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Codice proc. penale agg.  al  8 Mag 2015
 
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Art. 639 cod. proc. penale: Provvedimenti in accoglimento della richiesta

1. La corte di appello, quando pronuncia sentenza di proscioglimento a seguito di accoglimento della richiesta di revisione, anche nel caso previsto dall’articolo 638, ordina la restituzione delle somme pagate in esecuzione della condanna per le pene pecuniarie, per le misure di sicurezza patrimoniali, per le spese processuali e di mantenimento in carcere e per il risarcimento dei danni a favore della parte civile citata per il giudizio di revisione. Ordina altresì la restituzione delle cose che sono state confiscate, a eccezione di quelle previste nell’articolo 240 comma 2 n. 2 del codice penale.


Giurisprudenza annotata

Provvedimenti in accoglimento della richiesta

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale degli art. 633, 636 e 639 c.p.p., in riferimento all'art. 3 cost. Costituzione.

Corte Costituzionale  13 aprile 1995 n. 121  

 

Non è manifestamente infondata - in riferimento all'art. 3 cost. - la questione di legittimità costituzionale degli art. 633, 636 e 639 c.p.p., nella parte in cui devolvono alla Corte di appello il potere di sindacare, in via diretta e immediata, in sede di revisione, decisioni emesse dalla corte di cassazione, nonché nella parte in cui devolvono alla Corte di appello anche la decisione sulla richiesta di revisione relativa a condanne per delitti di competenza della Corte di assise.

Corte appello Roma  20 maggio 1994

 

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 633, 636 e 639 c.p.p. sollevata, in riferimento all'art. 25 Cost., nella parte in cui non prevedono che il procedimento di revisione di una sentenza pronunziata dalla Corte di assise venga devoluto alla competenza della Corte di assise di appello del distretto in cui ha sede quella di primo grado. Il principio del giudice naturale non è, infatti, violato allorché l'organo giudicante (in questo caso la Corte di appello) sia stato istituito dalla legge sulla base di criteri generali fissati in anticipo e a nulla rileva la ripartizione delle competenze fra i giudici di merito, posto che gli stessi esauriscono nel corrispondente grado di giudizio la sfera di giurisdizione loro rispettivamente assegnata dall'ordinamento.

Corte Costituzionale  23 luglio 1991 n. 375  



 
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