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Codice proc. penale agg.  al  8 Mag 2015
 
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Art. 645 cod. proc. penale: Domanda di riparazione

1. La domanda di riparazione è proposta, a pena di inammissibilità, entro due anni dal passaggio in giudicato della sentenza di revisione ed è presentata per iscritto, unitamente ai documenti ritenuti utili, personalmente o per mezzo di procuratore speciale, nella cancelleria della corte di appello che ha pronunciato la sentenza.

2. Le persone indicate nell’articolo 644 possono presentare la domanda nello stesso termine, anche per mezzo del curatore indicato nell’articolo 638 ovvero giovarsi della domanda già proposta da altri. Se la domanda è presentata soltanto da alcuna delle predette persone, questa deve fornire l’indicazione degli altri aventi diritto.


Giurisprudenza annotata

Domanda di riparazione

L'efficacia vincolante del giudicato penale di cui all'art. 654 c.p.p. è propria delle sole sentenze penali irrevocabili di condanna o di assoluzione pronunciate in seguito a dibattimento e non anche delle sentenze di proscioglimento per prescrizione o per altra causa di estinzione del reato o di improcedibilità dell'azione penale.

Cassazione civile sez. lav.  09 ottobre 2014 n. 21299  

 

L'utilizzo del mezzo postale, per la presentazione della domanda di riparazione per ingiusta detenzione, è legittimo e non determina l'inammissibilità, tuttavia esso comporta delle differenze in ordine alla modalità di presentazione attraverso il deposito in cancelleria. In primo luogo, la tempestività della presentazione dovrà essere riferita al momento della ricezione del plico postale e non dalla data di spedizione; in secondo luogo, le modalità dell'utilizzo del mezzo postale devono in ogni caso garantire la certezza della provenienza del documento (nel caso di specie, la certezza della provenienza dell'atto era attestata dall'autenticazione della firma nell'istanza).

Cassazione penale sez. IV  06 ottobre 2011 n. 2103  

 

L'istanza di riparazione per ingiusta detenzione può essere trasmessa a mezzo del servizio postale, non essendo tassativamente prevista alcuna ragione di inammissibilità, purchè ne siano certe la provenienza e la tempestività, quest'ultima valutata con riferimento al momento della ricezione del plico postale e non a quello della data della spedizione. Annulla con rinvio, App. Torino, 14/05/2010

Cassazione penale sez. IV  06 ottobre 2011 n. 2103  

 

In tema di riparazione per ingiusta detenzione, l'interessato, ai fini della proposizione del ricorso per cassazione, può avere un solo difensore, sicchè, in caso di presentazione di più ricorsi sottoscritti da distinti difensori, dovrà tenersi conto di quello presentato dal difensore nominato per primo e, in caso di nomine in pari data, della priorità nella presentazione del ricorso.

Cassazione penale sez. IV  20 novembre 2008 n. 3620  

 

L'inammissibilità della domanda di riparazione per ingiusta detenzione può essere rilevata dal giudice anche d'ufficio, trattandosi di sanzione processuale espressamente disposta dall'art. 645, comma 1, c.p.p., norma richiamata dall'art. 315, comma 3, c.p.p. .

Cassazione penale sez. IV  14 gennaio 2008 n. 10485  

 

In tema di riparazione dell'errore giudiziario il decorso del termine di decadenza previsto dall'art. 645 c.p.p. vigente - come dall'art. 573 c.p.p. 1930 - nei riguardi dell'interessato comporta la definitiva perdita del diritto a domandare l'indennizzo senza che tale diritto possa ritenersi suscettibile di ripristino in connessione all'esercizio di omologa azione da parte di altro soggetto ancorché condannato - e poi assolto a seguito di altro procedimento di revisione - per gli stessi fatti. In tale situazione non può essere attivato il meccanismo di cui all'art. 644 c.p.p, perché esso riguarda solo il caso degli eredi dell'avente diritto all'indennizzo premorto.

Cassazione penale sez. IV  14 giugno 2001 n. 34236

 

La possibilità di rilevare di ufficio, in ogni stato e grado del procedimento, la inammissibilità, sussiste nei soli casi espressamente previsti (come stabilisce, ad esempio, l'art. 591 c.p.p. in tema di impugnazioni), e non negli altri casi per i quali manchi tale espressa indicazione, come per l'ipotesi prevista dall'art. 645 c.p.p., richiamato dall'art. 315 comma 3 c.p.p., per il procedimento di riparazione per ingiusta detenzione. (Fattispecie nella quale l'Avvocatura generale dello Stato, in rappresentanza del ricorrente Ministero del tesoro, aveva, dopo il ricorso, depositato memoria nella quale rilevava "in via preliminare ed assorbente" l'inammissibilità della domanda di riparazione, in quanto non presentata dalla parte personalmente o da un suo procuratore speciale, ma dal difensore. Nell'enunciare il principio di cui in massima, la S.C. ha pertanto ritenuto essersi nella specie realizzata sul punto una preclusione non superabile).

Cassazione penale sez. IV  14 ottobre 1998 n. 2826  

 

La possibilità di rilevare di ufficio, in ogni stato e grado del procedimento, la inammissibilità, sussiste nei soli casi espressamente previsti (come stabilisce, ad esempio, l'art. 591 in tema di impugnazioni), e non negli altri casi per i quali manchi tale espressa indicazione, come per l'ipotesi prevista dall'art. 645 c.p.p., richiamato dall'art. 315 comma 3, c.p.p., per il procedimento di riparazione per ingiusta detenzione. (Fattispecie nella quale l'Avvocatura generale dello Stato, in rappresentanza del ricorrente Ministero del tesoro, aveva, dopo il ricorso, depositato memoria nella quale rilevava "in via preliminare ed assorbente" l'inammissibilità della domanda di riparazione, in quanto non presentata dalla parte personalmente o da un suo procuratore speciale, ma dal difensore. Nell'enunciare il principio di cui in massima, la S.C. ha pertanto ritenuto essersi nella specie realizzata sul punto una preclusione non superabile).

Cassazione penale sez. IV  14 ottobre 1998 n. 2826

 

In tema di procedimento per la riparazione dell'ingiusta detenzione, la presentazione della domanda nella cancelleria di una corte di appello diversa da quella che ha emesso il giudicato presupposto o nel cui distretto si trovi il giudice che tale sentenza ha pronunciato, determina l'inammissibilità della domanda, ai sensi dell'art. 645 c.p.p., in tema di riparazione dell'errore giudiziario, richiamato dal comma 3 dell'art. 315 stesso codice.

Cassazione penale sez. IV  09 luglio 1998 n. 2334  



 
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