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Codice proc. penale agg.  al  8 Mag 2015
 
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Art. 646 cod. proc. penale: Procedimento e decisione

1. Sulla domanda di riparazione la corte di appello decide in camera di consiglio osservando le forme previste dall’articolo 127.

2. La domanda, con il provvedimento che fissa l’udienza, è comunicata al pubblico ministero ed è notificata, a cura della cancelleria, al ministro del tesoro presso l’avvocatura dello Stato che ha sede nel distretto della corte e a tutti gli interessati, compresi gli aventi diritto che non hanno proposto la domanda.

3. L’ordinanza che decide sulla domanda di riparazione è comunicata al pubblico ministero e notificata a tutti gli interessati, i quali possono ricorrere per cassazione.

4. Gli interessati che, dopo aver ricevuto la notificazione prevista dal comma 2, non formulano le proprie richieste nei termini e nelle forme previsti dall’articolo 127 comma 2, decadono dal diritto di presentare la domanda di riparazione successivamente alla chiusura del procedimento stesso.

5. Il giudice, qualora ne ricorrano le condizioni, assegna all’interessato una provvisoriale a titolo di alimenti.


Giurisprudenza annotata

Procedimento e decisione

In tema di procedimento di riparazione per ingiusta detenzione, in difetto di allegazione riguardo alla proposizione da parte del ricorrente di istanza di partecipazione all'udienza camerale in sede di merito, il profilo di nullità del procedimento "non partecipato" per contrasto con il principio dell'art. 6, § 1, Cedu non può essere preso in considerazione per difetto di interesse del ricorrente a dedurlo. (In motivazione, la Corte ha richiamato le statuizioni di irrilevanza adottate dalla Corte costituzionale nelle sentenze n. 80 del 2011 e 214 del 2013 sulle questioni sollevate in tema di contrasto tra gli art. 315 e 646 c.p.p. e gli art. 111 e 117 cost.).

Cassazione penale sez. IV  22 ottobre 2013 n. 1538  

 

È inammissibile, per difetto di rilevanza, la q.l.c. dell'art. 315, comma 3, in relazione all'art. 646, comma 1, c.p.p., censurati, in riferimento agli art. 111, comma 1, e 117, comma 1, cost., nella parte in cui non consentono che il procedimento per la riparazione dell'ingiusta detenzione si svolga, su istanza degli interessati, davanti alla corte d'appello, nelle forme dell'udienza pubblica. Una questione finalizzata a riconoscere una determinata facoltà a una parte processuale è priva di rilevanza attuale se, nel giudizio a quo, quella parte non ha mai manifestato la volontà di esercitare la facoltà in discussione, come nel caso di specie, sicché la rilevanza della questione risulta meramente ipotetica (sentt. n. 93 del 2010, 80 del 2011; ordd. n. 584 del 2000, 129 del 2003, 69 del 2008, 55 del 2010).

Corte Costituzionale  18 luglio 2013 n. 214  

 

Deve essere dichiarata la rilevanza e la non manifesta infondatezza, in riferimento agli art. 117, comma 1, e 111, comma 1, cost., dell'art. 315, comma 3, in relazione all'art. 646, comma 1, c.p.p., nella parte in cui non consentono che, su istanza degli interessati, il provvedimento per la riparazione per l'ingiusta detenzione si svolga, davanti alla corte d'appello, nelle forme dell'udienza pubblica.

Cassazione penale sez. un.  18 ottobre 2012 n. 41694  

 

In tema di riparazione per ingiusta detenzione, la mancata notifica della relativa domanda con il provvedimento che fissa l'udienza, al competente Ministero, ai sensi dell'art. 646, comma 2, c.p.p., determina la nullità della stessa e di tutti i successivi atti del procedimento, per violazione del principio del contraddittorio.

Cassazione penale sez. IV  22 dicembre 2011 n. 4730  

 

La mancata notifica della relativa domanda al competente ministero ai sensi dell'art. 646 comma 2 c.p.p., determina la nullità della stessa e di tutti i successivi atti del procedimento per violazione del principio del contraddittorio.

