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Codice proc. penale agg.  al  8 Mag 2015
 
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Art. 634 cod. proc. penale: Declaratoria d’inammissibilità

1. Quando la richiesta è proposta fuori delle ipotesi previste dagli articoli 629 e 630 o senza l’osservanza delle disposizioni previste dagli articoli 631, 632, 633, 641 ovvero risulta manifestamente infondata, la corte di appello anche di ufficio dichiara con ordinanza l’inammissibilità e può condannare il privato che ha proposto la richiesta al pagamento a favore della cassa delle ammende di una somma da lire cinquecentomila a lire quattro milioni.

2. L’ordinanza è notificata al condannato e a colui che ha proposto la richiesta, i quali possono ricorrere per cassazione. In caso di accoglimento del ricorso, la Corte di cassazione rinvia il giudizio di revisione ad altra corte di appello individuata secondo i criteri di cui all’articolo 11 .


Giurisprudenza annotata

Declaratoria di inammissibilità

In tema di revisione, la regola di cui all'art. 634, comma 2, c.p.p. - per la quale, in caso di accoglimento del ricorso avverso ordinanza di inammissibilità della richiesta, la Corte di cassazione rinvia il giudizio ad una diversa corte di appello, individuata ai sensi dell'art. 11 c.p.p. - concerne solo il caso in cui l'inammissibilità sia dichiarata con ordinanza e, trattandosi di disposizione speciale, essa non è, pertanto, applicabile qualora l'inammissibilità venga dichiarata con sentenza; in tal caso, infatti, il rinvio deve essere disposto - ai sensi dell'art. 623, comma 1, lett. c), c.p.p. - ad altra sezione della Corte che ha pronunciato il provvedimento annullato. (Annulla con rinvio, App. Caltanissetta, 10/10/2013 )

Cassazione penale sez. V  10 ottobre 2014 n. 47624  

 

La richiesta di revisione deve essere corredata, a pena di inammissibilità, dagli eventuali atti e documenti idonei a sorreggerla, atteso il combinato disposto dagli art. 633 e 634 c.p.p. (Fattispecie relativa ad omessa allegazione di una relazione di perizia). (Rigetta, App. Bologna, 20/06/2013 )

Cassazione penale sez. V  11 giugno 2014 n. 32765  

 

L'inammissibilità della richiesta di revisione può essere dichiarata, oltre che con l'ordinanza prevista dall'art. 634 c.p.p., anche con sentenza, successivamente all'instaurazione del giudizio ai sensi dell'art. 636 c.p.p. (Rigetta, App. Venezia, 14/01/2013 )

Cassazione penale sez. V  20 novembre 2013 n. 4652  

 

La valutazione di manifesta infondatezza della richiesta di revisione non può dar luogo ad un'anticipazione del giudizio di merito Tale conclusione viene confermata dalla lettera dell'art. 634 c.p.p., che, prevedendo l'inammissibilità della richiesta "manifestamente infondata", comprova, senza possibilità di plausibili dubbi, che l'infondatezza deve risultare evidente, palese, chiaramente non controvertibile e percepibile immediatamente ictu oculi, senza la necessità di alcun particolare approfondimento, com'è appunto, una delibazione preliminare.

Cassazione penale sez. IV  27 giugno 2013 n. 31992  

 

L'inammissibilità della richiesta di revisione per manifesta infondatezza ai sensi dell'art. 634 c.p.p. sussiste quando le ragioni poste a suo fondamento risultano, all'evidenza, inidonee a consentire una verifica circa l'esito del giudizio. Ne consegue che rimane del tutto estranea a tale preliminare apprezzamento, perché riservata alla fase del merito, la valutazione concernente l'effettiva capacità delle allegazioni difensive di travolgere il giudicato, anche nella prospettiva del ragionevole dubbio. Dichiara inammissibile, App. Perugia, 23/06/2012

Cassazione penale sez. VI  08 marzo 2013 n. 18818  

 

In tema di revisione, le valutazioni preliminari di inammissibilità della richiesta possono essere compiute con ordinanza emessa ai sensi dell'art. 634 c.p.p., ovvero con sentenza, successivamente all'instaurazione del giudizio di revisione; l'emissione del decreto di citazione a giudizio infatti non preclude la pronuncia di inammissibilità della richiesta, articolandosi il procedimento di revisione in due fasi, con la conseguenza che, una volta introdotta, con la citazione a giudizio, la fase rescissoria, è consentito alla corte di appello di rivalutare le condizioni di ammissibilità dell'istanza e di respingerla senza assumere le prove in essa indicate e senza dare corso al giudizio di merito.

Corte appello Caltanissetta  08 novembre 2011

 

In tema di revisione, la previsione di cui all'art. 634, comma 2, c.p.p. - per la quale in caso di accoglimento del ricorso avverso ordinanza di inammissibilità della richiesta di revisione, la Corte di cassazione rinvia il giudizio ad una diversa corte di appello, individuata ai sensi dell'art. 11 c.p.p. - concerne solo il caso in cui l'inammissibilità sia dichiarata con ordinanza e, trattandosi di disposizione speciale, essa non è, pertanto, applicabile qualora l'inammissibilità venga dichiarata con sentenza; in tal caso, infatti, il rinvio deve essere disposto ai sensi dell'art. 623, comma 1, lett. c) ad altra sezione della Corte che ha pronunciato il provvedimento annullato. Annulla con rinvio, App. Torino, 05 dicembre 2008

Cassazione penale sez. V  24 novembre 2009 n. 10167  

 

È legittima la declaratoria di inammissibilità della richiesta di revisione assunta all'esito di procedimento de plano, in quanto quello in contraddittorio previsto dall'art. 127 c.p.p. non è esplicitamente previsto dall'art. 634 stesso codice.

Cassazione penale sez. I  11 dicembre 2007 n. 47016  

 

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 634 cod.proc.pen., in relazione all'art. 24 Cost., laddove prevede che, in caso di declaratoria di inammissibilità della richiesta di revisione, il giudice possa condannare il richiedente al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende, in quanto tale facoltà è connessa ad una valutazione del giudice circa la ragionevolezza della richiesta come formulata. (Nel caso di specie, la S.C. ha ritenuto legittima, e correttamente motivata, la condanna al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende, in riferimento all'ulteriore presentazione di una richiesta già dichiarata per due volte inammissibile). Dich. man. infon. quest. leg. cost., App. Catanzaro, 10 Gennaio 2007

Cassazione penale sez. I  09 maggio 2007 n. 21719  

 

In tema di revisione, l'art. 631 c.p.p. prevede che gli elementi in base ai quali si chiede la revisione debbano, a pena di inammissibilità della domanda, essere tali da dimostrare, "se accertati", che il condannato deve essere prosciolto a norma degli art. 529, 530 e 531 c.p.p. Pertanto, l'autorità giudiziaria, nella prima fase del procedimento, deve svolgere unicamente una sommaria delibazione degli elementi di prova addotti, finalizzata alla verifica dell'eventuale sussistenza di un'infondatezza che, in quanto definita come "manifesta" (art. 634 c.p.p.). deve essere rilevabile "ictu oculi", senza necessità di approfonditi esami. Mentre è soltanto nel successivo giudizio di merito che gli elementi posti a fondamento della domanda devono essere sottoposti a un'indagine volta ad accertarne la concreta sussistenza. In altri termini, la valutazione preliminare sulla richiesta non può mai consistere in un'anticipazione dell'apprezzamento di merito riservato al vero e proprio giudizio di revisione, da svolgersi nel contraddittorio delle parti, dovendo il giudice di merito, nel corso della fase rescindente che si concluda con la pronuncia in ordine all'ammissibilità della domanda, limitare il proprio compito alla valutazione in astratto, e non in concreto, della sola idoneità dei nuovi elementi dedotti a dimostrare, ove accertati, che il condannato, attraverso il completo riesame di tutte le prove, unitamente a quelle nuove prodotte, debba essere prosciolto.

Cassazione penale sez. IV  15 marzo 2007 n. 18350  

 

La sentenza con la quale la Corte di cassazione devolve il giudizio di rinvio ad un determinato giudice, attribuendo la competenza sulla base di un errore nella individuazione del giudice stesso, è suscettibile di modifica attraverso il ricorso alla procedura della correzione degli errori materiali. (Fattispecie nella quale la Cassazione aveva individuato, a seguito di annullamento con rinvio di ordinanza in materia di revisione, un giudice diverso da quello indicato dall'art. 634 comma 2 c.p.p.).

Cassazione penale sez. V  24 ottobre 2005 n. 44607  

 

In tema di revisione, la formula dell'art. 634 c.p.p., secondo cui "la corte di appello anche di ufficio dichiara…l'inammissibilità", significa che la legge consente che le valutazioni preliminari di inammissibilità della richiesta di revisione siano compiute anche de plano, rimettendo alla discrezionalità della corte di appello l'adozione del rito camerale con la garanzia del contraddittorio per i casi di inammissibilità che non siano di evidente ed immediato accertamento.

Cassazione penale sez. I  30 marzo 2005 n. 26967  



 
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