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Codice proc. penale agg.  al  29 Apr 2015
 
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Art. 64 cod. proc. penale: Regole generali per l’interrogatorio

1. La persona sottoposta alle indagini, anche se in stato di custodia cautelare o se detenuta per altra causa, interviene libera all’interrogatorio, salve le cautele necessarie per prevenire il pericolo di fuga o di violenze.

2. Non possono essere utilizzati, neppure con il consenso della persona interrogata, metodi o tecniche idonei a influire sulla libertàdi autodeterminazione o ad alterare la capacità di ricordare e di valutare i fatti.

3. Prima che abbia inizio l’interrogatorio, la persona deve essere avvertita che:

a)le sue dichiarazioni potranno sempre essere utilizzate nei suoi confronti;

b) salvo quanto disposto dall’articolo 66, comma 1, ha facoltà di non rispondere ad alcuna domanda, ma comunque il procedimento seguirà il suo corso;

c) se renderà dichiarazioni su fatti che concernono la responsabilità di altri, assumerà, in ordine a tali fatti, l’ufficio di testimone, salve le incompatibilità previste dall’articolo 197 e le garanzie di cui all’articolo 197-bis.

3-bis. L’inosservanza delle disposizioni di cui al comma 3, lettere a) e b) rende inutilizzabili le dichiarazioni rese dalla persona interrogata. In mancanza dell’avvertimento di cui al comma 3, lettera c), le dichiarazioni eventualmente rese dalla persona interrogata su fatti che concernono la responsabilità di altri non sono utilizzabili nei loro confronti e la persona interrogata non potrà assumere, in ordine a detti fatti, l’ufficio di testimone.


Giurisprudenza annotata

Regole generali per l'interrogatorio

Quando le dichiarazioni concernono le responsabilità di altri, è compito del giudice attribuire la più idonea qualificazione giuridica ai deponenti - a prescindere dagli indici formali, quale l'iscrizione nominativa nel registro delle notizie di reato ex art. 335 c.p.p. -, al fine di valutare l'opportunità di premettere alle esibizioni dichiaratorie gli avvertimenti ex art. 64 c.p.p.. Siffatta valutazione, quando ben motivata, costituisce giudizio di fatto immune da censure in sede di legittimità.

Cassazione penale sez. I  12 febbraio 2015 n. 8566  

 

Sono utilizzabili le dichiarazioni rese in qualità di testimone dalla persona offesa che sia stata denunciata dall'imputato dello stesso reato per calunnia, in tal caso non ricorrendo, stante il diverso contesto spazio – temporale, l'ipotesi di reati commessi da più persone in danno reciproco le une delle altre per la quale sola vanno applicate le disposizioni di cui agli art. 64, 197, 197 bis e 210 c.p.p.

Cassazione penale sez. II  09 gennaio 2015 n. 4128  

 

Sono utilizzabili le dichiarazioni rese - in qualità di testimone assistito, ex art. 197 bis, comma secondo, cod. proc. pen. - in sede di esame dibattimentale, dall'imputato di reato connesso o interprobatoriamente collegato, ancorché non precedute dall'avviso, ex art. 64, comma terzo, cod. proc. pen.; in tal caso, infatti, detto avviso, non è dovuto e, comunque, anche ove ritenuto necessario, la sua omissione non determina l'inutilizzabilità delle predette dichiarazioni, trattandosi di sanzione prevista dall'art. 64, comma terzo bis, cod. proc. pen., non richiamato nell'art. 197 bis, cod. proc. pen.(Annulla in parte senza rinvio, Trib. Patti, 22/10/2012 )

Cassazione penale sez. V  30 settembre 2014 n. 51241  

 

Sono inutilizzabili le dichiarazioni rese dalla persona offesa, nei cui confronti penda procedimento per un reato commesso nelle stesse circostanze di tempo e di luogo ai danni dell'imputato, che sia stata sentita quale testimone senza l'osservanza delle garanzie riconosciute dagli art. 197 bis, 210 e 64, comma 3, lett. c), c.p.p. (In motivazione, la S.C. ha precisato che la rilevata inutilizzabilità non preclude la riassunzione della stessa prova dichiarativa, con l'osservanza delle predette garanzie, dinanzi allo stesso giudice o in sede di appello). (Annulla con rinvio, Trib. Alessandria, 15/04/2013 )