Cassazione penale sez. IV  19 febbraio 2003 n. 15140  

 

L'omesso versamento da parte del datore di lavoro, quale sostituto d'imposta; delle ritenute d'acconto i.r.pe.f. operate sulle retribuzioni dei dipendenti, già previsto come reato dall'abrogato art. 2 d.l. 10 luglio 1982 n. 429, conv. con modif. in l. 7 agosto 1982 n. 516, non è assimilabile - diversamente da quanto si verifica nel caso di omesso versamento delle quote di contributi previdenziali trattenute sulle retribuzioni - ad un'appropriazione indebita rientrante come tale, in difetto di apposita norma speciale, nelle previsioni di cui all'art. 646. c.p.p. Pertanto è illegittimo il diniego, basato su tale erronea assimilazione, della revoca, ai sensi dell'art. 673 c.p.p., della condanna da taluno subita per il fatto ora privo di rilevanza penale, di cui al citato art. 2 d.l. n. 429 del 1982.

Cassazione penale sez. III  05 ottobre 2001 n. 39178  

 

La notifica dell'ordinanza che decide sulla domanda di riparazione per ingiusta detenzione è correttamente effettuata, secondo il disposto dell'art. 646 c.p.p., allorché, per la parte, avvenga presso il procuratore speciale, al quale con il conferimento della procura speciale è stata attribuita la rappresentazione di diritto sostanziale della parte stessa.

Cassazione penale sez. IV  06 ottobre 1999 n. 2934  

 

Non è legittimato a proporre in proprio domanda di ingiunzione di pagamento delle spese di lite liquidate con l'ordinanza della Corte d'appello, pronunciata a norma degli art. 314 e 646 c.p.p., di condanna all'equa riparazione per l'ingiusta detenzione, il difensore che, in detto giudizio, non abbia chiesto, a norma dell'art. 93 c.p.c., la distrazione delle spese a proprio favore.

Cassazione civile sez. I  30 luglio 1999 n. 8265  

 

In tema di riparazione per l'ingiusta detenzione legittimato a ricorrere per cassazione contro l'ordinanza della Corte d'appello è anche il Ministero del tesoro, che -in quanto deve provvedere al pagamento in caso di accoglimento della domanda ed è quindi sostanzialmente parte convenuta in un procedimento che tocca interessi economici ed ha connotati processualcivilistici rientra nella categoria degli "interessati", ai quali perciò l'art. 646, comma 3, richiamato dall'art. 315 c.p.p., prescrive la notificazione dell'ordinanza suddetta.

Cassazione penale sez. IV  25 marzo 1998 n. 970  

 

In materia di ricorso per cassazione avverso l'ordinanza della corte d'appello che rigetta o dichiara inammissibile la domanda di riparazione per l'ingiusta detenzione, la mancanza della procura speciale al difensore non può essere considerata causa d'inammissibilità dell'impugnazione, visto che l'art. 127 c.p.p., cui fa rinvio l'art. 646 stesso codice, non esige che il difensore - purché iscritto nell'albo speciale della Cassazione - sia munito, per ricorrere, di procura speciale.

Cassazione penale sez. IV  13 novembre 1997 n. 2936  

 

Il ricorso per cassazione avverso l'ordinanza della corte di appello sulla domanda volta ad ottenere l'equa riparazione per l'ingiusta detenzione sofferta può essere proposto anche direttamente dall'interessato in analogia a quanto disposto dall'art. 646 comma 3 c.p.p. e, per il ricorso in genere, dall'art. 613 c.p.p. (Fattispecie, in cui l'Avvocatura dello Stato aveva dedotto l'inammissibilità del ricorso perché non proposto dal difensore munito di procura speciale valida ai sensi del combinato disposto degli art. 83 e 365 c.p.c. La Corte di cassazione ha respinto l'eccezione, giustificando tra l'altro la decisione sia con la considerazione che fattispecie aventi un'analoga logica interna come la riparazione per l'ingiusta detenzione e quella dell'errore giudiziario, debbano avere analoga disciplina, sia con il principio generale dell'ordinamento che prevede la libertà delle forme quando queste non siano tassativamente prescritte nonché con quello costituzionale della garanzia giurisdizionale senza limiti ed ostacoli dei diritti soggettivi e degli interessi e, in particolare, della libertà personale ingiustamente compressa).

Cassazione penale sez. IV  18 giugno 1996 n. 1549  

 

Ai sensi del combinato disposto degli art. 315, comma 3, e 646, comma 3, c.p.c., deve ritenersi esteso anche al p.m. il potere di ricorrere per cassazione avverso l'ordinanza della Corte di appello che decide sulla domanda di riparazione per ingiusta detenzione.

Cassazione penale sez. IV  18 dicembre 1993



 
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