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Codice proc. penale agg.  al  11 Mag 2015
 
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Art. 675 cod. proc. penale: Falsità di documenti

1. Se la falsità di un atto o di un documento, accertata a norma dell’articolo 537, non è stata dichiarata nel dispositivo della sentenza e non è stata proposta impugnazione per questo capo, ogni interessato può chiedere al giudice dell’esecuzione che la dichiari.

2. La cancellazione totale del documento, disposta dal giudice della cognizione o dell’esecuzione, è eseguita mediante annotazione della sentenza o dell’ordinanza a margine di ciascuna pagina del medesimo e attestazione di tale adempimento nel verbale, con la dichiarazione che il documento non può avere alcun effetto giuridico. Il documento rimane allegato al verbale e una copia di questo è rilasciata in sostituzione del documento stesso a chi lo possedeva o lo aveva in deposito, quando la copia è stata richiesta per un legittimo interesse.

3. Negli altri casi, il testo del documento, quale risulta in seguito alla cancellazione parziale o alla ripristinazione, rinnovazione o riforma, è inserito per intero nel verbale. Se il documento era in deposito pubblico, è restituito al depositario unitamente a una copia autentica del verbale a cui deve rimanere allegato. Se il documento era posseduto da un privato, la cancelleria lo conserva allegato al verbale e ne rilascia copia quando questa è richiesta per un legittimo interesse. Tale copia vale come originale per ogni effetto giuridico.

4. Per l’osservanza dei predetti adempimenti, il giudice o il presidente del collegio dà le disposizioni occorrenti nel relativo verbale.


Giurisprudenza annotata

Falsità di documenti

L'esperibilità dell'incidente di esecuzione volto, a norma dell'art. 675 c.p.p., a dichiarare la falsità di un atto o di un documento postula l'avvenuto accertamento nel giudizio di cognizione della difformità dal vero dell'atto o del documento. (Fattispecie di intervenuto rigetto della relativa richiesta avendo il giudice della cognizione omesso di accertare ed anzi escluso la falsità stessa).

Cassazione penale sez. I  22 aprile 2013 n. 20237

 

Il giudice dell'esecuzione può dichiarare, ai sensi dell'art. 675 comma 1 c.p.p., la falsità di atti o di documenti, che non sia stata dichiarata nella sentenza che rilevi l'intervenuta prescrizione di reati di falso, a condizione che l'accertamento della falsità risulti dal testo della stessa sentenza, divenuta irrevocabile, e sia possibile oggetto di riscontro immediato, indipendentemente dal riesame degli atti processuali.

Cassazione penale sez. V  14 novembre 2001 n. 2671  

 

È infondata l'istanza di declaratoria della falsità di un atto o di un documento, proposta a norma dell'art. 675, in caso di omesso accertamento della difformità dal vero dell'atto o del documento da parte del giudice che ha emesso una sentenza ex art. 444 c.p.p, potendo tale omissione essere utilmente censurata solo mediante l'impugnazione prevista dall'art. 537 c.p.p., comma 3.

Cassazione penale sez. I  13 marzo 2000 n. 1830  

 

L'istanza di correzione di errore materiale, pur irritualmente proposta è convertibile nel rimedio dell'incidente di esecuzione, ex art. 675 c.p.p., essendo state adottate le forme e le garanzie del rito camerale, ed essendo stato investito della trattazione l'organo competente per entrambe le procedure.

Cassazione penale sez. I  13 marzo 2000 n. 1830  

 

Qualora con la sentenza di applicazione della pena su richiesta non sia stata dichiarata la falsità di atti o documenti, tale dichiarazione può essere pronunciata, ai sensi dell'art. 675, comma 1, c.p.p., in sede esecutiva solo a condizione che dal testo della suddetta sentenza risulti l'avvenuto accertamento della falsità. (Nella specie la sussistenza di tale presupposto è stata esclusa sulla base del rilievo che dalla sentenza risultava soltanto un generico richiamo all'assenza di condizioni per una pronuncia assolutoria).

Cassazione penale sez. I  13 marzo 2000 n. 1829  



 
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