 n. 9107  



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