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Codice proc. penale agg.  al  10 Mag 2015
 
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Art. 662 cod. proc. penale: Esecuzione delle pene accessorie

1. Per l’esecuzione delle pene accessorie, il pubblico ministero, fuori dei casi previsti dagli articoli 32 e 34 del codice penale, trasmette l’estratto della sentenza di condanna agli organi della polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza e, occorrendo, agli altri organi interessati, indicando le pene accessorie da eseguire. Nei casi previsti dagli articoli 32 e 34 del codice penale, il pubblico ministero trasmette l’estratto della sentenza al giudice civile competente.

2. Quando alla sentenza di condanna consegue una delle pene accessorie previste dagli articoli 28, 30, 32- bis e 34 del codice penale, per la determinazione della relativa durata si computa la misura interdittiva di contenuto corrispondente eventualmente disposta a norma degli articoli 288, 289 e 290.


Giurisprudenza annotata

Esecuzione delle pene accessorie

Il giudice competente per l'apertura della tutela in caso di interdizione legale va individuato, ai sensi del combinato disposto degli artt. 662 cod. proc. pen. e 343 cod. civ., con riferimento al domicilio del condannato, da presumersi, ai sensi dell'art. 44 cod. civ., coincidente con la sua residenza anagrafica, senza che assuma rilievo il fatto che, a seguito della sopravvenuta irreperibilità dell'interdetto, sia pendente la procedura di cancellazione dai registri anagrafici, posto che l'interdizione legale non è caducata dalla latitanza ovvero dall'irreperibilità del condannato. Regola competenza

Cassazione civile sez. VI  11 aprile 2013 n. 8875  

 

Il rimedio accordato al pubblico ministeron ove la sentenza di condanna abbia omesso di applicare le pene accessorie, è il ricorso al giudice dell'esecuzione e non l'impugnazione. Dichiara inammissibile, App. L'Aquila, 10 dicembre 2009

Cassazione penale sez. VI  20 gennaio 2011 n. 13789  

 

L'assoluto automatismo nell'applicazione delle pene accessorie, predeterminate per legge sia nella specie che nella durata e sottratte, perciò, alla valutazione discrezionale del giudice, comporta, da un lato, che l'erronea applicazione di una pena accessoria da parte del giudice di cognizione può essere rilevata, anche dopo il passaggio in giudicato della sentenza, dal giudice dell'esecuzione, e dall'altro che, quando alla condanna consegue di diritto una pena accessoria così dalla legge stabilita, il p.m. ne può chiedere l'applicazione al giudice dell'esecuzione qualora si sia omesso di provvedere con la sentenza di condanna.

Cassazione penale sez. I  10 novembre 2004 n. 45381  

 

In tema di esecuzione delle pene accessorie, l'art. 662 c.p.p. prevede che sia trasmesso a cura del p.m. l'estratto della sentenza di condanna agli organi competenti ad assicurarne l'esecuzione, tuttavia tale adempimento non è necessario quando l'operatività della pena deriva dalla diretta conoscenza, da parte del condannato, del provvedimento impositivo irrevocabile, senza che vi sia la necessità di alcun intervento attuativo da parte di organi esterni. (Nella specie, relativa a condanna per violazione del divieto di emissione di assegni a vuoto, la Corte ha ritenuto che non fosse richiesta la trasmissione dell'estratto di cui all'art. 662 c.p.p. agli organi designati per assicurare l'operatività del divieto stesso, ben noto al condannato per la notifica del decreto di condanna, divenuto irrevocabile, che applicava la pena accessoria).

Cassazione penale sez. V  11 luglio 2000 n. 582  

 

L'ordine di demolizione impartito dal p.m. in esecuzione di una decisione giurisdizionale è atto non ricompreso tra quelli per i quali, a norma dell'art. 655 c.p.p., è espressamente prevista la partecipazione del difensore; pertanto deve ritenersi l'applicazione analogica dell'art. 662 c.p.p. che non prevede la notifica dell'atto esecutivo al difensore.

Cassazione penale sez. III  02 febbraio 2000



 
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