Cassazione penale sez. V  27 maggio 2014 n. 29227  

 

In caso di esame dibattimentale in qualità di testimone assistito, ex art. 197 bis, comma 2, c.p.p., di imputato di reato "reciproco" la mancanza dell'avviso previsto dall'art. 64, comma 3, c.p.p. non rende le dichiarazioni inutilizzabili. (Annulla in parte con rinvio, App. Salerno, 04/12/2012 )

Cassazione penale sez. V  18 marzo 2014 n. 46457  

 

In caso di esame dibattimentale - in qualità di testimone assistito ex art. 197 bis comma 2 c.p.p. - di imputato di reato connesso o interprobatoriamente collegato, l'omissione dell'avviso di cui all'art. 64 comma 3 lett. c) c.p.p., non può costituire causa di inutilizzabilità delle dichiarazioni. (Annulla senza rinvio, App. Genova, 06/03/2013 )

Cassazione penale sez. V  31 gennaio 2014 n. 48675  

 

L'imputato concorrente nel medesimo reato ascritto al soggetto cui si riferiscono le sue dichiarazioni accusatorie non deve ricevere l'avvertimento previsto dall'art. 64, comma 3, lett. c), c.p.p., non potendo assumere, prima della definizione del procedimento pendente nei suoi confronti, la veste di testimone assistito. E ciò in quanto la proposizione "fatti concernenti la responsabilità altrui" contenuta nella lettera dell'art. 64, comma 3, lett. c), c.p.p., deve essere interpretata nel senso di "fatto che è soltanto "altrui"" in quanto afferente a reato connesso ai sensi dell'art. 12, comma 1, lett. c) o collegato ai sensi dell'art. 371, comma 2, lett. b) c.p.p. Annulla in parte con rinvio, App. Roma, 09/07/2012

Cassazione penale sez. IV  03 dicembre 2013 n. 1517  

 

In tema di lettura delle dichiarazioni rese dall'imputato durante le indagini, il limite di utilizzabilità in caso di contumacia o rifiuto di rispondere riguarda soltanto gli altri soggetti (ai sensi dell'art. 513 comma 1 c.p.p., alle condizioni ivi previste), e non l'imputato medesimo, qualora questi, in sede di interrogatorio svoltosi con le garanzie previste dall'art. 64 comma 3 c.p.p., abbia reso dichiarazioni "contra se". (Rigetta, App. Messina, 14/11/2012 )

Cassazione penale sez. II  08 novembre 2013 n. 7029  

 

Le dichiarazioni predibattimentali rese dall'imputato anteriormente all'entrata in vigore dell'art. 26 comma 2 l. n. 63 del 2001 sono utilizzabili nei confronti dello stesso dichiarante, poiché il discrimine per l'applicazione della normativa processuale sopravvenuta va individuato, in base al principio "tempus regit actum", nel momento dell'assunzione della prova e non in quello della sua valutazione, sicché nessun effetto preclusivo può esplicare, in relazione al combinato disposto degli art. 513 comma 1 e 526 c.p.p., la circostanza che l'interrogatorio si sia svolto senza l'osservanza delle prescrizioni di cui al novellato art. 64 c.p.p.. (Rigetta, App. Messina, 14/11/2012 )

Cassazione penale sez. II  08 novembre 2013 n. 7029  

 

Le dichiarazioni rese in sede di esame testimoniale dall'imputato di reato "collegato" sulla altrui responsabilità sono utilizzabili anche se non precedute dall'avviso di cui all'art. 64, comma 3, lett. c), c.p.p., in quanto la sanzione dell'inutilizzabilità, prevista dall'art. 64, comma 3 bis, c.p.p., si riferisce al solo "interrogatorio", e non è richiamata, direttamente o indirettamente, dagli art. 197 bis e 210 c.p.p.

Cassazione penale sez. V  05 novembre 2013 n. 18837  

 

In caso di esame dibattimentale in qualità di testimone assistito, ex art. 197 bis, comma 2, c.p.p., di indagati per lo stesso reato, la mancanza dell'avviso previsto dall'art. 64, comma 3, c.p.p. non rende le dichiarazioni inutilizzabili. (In motivazione, la Corte ha precisato che la disposizione contenuta nell'art. 64, comma 3, c.p.p., si riferisce all'interrogatorio dell'indagato e, quindi, ad una fase di assenza di contraddittorio tra le parti che impone maggior rigore a garanzia del dichiarante e dei terzi coinvolti nelle dichiarazioni).

Cassazione penale sez. V  24 settembre 2013 n. 41886  

 

Le dichiarazioni rese in sede di esame testimoniale, dall'imputato di reato "collegato" circa l'altrui responsabilità sono utilizzabili anche se non precedute dall'avviso di cui all'art. 64 comma 3 c.p.p., non operando con riguardo all'esame dibattimentale, caratterizzato dal contraddittorio tra le parti, la sanzione dell'inutilizzabilità, ex art. 64 comma 3 succitato. (Annulla con rinvio, Trib. Palermo, 08/05/2012 )

Cassazione penale sez. V  20 settembre 2013 n. 7595  

 

Non è richiesta l'osservanza delle formalità previste dall'art. 64 c.p.p. per l'assunzione e l'utilizzazione di dichiarazioni rese da persona sottoposta a indagine relativamente a fatti di reato attribuibili ad altri soggetti, quanto questi non siano in alcun modo connessi o collegati con quelli per i quali si procede a carico del dichiarante.

Cassazione penale sez. VI  18 settembre 2013 n. 41118  

 

Le dichiarazioni accusatorie rese da persona condannata con sentenza irrevocabile prima della data di entrata in vigore della l. 1° marzo 2001, n. 63, non sono utilizzabili nel procedimento avviato per lo stesso fatto, dopo tale data, se non rinnovate con l'osservanza delle formalità di cui all'art. 64, comma 3, lett. c), c.p.p. (Nel testo introdotto dall'art. 2 della predetta legge), salvo che la ripetizione dell'atto sia divenuta impossibile.

Cassazione penale sez. I  05 luglio 2013 n. 45998  

 

Sono utilizzabili le dichiarazioni rese in qualità di testimone dalla persona offesa del reato di violenza sessuale che sia stata denunciata dall'imputato dello stesso reato per calunnia, in quanto in tal caso non ricorre l'ipotesi di reati commessi da più persone in danno reciproco le une delle altre e non trovano conseguentemente applicazione le disposizioni di cui agli art. 64, 197, 197 bis e 210 c.p.p. Annulla senza rinvio, App. Potenza, 02/03/2012

Cassazione penale sez. III  08 maggio 2013 n. 26409  

 

Ai soggetti che, avendo già reso dichiarazioni sulla responsabilità dell'imputato, vengano assunti nel corso del giudizio nella veste di testimoni assistiti, ai sensi tanto del primo quanto del secondo comma dell'art. 197 bis c.p.p., non spetta l'avviso di cui all'art. 64, comma 3, lett. c), c.p.p., atteso che questo ha la sua ragion d'essere solo se riferito all'interrogatorio dell'indagato, eseguito dall'autorità giudiziaria senza le regole del contraddittorio, e non anche all'esame eseguito in sede dibattimentale e quindi con il rispetto di dette regole.

Cassazione penale sez. VI  11 aprile 2013 n. 17133  

 

Sono utilizzabili le dichiarazioni rese nella fase delle indagini preliminari dai soggetti indicati negli art. 64 e 197 bis c.p.p. se, nel corso della rinnovazione dell'interrogatorio a norma dell'art. 26 comma 2 l. 1 marzo 2001 n. 63, il dichiarante ritratti nella sua interezza quanto sino ad allora riferito. Annulla in parte con rinvio, Ass.App. Trieste, 05/12/2008

Cassazione penale sez. II  18 ottobre 2012 n. 150  

 

Le dichiarazioni rese dall'indagato nell'immediatezza del fatto, pur se sollecitate dagli ufficiali di polizia giudiziaria, non sono assimilabili all'interrogatorio in senso tecnico, in quanto quest'ultimo presuppone la contestazione specifica del fatto oggetto dell'imputazione ed è costituito da domande e risposte raccolte in un verbale sottoscritto dall'interessato, sicché non devono essere precedute dall'invito alla nomina di un difensore e dall'avvertimento circa la facoltà di non rispondere, né possono trovare applicazione, con riguardo ad esse, le disposizioni di cui all'art. 63 comma 1 ed all'art. 64 c.p.p.

Cassazione penale sez. II  05 ottobre 2012 n. 42373  



 
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