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Codice proc. penale agg.  al  11 Mag 2015
 
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Art. 682 cod. proc. penale: Liberazione condizionale

1. Il tribunale di sorveglianza decide sulla concessione e sulla revoca della liberazione condizionale.

2. Se la liberazione non è concessa per difetto del requisito del ravvedimento, la richiesta non può essere riproposta prima che siano decorsi sei mesi dal giorno in cui è divenuto irrevocabile il provvedimento di rigetto.


Giurisprudenza annotata

Liberazione condizionale

In tema di procedimento di sorveglianza, il decreto di inammissibilità per manifesta infondatezza può essere emesso "de plano", ai sensi dell'art. 666 comma 2 c.p.p., soltanto quando la richiesta sia identica, per oggetto e per elementi giustificativi, ad altra già rigettata ovvero difetti delle condizioni poste direttamente dalla legge, e sempre che la relativa statuizione non implichi alcun giudizio di merito e apprezzamento discrezionale. (Fattispecie in cui il presidente del tribunale di sorveglianza aveva dichiarato inammissibile un'istanza di liberazione condizionale proposta ai sensi dell'art. 682 c.p.p.). Annulla senza rinvio, Trib. sorv. Milano, 16/02/2012

Cassazione penale sez. I  18 aprile 2013 n. 35045

 

In tema di liberazione condizionale, qualora la pena dell'ergastolo sia inclusa in un provvedimento di cumulo con pene temporanee già in parte scontate, ai fini dell'applicazione dell'istituto non può tenersi conto delle pene espiate prima della commissione del reato per il quale è stato inflitto l'ergastolo.

Cassazione penale sez. I  20 marzo 2004 n. 20981  

 

La sopravvenienza di nuovi "titoli esecutivi" per reati commessi anteriormente alla concessione della liberazione condizionale non determina il venir meno del concesso beneficio, ma soltanto una sua temporanea inefficacia, conseguente all'instaurazione del diverso rapporto esecutivo connesso ai titoli sopravvenuti e di durata pari a quella della pena detentiva risultante da tali titoli.

Cassazione penale sez. I  14 marzo 1996 n. 1664  

 

In virtù dell'art. 22 l. 10 ottobre 1986, n. 663 la competenza per materia relativa a qualsiasi caso di liberazione condizionale spetta al tribunale di sorveglianza che ha giurisdizione sull'istituto di prevenzione e pena in cui si trova l'interessato all'atto della richiesta o della proposta o all'inizio d'ufficio del procedimento. Il nuovo c.p.p., poi, disciplina conformemente la competenza, sia per materia (art. 682 comma 1) che per territorio (art. 677 comma 1). Resta superato, pertanto, l'art. 8 l. 29 maggio 1982, n. 304, che attribuisce la detta competenza alla corte d'appello nel cui distretto è compreso il giudice che ha pronunciato l'ultima sentenza di condanna. (Fattispecie di conflitto negativo, insorto tra due tribunali di sorveglianza).

Cassazione penale sez. I  27 maggio 1993



 
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