codice-proc-penale
Codice proc. penale agg.  al  8 Mag 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 630 cod. proc. penale: Casi di revisione

1. La revisione può essere richiesta:

a) se i fatti stabiliti a fondamento della sentenza o del decreto penale di condanna non possono conciliarsi con quelli stabiliti in un’altra sentenza penale irrevocabile del giudice ordinario o di un giudice speciale;

b) se la sentenza o il decreto penale di condanna hanno ritenuto la sussistenza del reato a carico del condannato in conseguenza di una sentenza del giudice civile o amministrativo, successivamente revocata, che abbia deciso una delle questioni pregiudiziali previste dall’articolo 3 ovvero una delle questioni previste dall’articolo 479;

c) se dopo la condanna sono sopravvenute o si scoprono nuove prove che, sole o unite a quelle già valutate, dimostrano che il condannato deve essere prosciolto a norma dell’articolo 631;

d) se è dimostrato che la condanna venne pronunciata in conseguenza di falsità in atti o in giudizio o di un altro fatto previsto dalla legge come reato.

 


Giurisprudenza annotata

Casi di revisione

In tema di revisione, non costituisce prova "nuova" una diversa valutazione tecnica o scientifica di dati già valutati, in quanto quest'ultima si traduce in un apprezzamento critico di emergenze già conosciute e delibate nel procedimento, sostanziandosi in una mera "rilettura" di un medesimo dato di fatto già processualmente accertato in via definitiva, mentre la prova può definirsi "nuova" a norma dell'art. 630 c.p.p. quando mira ad introdurre elementi di fatto diversi da quelli già presi in considerazione nel precedente giudizio. (Rigetta, App. Caltanissetta, 15/05/2012 )

Cassazione penale sez. VI  05 novembre 2014 n. 53428  

 

In materia di revisione, nella nozione di "altra sentenza penale irrevocabile" di cui all'art. 630, comma 1, lett. a), c.p.p., non rientrano la sentenza di non luogo a procedere emessa all'esito dell'udienza preliminare, né il provvedimento di archiviazione, trattandosi di atti per loro natura inidonei a rappresentare, in termini di stabilità e definitività, situazioni di fatto utilizzabili come parametri per un giudizio di revisione. (Dichiara inammissibile, App. Reggio Calabria, 02/07/2013 )

Cassazione penale sez. III  18 giugno 2014 n. 39191  

 

In tema di revisione, deve essere revocata la sentenza di condanna per favoreggiamento reale nel caso di passaggio in giudicato della sentenza di assoluzione con la formula "perché il fatto non sussiste", in relazione al reato perché la seconda decisione, incidendo sull'essenza del primo reato, determina una situazione di incompatibilità tra i fatti stabiliti a fondamento delle due sentenze, come tale rilevante a norma dell'art. 630, comma 1, lett. a), c.p.p. (Fattispecie in cui reato presupposto era quello previsto dall'art. 12 quinquies d.l. n. 306 del 1992, conv. in l. n. 356 del 1992). (Annulla senza rinvio, App. Caltanissetta, 17/05/2012 )

Cassazione penale sez. I  10 giugno 2014 n. 35419  

 

È configurabile il contrasto di giudicati, rilevante ai fini dell'ammissibilità del giudizio di revisione ai sensi dell'art. 630, comma 1 lett. a), c.p.p. tra la sentenza di assoluzione del pubblico ufficiale, pronunciata per difetto dell'elemento psicologico, e quella di condanna del privato beneficiario per il medesimo delitto di abuso d'ufficio, atteso che nella nozione di "fatti stabiliti a fondamento della sentenza" rientrano tutti gli elementi costitutivi della fattispecie incriminatrice, ivi compreso il dolo intenzionale del pubblico ufficiale. (Annulla con rinvio, App. Roma, 09/07/2013 )

Cassazione penale sez. IV  13 maggio 2014 n. 44790  

 

È inammissibile la q.l.c., in riferimento all'art. 24, comma 4, cost., degli art. 630 e 637, comma 3, c.p.p., nella parte in cui non consentono la revisione delle sentenze di condanna irrevocabili sulla base della sola diversa valutazione delle prove assunte nel precedente giudizio, allorché la condanna risulti fondata su un errore di fatto "incontrovertibilmente emergente da quelle stesse prove". Nella formulazione del petitum, il giudice a quo coniuga due concetti tra loro antinomici: da un lato, l'errore di valutazione (la "diversa valutazione delle prove" - che nella prospettiva della Corte rimettente dovrebbe giustificare la revisione - è, infatti, quella destinata a correggere una precedente valutazione inesatta); dall'altro, l'errore di fatto. Nel caso di specie, peraltro, poiché dall'esame dell'ordinanza di rimessione emerge chiaramente che si è di fronte ad un (supposto) errore a carattere valutativo, e non già ad un errore di fatto - come invece opinato dalla Corte rimettente - la questione è inammissibile per difetto di rilevanza.

Corte Costituzionale  10 aprile 2014 n. 90  

 

In tema di revisione, il concetto di inconciliabilità fra sentenze irrevocabili di cui all'art. 630 comma 1 lett. a) c.p.p., non deve essere inteso in termini di mero contrasto di principio tra due sentenze, bensì con riferimento ad una oggettiva incompatibilità tra i fatti storici su cui queste ultime si fondano. (In applicazione del principio, la Corte ha escluso la sussistenza dei presupposti per la revisione di condanna pronunciata in ordine al reato di partecipazione a associazione di tipo mafioso per aver contribuito ad assicurare ad un gruppo criminale i proventi di attività estorsive in danno di discoteche, realizzati mediante l'imposizione di servizi di vigilanza erogati da una società costituita dall'istante, in relazione a richiesta fondata sulla successiva assoluzione del medesimo soggetto dall'addebito di concorso esterno nel delitto di cui all'art. 416 bis c.p., con riferimento allo svolgimento di analoga attività a vantaggio di altra fazione del sodalizio, eseguita mediante l'utilizzo di diversa struttura operativa). (Dichiara inammissibile, App. Salerno, 13/11/2012 )

Cassazione penale sez. VI  27 febbraio 2014 n. 20029  



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti