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Codice proc. penale agg.  al  11 Mag 2015
 
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Art. 696 cod. proc. penale: Prevalenza delle convenzioni e del diritto internazionale generale

1. Le estradizioni, le rogatorie internazionali, gli effetti delle sentenze penali straniere, l’esecuzione all’estero delle sentenze penali italiane e gli altri rapporti con le autorità straniere, relativi all’amministrazione della giustizia in materia penale, sono disciplinati dalle norme della Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia firmata a Strasburgo il 20 aprile 1959 e dalle altre norme delle convenzioni internazionali in vigore per lo Stato e dalle norme di diritto internazionale generale.

2. Se tali norme mancano o non dispongono diversamente, si applicano le norme che seguono.


Giurisprudenza annotata

Prevalenza delle convenzioni e del diritto internazionale generale

In tema di rogatorie internazionali all'estero, l'acquisizione di copie, non singolarmente autenticate, di atti investigativi non rende tali atti inutilizzabili, considerato che, in base alla consolidata prassi internazionale instauratasi in materia, che prevale rispetto agli enunciati testuali degli art. 696 comma 1 e 729 comma 1 c.p.p., l'atto formale di trasmissione da parte dell'autorità straniera richiesta garantisce implicitamente l'autenticità e la conformità degli atti trasmessi in semplice fotocopia. Rigetta, App. Milano, 08/02/2005

Cassazione penale sez. II  29 aprile 2009 n. 34511  

 

In tema di estradizione dall'estero, il principio di specialità (art. 14 della Convenzione europea di estradizione, firmata a Parigi il 13 dicembre 1957 e resa esecutiva in Italia con l. 30 gennaio 1963 n. 300 e art. 5 n. 2 dell'Accordo aggiuntivo, ratificato con l. 11 dicembre 1984 n. 969, disposizioni che, ai sensi dell'art. 696, prevalgono sull'art. 721 c.p.p.) non perde efficacia nella fase di esecuzione della pena solo perché l'interessato abbia comunque accettato di essere sottoposto al giudizio di cognizione relativo a reati commessi anteriormente all'estradizione, diversi da quelli per i quali l'estradizione è stata concessa. Ne consegue che è illegittima l'esecuzione della pena inflitta per tali reati in assenza dell'espresso, formale, inequivoco consenso del soggetto interessato.

Cassazione penale sez. I  12 aprile 2005 n. 21344  

 

In tema di rogatorie internazionali all'estero, l'acquisizione di copie, non singolarmente autenticate, di atti investigativi non rende tali atti inutilizzabili, considerato che, in base alla consolidata prassi internazionale instauratasi in materia, che prevale rispetto agli enunciati testuali degli art. 696 comma 1 e 729 comma 1 c.p.p., l'atto formale di trasmissione da parte dell'autorità straniera richiesta garantisce implicitamente l'autenticità e la conformità degli atti trasmessi in semplice fotocopia.

Cassazione penale sez. VI  22 settembre 2004 n. 44830

 

In tema di rapporti giurisdizionali con autorità straniere concernenti tutta l'area della cooperazione internazionale, norma cardine è l'art. 696 c.p.p., il quale enuncia il principio generale del carattere residuale della normazione interna, che svolge una funzione integratrice delle convenzioni internazionali o norme di diritto internazionale a carattere generale, ove tali fonti manchino o non dispongano diversamente. Nel sistema delineato dall'art. 696 c.p.p., così come integrato dagli atti di diritto internazionale pattizio, la trasmissione spontanea di fonti di prova da parte di A.G. straniera non viola alcuna delle norme che regolano la cooperazione giudiziaria internazionale. Deve escludersi che gli atti trasmessi siano inutilizzabili dall'A.G. destinataria ai sensi del disposto dell'art. 729 c.p.p., che in ogni caso sanziona esplicitamente la violazione delle norme di cui all'art. 696 comma 1 c.p.p. nel caso di rogatorie attive e non è estensibile analogicamente alle rogatorie passive.

Tribunale Milano sez. XI  03 giugno 2004

 

È manifestamente inammissibile la q.l.c. degli art. 696, 727 comma 5 bis e 729 c.p.p., come modificati dagli art. 9, 12 e 13 l. 5 ottobre 2001 n. 367, nonché dell'art. 18 della stessa l. n. 367 del 2001, censurati, in riferimento agli art. 10 e 111 comma 2 cost., nella parte in cui stabiliscono l'inutilizzabilità degli atti acquisiti o trasmessi per qualsiasi violazione delle norme di cui all'art. 696 comma 1 c.p.p., riguardanti l'acquisizione o la trasmissione di documenti o di altri mezzi di prova a seguito di rogatoria, e dispongono l'applicabilità delle nuove norme ai processi in corso, in quanto si tratta della medesima questione già dichiarata manifestamente inammissibile e l'ordinanza di rimessione non contiene profili nuovi o, comunque, argomentazioni tali da indurre a conclusioni differenti.

Corte Costituzionale  02 marzo 2004 n. 78  

 

È manifestamente inammissibile la q.l.c. dell'art. 729, comma 1, prima parte, c.p.p., come modificato dall'art. 13 l. 5 ottobre 2001 n. 367, sollevata, in riferimento agli art. 10 e 111, commi 1 e 2, cost., nella parte in cui stabilisce l'inutilizzabilità degli atti acquisiti o trasmessi per qualsiasi violazione delle norme di cui all'art. 696, comma 1, c.p.p. riguardanti l'acquisizione o la trasmissione di documenti o di altri mezzi di prova a seguito di rogatoria, in quanto la medesima questione è già stata dichiarata manifestamente inammissibile con ordinanze n. 315 e 487 del 2002 e le ordinanze di rimessione, peraltro anteriori alle citate pronunce, non contengono profili nuovi o argomentazioni tali da indurre a differenti conclusioni.

Corte Costituzionale  14 marzo 2003 n. 68

 

Secondo l'art. 696 c.p.p., come modificato dall'art. 9 l. 5 ottobre 2001 n. 367, le norme del codice in materia di assistenza giudiziaria internazionale si applicano solo in mancanza di norme di convenzioni internazionali o di diritto internazionale generale ovvero allorché queste non dispongano diversamente.

Cassazione penale sez. I  16 ottobre 2002 n. 37774  

 

Nell'interpretare l'art. 3 della convenzione europea di assistenza giudiziaria internazionale del 20 aprile 1959, espressamente richiamata dall'art. 696 c.p.p., non si può prescindere, per un generale principio di interpretazione dei trattati, dalla prassi consolidata secondo la quale lo Stato richiesto trasmette atti o documenti in semplice fotocopia (qualora lo Stato rogante non li richieda in originale), essendo sufficiente l'atto formale di trasmissione per conferire loro garanzie di autenticità e conformità all'originale.

Cassazione penale sez. I  16 ottobre 2002 n. 37774  

 

In tema di rogatorie internazionali, è ammissibile, perché conforme alle norme convenzionali richiamate dall'art. 696 comma 1 c.p.p., come modificato dalla l. 5 ottobre 2001 n. 367, ed in particolare alle prassi instauratesi sulla base di dette convenzioni, richiamate dall'art. 31 par. 3 lett. b) della convenzione di Vienna sul diritto dei trattati del 23 maggio 1969, ratificata con legge 12 febbraio 1974 n. 12, la trasmissione diretta della rogatoria tra autorità giudiziarie di Stati aderenti alla convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale firmata a Strasburgo il 20 aprile 1959 e ratificata con l. 23 febbraio 1961 n. 215, al di là dei limiti fissati dall'art. 15 di quest'ultima, che tuttavia non riguardano le richieste di indagini preliminari, tra le quali si pone anche la richiesta di sequestro probatorio, per le quali è prevista in ogni caso la possibilità di comunicazione diretta.

Cassazione penale sez. I  20 settembre 2002 n. 34576  

 

La trasmissione diretta di una rogatoria internazionale fra l'autorità giudiziaria richiedente e quella richiesta è consentita pur dopo l'entrata in vigore della l. 5 ottobre 2001 n. 367 che ha modificato l'art. 696 c.p.p., poiché tale trasmissione è conforme alle convenzioni internazionali e alle norme di diritto internazionale che riconoscono valore decisivo alle prassi e consuetudini instauratesi nell'interpretazione e nell'applicazione delle stesse convenzioni.

Cassazione penale sez. I  20 settembre 2002 n. 34576  



 
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