codice-proc-penale
Codice proc. penale agg.  al  6 Mag 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 624 cod. proc. penale: Annullamento parziale

1. Se l’annullamento non è pronunciato per tutte le disposizioni della sentenza, questa ha autorità di cosa giudicata nelle parti che non hanno connessione essenziale con la parte annullata.

2. La corte di cassazione, quando occorre, dichiara nel dispositivo quali parti della sentenza diventano irrevocabili. L’omissione di tale dichiarazione è riparata dalla corte stessa in camera di consiglio con ordinanza che deve trascriversi in margine o in fine della sentenza e di ogni copia di essa posteriormente rilasciata. L’ordinanza può essere pronunciata di ufficio ovvero su domanda del giudice competente per il rinvio, del pubblico ministero presso il medesimo giudice o della parte privata interessata. La domanda si propone senza formalità.

3. La corte di cassazione provvede in camera di consiglio senza l’osservanza delle forme previste dall’articolo 127.


Giurisprudenza annotata

Annullamento parziale

Nell'ipotesi di pronuncia della Corte di cassazione di annullamento parziale, la declaratoria in dispositivo delle parti della sentenza impugnata divenute irrevocabili, ex art. 624, comma 2, c.p.p., ha efficacia meramente dichiarativa e non costitutiva, conseguentemente, ove tale dichiarazione sia stata omessa, è comunque consentito alla Corte - adita con ricorso avverso la sentenza del giudice di rinvio - di individuare, sulla base della lettura e dell'interpretazione della sua precedente sentenza, le parti passate in giudicato. (Dichiara inammissibile, App. Reggio Calabria, 25/06/2013 )

Cassazione penale sez. II  16 ottobre 2014 n. 46419  

 

In caso di annullamento parziale da parte della Corte di Cassazione, che abbia ad oggetto statuizioni diverse dall'accertamento del fatto reato e della responsabilità dell'imputato, la pronuncia di condanna diviene irrevocabile, con conseguente preclusione per il giudice del rinvio, a norma dell'art. 624 c.p.p. di intervenire sui punti della sentenza non oggetto dell'annullamento. Infatti, il principio di formazione progressiva del giudicato, desumibile da una corretta interpretazione dei citato art. 624, comma 1, che ne importa la configurabilità in ordine alle parti della sentenza non annullate, concernenti la sussistenza del reato e la responsabilità dell'imputato e la quantificazione della pena non in rapporto essenziale di connessione con le parti annullate, legittima la conclusione che esclude la operatività di criteri di rideterminazione della medesima, relativamente alle parti della decisione che la riguarda, come l'individuazione della pena base per il reato più grave, sulle quali si è formato il giudicato, non potendo l'ambito di operatività dell'annullamento, superare la barriera del giudicato, essendosi per quelle parti della sentenza che tale autorità hanno acquistato, ormai concluso, in modo definitivo, il loro iter processuale.

Cassazione penale sez. II  08 luglio 2014 n. 37689

 

Qualora venga rimessa dalla Corte di cassazione al giudice di rinvio la sola determinazione della pena, la formazione del giudicato progressivo riguarda esclusivamente l'accertamento del reato e la responsabilità dell'imputato; pertanto, la detenzione dell'imputato deve essere considerata come custodia cautelare, e non come esecuzione di pena definitiva. (Fattispecie relativa a rigetto del ricorso proposto dal P.G. avverso un'ordinanza di sostituzione della misura cautelare della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari disposta nel giudizio di rinvio). Dichiara inammissibile, App. Firenze, 23/04/2013

Cassazione penale sez. VI  19 dicembre 2013 n. 2324  

 

È manifestamente infondata la questione costituzionale - per violazione degli art. 27 comma 2 e 111 cost. e degli art. 624 e 627 comma terzo c.p.p., là dove non consentono di dichiarare estinto il reato per la maturazione del termine di prescrizione decorso nel giudizio di rinvio disposto soltanto per la rideterminazione della pena. (In motivazione, la Corte ha rilevato che da un lato non si può ritenere la punibilità elemento costitutivo del reato, come tale in grado di condizionarne il perfezionamento e dall'altro che vige il principio della formazione progressiva del giudicato, che si forma, in conseguenza del giudizio della Corte di cassazione di parziale annullamento dei capi della sentenza e dei punti della decisione impugnati, su quelle statuizioni suscettibili di autonoma considerazione, quale quella relativa all'accertamento della responsabilità in merito al reato ascritto, che diventano non più suscettibili di ulteriore riesame). Dich. man. infon. quest. leg. cost., App. Catanzaro, 03/12/2012

Cassazione penale sez. II  17 ottobre 2013 n. 44949  

 

È manifestamente infondata la questione di costituzionalità degli art. 624 e 627 comma 3 c.p.p. - là dove non consentono di dichiarare estinto il reato per la maturazione del termine di prescrizione decorso nel giudizio di rinvio disposto soltanto per la rideterminazione della pena, per contrasto con gli art. 111 - in quanto rientra nella ragionevole durata anche il tempo occorrente alla determinazione della pena nel giudizio di rinvio a seguito di annullamento da parte della Cassazione - e 3 cost. - risultando ragionevolmente differenziata l'incidenza della sopravvenienza della causa estintiva sulla base della formazione del giudicato progressivo, rispetto al caso in cui quest'ultimo non si è verificato. Dichiara inammissibile, App. Roma, 21/01/2013

Cassazione penale sez. VI  16 ottobre 2013 n. 45900  

 

In caso di annullamento parziale ex art. 624 cod. proc. pen., la sentenza emessa dal giudice del rinvio è suscettibile di ricorso in cassazione, oltre che per inosservanza dell'obbligo di uniformarsi alla decisione di annullamento, anche in relazione ai "punti" annullati, a quelli in rapporto di connessione essenziale con essi e a quelli non decisi dalla Corte di cassazione, in quanto ritenuti assorbiti nel motivo di ricorso accolto. Annulla con rinvio, App. Ancona, 30/09/2011

Cassazione penale sez. VI  12 giugno 2012 n. 25181

 

In tema di annullamento con rinvio, l'eventuale contrasto tra il dispositivo e la motivazione della sentenza rescissoria sull'oggetto della rimessione non può essere risolta ricorrendo al criterio della prevalenza del primo sulla seconda, ma il giudice del rinvio deve procedere all'interpretazione complessiva del provvedimento e, se necessario, interpellare in proposito, ai sensi dell'art. 624, comma secondo, cod. proc. pen., il giudice di legittimità che lo ha adottato. Dichiara inammissibile, Cass., 27 marzo 2009

Cassazione penale sez. VI  14 maggio 2010 n. 27318  



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti