codice-proc-penale
Codice proc. penale agg.  al  11 Mag 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 672 cod. proc. penale: Applicazione dell’amnistia e dell’indulto

1. Per l’applicazione dell’amnistia o dell’indulto il giudice dell’esecuzione procede a norma dell’articolo 667 comma 4.

2. Quando, in conseguenza dell’applicazione dell’amnistia o dell’indulto, occorre applicare o modificare una misura di sicurezza a norma dell’articolo 210 del codice penale, il giudice dell’esecuzione dispone la trasmissione degli atti al magistrato di sorveglianza.

3. Il pubblico ministero che cura l’esecuzione della sentenza di condanna può disporre provvisoriamente la liberazione del condannato detenuto ovvero la cessazione delle sanzioni sostitutive e delle misure alternative, prima che essa sia definitivamente ordinata con il provvedimento che applica l’amnistia o l’indulto.

4. L’amnistia e l’indulto devono essere applicati, qualora il condannato ne faccia richiesta, anche se è terminata l’esecuzione della pena.

5. L’amnistia e l’indulto condizionati hanno per effetto di sospendere l’esecuzione della sentenza o del decreto penale fino alla scadenza del termine stabilito nel decreto di concessione o, se non fu stabilito termine, fino alla scadenza del quarto mese dal giorno della pubblicazione del decreto. L’amnistia e l’indulto condizionati si applicano definitivamente se, alla scadenza del termine, è dimostrato l’adempimento delle condizioni o degli obblighi ai quali la concessione del beneficio è subordinata.


Giurisprudenza annotata

Applicazione dell'amnistia ed indulto

La mancata applicazione dell'indulto in sede di giudizio di cognizione, nel caso in cui non sia negato all'imputato il diritto di goderne ma sia invece rinviato, implicitamente o esplicitamente, alla sede esecutiva ogni provvedimento al riguardo, non determina alcuna nullità, né alcuna conseguenza negativa per il condannato, che potrà adire il giudice dell'esecuzione per conseguire il beneficio. (Dichiara inammissibile, App. Bari, 05/07/2012 )

Cassazione penale sez. I  14 maggio 2014 n. 2261  

 

In tema di indulto, in caso di reati uniti nel vincolo della continuazione, solo una parte dei quali commessi entro il termine fissato per la fruizione del beneficio, se la sentenza non ha fornito specifica indicazione in proposito, spetta al giudice dell'esecuzione interpretare i titoli di condanna e delibare quanto della condotta in esame sia collocabile oltre il termine di entrata in vigore della disciplina indulgenziale e, conseguentemente, quale frazione sanzionatoria determinata dal giudice della cognizione sia riferibile ad esse. (Fattispecie in cui il giudice dell'esecuzione, adito dal p.m. ai fini della revoca dell'indulto, ha ritenuto non precisamente identificabili le parti di condotta consumate oltre il termine di efficacia della misura clemenziale, ed ha conseguentemente adottato la decisione più conforme al principio del favor rei).

Cassazione penale sez. I  04 aprile 2013 n. 20011  

 

Il ricorso per cassazione avverso la mancata applicazione dell'indulto è ammissibile solo qualora il giudice di merito abbia esplicitamente escluso detta applicazione, mentre nel caso in cui abbia omesso di pronunciarsi deve essere adito il giudice dell'esecuzione. (Annulla in parte con rinvio, App. Messina, 10/07/2012 )

Cassazione penale sez. IV  27 giugno 2013 n. 7944  

 

Il giudice dell'esecuzione quando sia richiesto dell'applicazione dell'indulto o comunque sia investito di un incidente di esecuzione ha il compito di interpretare il giudicato, al fine di verificare la sussistenza delle condizioni di legge per l'accoglimento o meno della richiesta. (In applicazione di tale principio la S.C. ha eliminato dal provvedimento di cumulo delle pene la circostanza aggravante dell'art. 7 del d.l. 13 maggio 1991 n. 152 la cui esclusione era desumibile dalla motivazione della sentenza di condanna). Annulla senza rinvio, Ass.App. Napoli, 24/06/2011

Cassazione penale sez. I  05 dicembre 2012 n. 132  

 

Il provvedimento con il quale il giudice dell'esecuzione dichiari (pur erroneamente) condonata la pena è impugnabile a norma degli art. 672, comma 1, e 667 c.p.p., sicché, in difetto di gravame, la decisione assume - in forza del generale principio del "ne bis in idem" operante, in quanto compatibile, anche nel procedimento esecutivo - carattere di definitività e deve, quindi, ritenersi successivamente irrevocabile da parte del giudice dell'esecuzione, cui la stessa questione sia riproposta.

Cassazione penale sez. I  14 aprile 2011 n. 40127  

 

Il ricorso per cassazione avverso la mancata applicazione dell'indulto è ammissibile solo qualora il giudice di merito abbia esplicitamente escluso detta applicazione; mentre, nel caso in cui egli abbia omesso di pronunciarsi, deve essere adito il giudice dell'esecuzione.

Cassazione penale sez. VI  16 novembre 2010 n. 45547  

 

L'indulto concesso dal giudice della cognizione può essere revocato dal giudice dell'esecuzione per la sopravvenienza di una causa di revoca ovvero per la considerazione di una causa preesistente, a condizione però che la stessa non sia stata nota al giudice della cognizione. Annulla con rinvio, Trib. Roma, 08/10/2009

Cassazione penale sez. I  07 luglio 2010 n. 33528  

 

L'indulto concesso dal giudice della cognizione può essere revocato dal giudice dell'esecuzione solo per la sopravvenienza di una causa prevista dalla legge e non per un mero ripensamento, sia pur fondato, sulla correttezza della sua applicazione, ostandovi l'intangibilità del giudicato. (Fattispecie relativa all'applicazione dell'indulto a pena irrogata per delitto in relazione al quale il beneficio non si sarebbe potuto concedere). Rigetta, Gip Trib. Lamezia Terme, 11 dicembre 2009

Cassazione penale sez. I  17 giugno 2010 n. 24549

 

L'applicazione dell'indulto ad una pena già espiata presuppone necessariamente una richiesta del condannato sostenuta da un interesse giuridicamente apprezzabile, e non può quindi essere disposta dal giudice dell'esecuzione sulla base della sola richiesta del p.m. Annulla in parte senza rinvio, App. Milano, 20 Aprile 2009

Cassazione penale sez. I  22 aprile 2010 n. 16927  

 

Il giudice dell'esecuzione ha il dovere di ridurre entro i limiti di legge l'indulto applicato, con più sentenze di condanna, in misura eccedente quella fissata dal provvedimento di clemenza, perché il giudicato si forma solo sul diritto al beneficio e non sulla sua misura, né questa operazione comporta la revoca dei condoni eventualmente applicati in eccesso, in quanto l'art. 174, comma 2, c.p. stabilisce che l'indulto si applica una sola volta in sede di cumulo. Annulla con rinvio, Trib. Lamezia Terme, 15 maggio 2009

Cassazione penale sez. I  15 aprile 2010 n. 31697  



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti