codice-proc-penale
Codice proc. penale agg.  al  8 Mag 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 632 cod. proc. penale: Soggetti legittimati alla richiesta

1. Possono chiedere la revisione:

a) il condannato o un suo prossimo congiunto ovvero la persona che ha sul condannato l’autorità tutoria e, se il condannato è morto, l’erede o un prossimo congiunto;

b) il procuratore generale presso la corte di appello nel cui distretto fu pronunciata la sentenza di condanna. Le persone indicate nella lettera a) possono unire la propria richiesta a quella del procuratore generale.


Giurisprudenza annotata

Soggetti legittimati alla richiesta

In tema di revisione la norma di cui all'art. 634 c.p.p., secondo la quale la corte d'appello dichiara d'ufficio, con ordinanza, l'inammissibilità della relativa richiesta, qualora sia stata proposta fuori delle ipotesi previste dagli art. 629 e 630 c.p.p. o senza l'osservanza delle disposizioni contenute negli art. 631, 632, 633 e 641 c.p.p., ovvero risulti manifestamente infondata, non preclude l'adozione della declaratoria, per i medesimi motivi, con la sentenza conclusiva del giudizio, una volta che questo sia stato disposto.

Cassazione penale sez. un.  26 settembre 2001 n. 624  

 

In tema di revisione, la norma di cui all'art. 634 c.p.p. secondo la quale la corte di appello dichiara d'ufficio, con ordinanza, l'inammissibilità della relativa richiesta, qualora sia stata proposta fuori delle ipotesi previste dagli art. 629 e 630 c.p.p. o senza l'osservanza delle disposizioni contenute negli art. 631, 632, 633 e 641 stesso codice, ovvero risulti manifestamente infondata, non preclude l'adozione della declaratoria, per i medesimi motivi, con la sentenza conclusiva del giudizio, una volta che questo sia stato disposto.

Cassazione penale sez. un.  26 settembre 2001 n. 624  

 

La disposizione transitoria di cui all'art. 8 l. n. 420 del 1998 (concernente i procedimenti riguardanti reati commessi da magistrati o in loro danno), la quale limita l'applicabilità del nuovo meccanismo tabellare dell'art. 11 c.p.p. "ai procedimenti relativi ai reati commessi successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge", non riguarda anche i procedimenti in materia di revisione in forza del rinvio effettuato dagli art. 633 comma 1 e 632 comma 2 c.p.p. (come modificati dall'art. 1 l. n. 405 del 1998) ai criteri di determinazione della competenza dettati dall'art. 11 c.p.p. nella nuova formulazione. Infatti, la speciale disciplina stabilita dall'art. 8 l. n. 420 del 1998 limita espressamente l'applicabilità del nuovo meccanismo tabellare ai procedimenti riguardanti i magistrati relativi a reati commessi da costoro o in loro danno.

Cassazione penale sez. I  18 gennaio 2000



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti