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Codice proc. penale agg.  al  11 Mag 2015
 
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Art. 684 cod. proc. penale: Rinvio dell’esecuzione

1. Il tribunale di sorveglianza provvede in ordine al differimento dell’esecuzione delle pene detentive e delle sanzioni sostitutive della semidetenzione e della libertà controllata nei casi previsti dagli articoli 146 e 147 del codice penale, salvo quello previsto dall’articolo 147 comma 1 numero 1 del codice penale, nel quale provvede il ministro di grazia e giustizia. Il tribunale ordina, quando occorre, la liberazione del detenuto e adotta gli altri provvedimenti conseguenti.

2. Quando vi è fondato motivo per ritenere che sussistono i presupposti perché il tribunale disponga il rinvio, il magistrato di sorveglianza può ordinare il differimento dell’esecuzione o, se la protrazione della detenzione può cagionare grave pregiudizio al condannato, la liberazione del detenuto. Il provvedimento conserva effetto fino alla decisione del tribunale, al quale il magistrato di sorveglianza trasmette immediatamente gli atti.

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La Corte Costituzionale, con sentenza 23-31 maggio 1990, n. 274 (in G.U. 1a s.s. 06/06/1990, n. 23) ha dichiarato “l’illegittimità costituzionale dell’art. 684 del codice di procedura penale del 1988 nella parte in cui attribuisce al Ministro di Grazia e Giustizia e non al Tribunale di sorveglianza di provvedere al differimento della pena ai sensi dell’art. 147, comma 1, n. 1, del codice penale.”


Giurisprudenza annotata

Rinvio dell'esecuzione

Il provvedimento di rigetto della richiesta di differimento dell'esecuzione della pena per grave infermità fisica è affetto da vizio di motivazione solo se l'omesso riferimento alle necessità di tutela del diritto alla salute e al divieto di trattamenti contrari al senso di umanità si combina con l'accertata sussistenza di un quadro patologico particolarmente grave, capace "ictu oculi" di essere causa di una sofferenza aggiuntiva proprio per effetto della privazione dello stato di libertà, nonostante il regime di detenzione possa assicurare la prestazione di adeguate cure mediche.(Annulla con rinvio, Trib.sorv. Roma, 03/10/2013 )

Cassazione penale sez. I  24 giugno 2014 n. 32882  

 

Va confermato per la durata di otto mesi il differimento dell’esecuzione della pena detentiva, già disposto in via provvisoria dal magistrato di sorveglianza, nei confronti del detenuto il cui quadro clinico permanga complesso e le cui condizioni di salute si presentino di particolare gravità tali da rendere impraticabile il ripristino dello stato detentivo, risultando la necessità di continui esami e controlli radiologici per monitorare l'evoluzione degli esiti di un'operazione chirurgica.

Sezione Sorveglianza Vercelli  30 marzo 2006

 

Non rileva, ai fini del rinvio obbligatorio dell'esecuzione della pena, la temporanea detenzione di soggetto, che versi in condizioni di salute che richiedano la sottoposizione dello stesso a cure ed assistenza adeguate ai sensi dell'art. 111 n. 354 del 1975, in istituto che ne sia privo, una volta disposto, ad opera dell'Amministrazione penitenziaria, il trasferimento in istituto idoneo.

Tribunale Milano  22 marzo 2006

 

Non può farsi luogo al differimento facoltativo della pena per grave infermità fisica, quando il condannato, con atteggiamento esclusivamente ostruzionistico, si rifiuti, senza plausibile giustificazione, di sottoporsi alle terapie prescritte da personale medico specializzato che lo segue clinicamente e di sottoporsi ad intervento chirurgico presso istituto suggerito dal medesimo personale, adducendo di preferire altro istituto.

Sezione Sorveglianza Milano  20 luglio 2004

 

La chiara formulazione letterale dell'art. 684 c.p.p. che prevede il potere del tribunale di sorveglianza di differire l'esecuzione delle pene nei casi previsti dagli art. 146 e 147 c.p., limita in modo esplicito tale potere alle sole pene detentive con esclusione quindi delle misure alternative quali l'affidamento ordinario, a prescindere da ogni valutazione circa la natura giuridica di tale istituto. (Fattispecie relativa a condannato già in regime di affidamento in prova al servizio sociale che aveva richiesto il differimento della pena ex art. 147 n. 3 c.p. in relazione all'esecuzione della misura alternativa).

Sezione Sorveglianza Milano  08 ottobre 2003

 

È manifestamente infondata la q.l.c. dell'art. 684 c.p.p. nella parte in cui non prevede che sia interdetta al magistrato di sorveglianza che abbia già rigettato un'istanza di provvisorio differimento dell'esecuzione della pena la partecipazione all'udienza del tribunale di sorveglianza che deve decidere in via definitiva su di essa, in quanto non è considerata lesiva dell'imparzialità di giudizio di detto magistrato, in qualità di componente del collegio, l'eventuale adozione, da parte sua, nel medesimo procedimento, di un provvedimento avente carattere meramente propedeutico e provvisorio.

Cassazione penale sez. I  14 maggio 2002 n. 28429  

 

Sussiste la grave infermità fisica che giustifica il differimento dell'esecuzione della pena detentiva quando il detenuto ha bisogno di cure e trattamenti sanitari che non possono essere praticati in regime di detenzione neppure mediante il ricovero in ospedali civili o altri luoghi esterni di cura, quando la malattia raggiunga un livello tale da collidere con il senso di umanità e con il principio di tutela della salute garantito costituzionalmente.

Sezione Sorveglianza Napoli  11 aprile 2002

 

Sussiste la grave infermità fisica che giustifica il differimento dell'esecuzione della pena detentiva quando l'infermità sia tale da dar luogo, cumulata con l'ordinaria afflittività della restrizione della libertà, ad un trattamento contrario al senso di umanità e ad una sostanziale elusione del diritto individuale, costituzionalmente garantito alla tutela della salute, a nulla rilevando l'eventuale compatibilità dello stato patologico con la permanenza in carcere (nella specie, il detenuto era affetto da malattia comportante una cecità pressoché totale).

Sezione Sorveglianza Firenze  05 febbraio 2002



 
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