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Codice proc. penale agg.  al  11 Mag 2015
 
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Art. 674 cod. proc. penale: Revoca di altri provvedimenti

1. La revoca della sospensione condizionale della pena, della grazia o dell’amnistia o dell’indulto condizionati e della non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale è disposta dal giudice dell’esecuzione, qualora non sia stata disposta con la sentenza di condanna per altro reato.

1-bis. Il giudice dell’esecuzione provvede altresì alla revoca della sospensione condizionale della pena quando rileva l’esistenza delle condizioni di cui al terzo comma dell’articolo 168 del codice penale.


Giurisprudenza annotata

Revoca di altri provvedimenti

La revoca, in sede esecutiva, della sospensione condizionale della pena, ai sensi del combinato disposto dell'art. 168, comma 3, c.p. e dell'art. 674, comma 1 bis, c.p.p. è consentita anche quando il beneficio sia stato concesso con la sentenza di applicazione della pena su richiesta, nulla rilevando che tale richiesta sia stata a suo tempo espressamente subordinata proprio all'applicazione del beneficio medesimo.

Cassazione penale sez. I  05 marzo 2014 n. 27895  

 

Il beneficio della sospensione condizionale della pena illegittimamente concesso può essere revocato nella fase esecutiva (art. 674 cod. proc. pen.) limitatamente al caso in cui l'elemento ostativo non sia stato conoscibile dal giudice nella fase della cognizione, dovendo, invece, la revoca essere fatta valere attraverso gli ordinari mezzi di impugnazione, laddove il giudice abbia erroneamente concesso il beneficio pur potendo avvedersi della sua non concedibilità. Dichiara inammissibile, Trib. Marsala, 10 ottobre 2011

Cassazione penale sez. III  06 giugno 2012 n. 33345  

 

Nell'ipotesi in cui i profili di accertamento in ordine all'oggettiva impossibilità di far fronte all'obbligazione risarcitoria in capo al condannato e alla persistenza della volontà del medesimo di provvedere al risarcimento siano soddisfatti con adeguata motivazione, l'ordinanza del giudice dell'esecuzione non può essere annullata e il successivo ed eventuale ricorso per cassazione risulta infondato sia in quanto la decisione del giudice dell'esecuzione non è preclusiva di una rivalutazione del quadro economico, sia perché il pubblico ministero può avanzare una richiesta di revoca della sospensione condizionle in ogni momento in cui venga in possesso di nuovi elementi dai quali si possa desumere che il condannato sia in grado di adempiere o si sottragga volontariamente all'adempimento dell'obbligazione.

Cassazione penale sez. I  20 marzo 2012 n. 36655  

 

Il p.m., quale organo dell'esecuzione, quando la revoca di benefici sia prevista come obbligatoria ed automatica, è legittimato a porre direttamente in esecuzione la pena coperta dal beneficio caducato, perché la pur necessaria pronuncia giudiziale ha carattere meramente dichiarativo e ricognitivo, sempre che nel contempo chieda al competente giudice dell'esecuzione di pronunciare, nelle forme previste, la declaratoria di cui all'art. 674 c.p.p. (Fattispecie relativa ad ordinanza di revoca della sospensione condizionale e dell'indulto). Rigetta, G.i.p. Trib. Roma, 21/06/2010

Cassazione penale sez. I  24 gennaio 2011 n. 23457  

 

In tema di revoca di benefici, quando la stessa sia prevista come obbligatoria ed automatica, in conseguenza dell'intervenuta condanna per reati commessi entro un certo termine, la pur necessaria pronuncia formale adottata ai sensi dell'art. 674 c.p.p. dal giudice dell'esecuzione ha un carattere meramente dichiarativo e ricognitivo di un effetto già prodottosi "ex lege". In detta ipotesi, quindi, il p.m., quale organo dell'esecuzione, è legittimato a porre direttamente in esecuzione la pena già coperta dal beneficio caducato, sempre che, nel contempo, chieda al competente giudice dell'esecuzione di pronunciare, nelle forme previste, la declaratoria di cui al summenzionato art. 674.

Cassazione penale sez. I  24 gennaio 2011 n. 23457  

 

È inammissibile per carenza di interesse il ricorso per cassazione proposto dal Procuratore Generale che lamenti la mancata revoca della sospensione condizionale della pena, giacché, ai sensi dell'art. 674 c.p.p., detta revoca può essere richiesta al giudice dell'esecuzione. Dichiara inammissibile, Trib. Pescara, 21 Settembre 2006

Cassazione penale sez. IV  12 novembre 2009 n. 45316  

 

In tema di sospensione condizionale della pena, il provvedimento previsto dal comma terzo dell'art. 168 cod. pen. - ove si prescrive che va disposta la revoca della sospensione condizionale quando il beneficio risulti concesso in presenza delle cause ostative indicate al comma quarto dell'art. 164 cod. pen. - ha natura dichiarativa in quanto ha riguardo ad effetti di diritto sostanziale che si producono "ope legis" e possono essere rilevati in ogni momento tanto dal giudice della cognizione che, in applicazione del comma primo bis dell'art. 674 cod. proc. pen., dal giudice dell'esecuzione, e dunque anche dal giudice di appello in mancanza di impugnazione del pubblico ministero. (Dichiara inammissibile, App. Napoli, 17 novembre 2005)

Cassazione penale sez. III  23 gennaio 2007 n. 7199  

 

In materia di sospensione condizionale della pena, la l. n. 145 del 2004, che ha ampliato i limiti quantitativi della pena detentiva sospendibile in riferimento a sentenze di condanna a pena detentiva congiunta a pena pecuniaria, lasciando al giudice di cognizione la facoltà di non considerare il ragguaglio conseguente al quantum di pena pecuniaria inflitta, trova un limite nel giudicato, che non è superabile dal giudice dell'esecuzione se non nella situazione di cui all'art. 674 comma 1 bis c.p.p.

Cassazione penale sez. I  09 giugno 2006 n. 21885  



 
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