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Codice proc. penale agg.  al  6 Mag 2015
 
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Art. 620 cod. proc. penale: Annullamento senza rinvio

1. Oltre che nei casi particolarmente previsti dalla legge, la corte pronuncia sentenza di annullamento senza rinvio:

a) se il fatto non è previsto dalla legge come reato, se il reato è estinto o se l’azione penale non doveva essere iniziata o proseguita;

b) se il reato non appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario;

c) se il provvedimento impugnato contiene disposizioni che eccedono i poteri della giurisdizione, limitatamente alle medesime;

d) se la decisione impugnata consiste in un provvedimento non consentito dalla legge;

e) se la sentenza è nulla a norma e nei limiti dell’articolo 522 in relazione a un reato concorrente;

f) se la sentenza è nulla a norma e nei limiti dell’articolo 522 in relazione a un fatto nuovo;

g) se la condanna è stata pronunciata per errore di persona;

h) se vi è contraddizione fra la sentenza o l’ordinanza impugnata e un’altra anteriore concernente la stessa persona e il medesimo oggetto, pronunciata dallo stesso o da un altro giudice penale;

i) se la sentenza impugnata ha deciso in secondo grado su materia per la quale non è ammesso l’appello;

l) in ogni altro caso in cui la corte ritiene superfluo il rinvio ovvero può essa medesima procedere alla determinazione della pena o dare i provvedimenti necessari.


Giurisprudenza annotata

Annullamento senza rinvio

La sentenza di patteggiamento che abbia applicato una pena precisamente determinata o determinabile in relazione ad un reato satellite, ritenuto nel giudizio di legittimità interamente assorbito in altro reato più grave, deve essere annullata senza rinvio a norma dell'art. 620, comma 1, lett. l), c.p.p., limitatamente al reato assorbito, posto che, per il principio di conservazione degli atti giuridici, la Corte di cassazione può, in tal caso, limitarsi ad eliminare la relativa pena e a rideterminare il trattamento sanzionatorio in attuazione dell'originario accordo concluso tra le parti per il reato base. (Fattispecie in cui la Corte ha rideterminato la pena eliminando l'aumento a titolo di continuazione per il reato di detenzione di materiale pornografico ritenuto assorbito in quello più grave di pornografia minorile). (Annulla in parte senza rinvio, Gip Trib. Roma, 06/02/2014 )

Cassazione penale sez. III  22 ottobre 2014 n. 2011  

 

Qualora sia stata processata una persona che ha fornito false generalità, e non sia possibile ricorrere all'istituto della correzione di errore materiale (non disponendosi delle reali generalità dell'autore del fatto), la sentenza impugnata deve essere annullata senza rinvio, con trasmissione degli atti al procuratore della Repubblica competente, affinché proceda ritualmente nei confronti dell'imputato esattamente identificato. (Fattispecie relativa a sentenza di patteggiamento emessa nei confronti di persona che, arrestata in flagranza, aveva declinato false generalità, corrispondenti a quelle riportate in un tesserino sanitario esibito agli operanti ma relativo ad altro soggetto, che ne aveva denunciato lo smarrimento). (Annulla senza rinvio, Trib. Bari, 26/05/2010 )

Cassazione penale sez. V  08 luglio 2014 n. 32082  

 

All'annullamento da parte della Corte di cassazione dell'ordinanza della corte di appello, che abbia illegittimamente dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione per genericità dei motivi, in quanto disposto senza rinvio a norma dell'art. 620, lett. d), c.p.p., consegue la mera trasmissione degli atti per la celebrazione del giudizio di gravame, da effettuarsi innanzi ad altra sezione della stessa corte di appello o alla corte di appello più vicina in applicazione analogica dell'art. 623, comma 1, lett. c), c.p.p. (Annulla senza rinvio, App. L'Aquila, 11/11/2013 )

Cassazione penale sez. III  18 giugno 2014 n. 37737  

 

In tema di patteggiamento, va annullata senza rinvio, a norma dell'art. 620, comma 1, lett. l), c.p.p., la sentenza di applicazione di pena concordata con la quale il giudice, in accoglimento della richiesta delle parti di sostituzione della pena detentiva con quella pecuniaria formulata senza specificazione alcuna del criterio di ragguaglio, né dell'entità complessiva della sanzione, abbia illegittimamente applicato, ad un fatto commesso dopo l'entrata in vigore, della legge 15 luglio 2009 n. 94, i criteri di conversione previsti dalla disciplina previgente, potendo la Corte di cassazione provvedere direttamente alla determinazione della pena pecuniaria attraverso una operazione di mero calcolo matematico che non viola il criterio sinallagmatico alla base della richiesta di patteggiamento. (Annulla senza rinvio, G.i.p. Trib. Teramo, 05/06/2013)

Cassazione penale sez. III  03 giugno 2014 n. 30590  

 

Nel giudizio di cassazione, l'annullamento della sentenza impugnata, per omessa o erronea motivazione in ordine al diniego di accesso al rito abbreviato condizionato, va disposto senza rinvio, potendo la Corte provvedere essa stessa all'applicazione della diminuente ove ne sussistano i presupposti. (Annulla in parte con rinvio, App. Catanzaro, 05/06/2013 )

Cassazione penale sez. III  06 maggio 2014 n. 37837  

 

In caso di condanna per una droga "leggera", va applicata, quale norma più favorevole, a seguito della sentenza n. 32 del 2014 della Corte costituzionale, la pena prevista dall'art. 73, comma 4, d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309, nel testo anteriore alle modifiche introdotte dalla legge n. 49 del 2006. (Nella specie, nei confronti dell'imputato la pena irrogata, sotto la vigenza della legge n. 49 del 2006, non poteva definirsi illegittima, perché rientrava nella forbice edittale stabilita dal nuovo regime punitivo alla stregua del - previgente, abrogato e oggi di nuovo - vigente art. 73, comma 4, d.P.R. n. 309 del 1990 e, peraltro, la Corte ha ritenuto di dover comunque annullare con rinvio la sentenza, in quanto il giudice di merito aveva inteso determinare tale pena con esplicito riferimento alla misura dell'allora previsto minimo edittale, onde la pena, come determinata, non poteva ritenersi più legittima; la Corte ha ritenuto di poter essa stessa provvedere a rideterminare la pena ex art. 620, comma 1, lett. l), c.p.p., senza alcun apprezzamento di fatto e senza margini di discrezionalità valutativa, in quanto il giudice di merito aveva specificato gli indici referenziali per la determinazione della pena irrogata, sia detentiva che pecuniaria).

Cassazione penale sez. VI  20 marzo 2014 n. 15157  

 

La Corte di cassazione può procedere direttamente alla determinazione della pena, ai sensi dell'art. 620 lett. l) c.p.p., qualora si debbano nuovamente applicare gli indici di calcolo già definiti in sede di merito, senza procedere ad accertamenti di fatto o ad operazioni di discrezionalità valutativa, che rimangono incompatibili con le attribuzioni del giudice di legittimità. (Fattispecie relativa ad una pena irrogata per il delitto di detenzione di marijuana dal giudice di merito in applicazione dell'art. 73 comma 1 d.P.R. n. 309 del 1990, nel testo dichiarato costituzionalmente illegittimo dalla sentenza n. 32 del 2014, e rideterminata dalla Corte ai sensi dell'originario comma 4 dell'art. 73 oggi nuovamente in vigore, utilizzando gli stessi coefficienti di computo). (Annulla in parte senza rinvio, App. Messina, 19/04/2013 )

Cassazione penale sez. VI  20 marzo 2014 n. 15157

 

La confisca è un provvedimento di natura definitiva, in quanto comporta l'ablazione irreversibile del bene, sicché è incompatibile con una previsione di limitazione temporale della sua durata. (In applicazione del principio la Corte, ai sensi dell'art. 620 comma 1 lett. l) c.p.p., ha annullato la sentenza di patteggiamento nella parte in cui fissava in 180 giorni la durata della confisca del mezzo condotto in stato di ebbrezza). (Annulla in parte senza rinvio, Trib. Ascoli Piceno, 04/10/2012 )

Cassazione penale sez. IV  18 dicembre 2013 n. 10924  



 
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