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Codice proc. penale agg.  al  11 Mag 2015
 
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Art. 700 cod. proc. penale: Documenti a sostegno della domanda

1. L’estradizione è consentita soltanto sulla base di una domanda alla quale sia allegata copia del provvedimento restrittivo della libertà personale o della sentenza di condanna a pena detentiva che ha dato luogo alla domanda stessa.

2. Alla domanda devono essere allegati:

a) una relazione sui fatti addebitati alla persona della quale è domandata l’estradizione, con l’indicazione del tempo e del luogo di commissione dei fatti stessi e della loro qualificazione giuridica;

b) il testo delle disposizioni di legge applicabili, con l’indicazione se per il fatto per cui è domandata l’estradizione è prevista dalla legge dello Stato estero la pena di morte e, in tal caso, quali assicurazioni lo Stato richiedente fornisce che tale pena non sarà inflitta o, se già inflitta, che non sarà eseguita; (1)

c) i dati segnaletici e ogni altra possibile informazione atta a determinare l’identità e la nazionalità della persona della quale è domandata l’estradizione.

(1) Il seguente inciso che recita: “e, in tal caso, quali assicurazioni lo Stato richiedente fornisce che tale pena non sarà inflitta o, se già inflitta, che non sarà eseguita” è da ritenersi costituzionalmente illegittimo a seguito della sentenza citata in nota all’art. 698


Giurisprudenza annotata

Documenti a sostegno della domanda

In materia di estradizione per l'estero, l'autenticità dei titoli giustificativi della relativa domanda è garantita dal carattere ufficiale e pubblico della richiesta proveniente dallo Stato estero, alla quale siano state allegate le copie degli atti giudiziari d'interesse per la procedura estradizionale. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta la decisione impugnata, la quale aveva osservato che l'invio della documentazione allegata alla domanda di estradizione, in quanto effettuato per il tramite del Ministero della giustizia romeno, ne rendeva incontestabile la provenienza e la conformità agli originali). (Rigetta, App. Torino, 05/03/2014 )

Cassazione penale sez. VI  30 settembre 2014 n. 41836  

 

Nell’ambito di un procedimento per estradizione, qualora l’estradando sostenga di non essere il soggetto che deve essere estradato, spetta all’autorità che chiede l’estradizione dimostrare, mediante metodologie scientifiche di sicura affidabilità, l’identità dell’individuo non essendo sufficiente, infatti, la mera corrispondenza tra la documentazione fotografica inviata dal paese richiedente e i tratti somatici del soggetto, ad autorizzare l’estradizione.

Cassazione penale sez. VI  21 giugno 2010 n. 32369  

 

In tema di estradizione per l'estero, non rileva che la esposizione dei fatti per i quali la richiesta è formulata sia contenuta nei provvedimenti cautelari allegati e non già nella richiesta medesima, perché quel che è essenziale è che dagli atti risultino descritti i fatti in modo da consentire la verifica dell'assenza delle condizioni ostative per l'estradizione. Rigetta, App. Perugia, 30/10/2009

Cassazione penale sez. VI  16 giugno 2010 n. 25182  

 

In tema di estradizione per l'estero sulla base della convenzione europea del 13 dicembre 1957, una volta verificata l'autenticità formale della richiesta proveniente dallo Stato estero e la concreta ricezione dell'atto nella cancelleria della corte d'appello, deve considerarsi mezzo tecnico idoneo alla comunicazione tra le autorità interessate la trasmissione mediante telefax della documentazione allegata alla richiesta. (Fattispecie relativa ad una richiesta di estradizione avanzata dalle autorità polacche). Annulla con rinvio, App. Catania, 27/05/2009

Cassazione penale sez. VI  12 novembre 2009 n. 47292  

 

In tema di estradizione per l'estero, il mancato arrivo della documentazione allegata alla domanda di estradizione entro il termine di quaranta giorni dall'applicazione della misura cautelare, comporta la revoca del provvedimento coercitivo, senza dispiegare alcun effetto sull'ulteriore corso della procedura estradizionale. (Fattispecie in tema di estradizione richiesta dalle autorità dell'Ucraina, in cui la domanda, pur formalmente pervenuta prima della richiesta ministeriale e della conseguente applicazione della misura cautelare dell'obbligo di dimora, non risultava accompagnata dalla necessaria documentazione). Rigetta, Ass.App. Firenze, 20 Marzo 2009

Cassazione penale sez. VI  13 maggio 2009 n. 20962  

 

L'art. 21 comma 1, l. n. 1034 del 1971 prescrive che il ricorso debba essere notificato "tanto all'organo che ha emesso l'atto impugnato quanto ai controinteressati ai quali l'atto direttamente si riferisce, o almeno ad alcuno tra essi", e non vi è dubbio che, in tale situazione, versi il Paese estero che domanda l'estradizione. La procedura di estradizione c.d. passiva (delineata negli art. 697 e ss., c.p.p.) può avere inizio soltanto con una specifica domanda dello Stato estero interessato (art. 700 c.p.p.), di talché questo medesimo Stato (che ai sensi dell'art. 702 c.p.p. può intervenire nella fase giurisdizionale) viene ad assumere una posizione uguale e contraria rispetto all'estradando, vantando un interesse giuridicamente qualificato e differenziato al mantenimento degli effetti del decreto di estradizione.

T.A.R. Roma (Lazio) sez. I  03 febbraio 2009 n. 1078  

 

In tema di estradizione per l'estero, il tardivo arrivo della domanda di estradizione e dei documenti previsti dall'articolo 700 cod. proc. pen. comporta la revoca delle misure cautelari eventualmente adottate, ma non spiega alcun effetto sulla procedura estradizionale, che conserva la sua efficacia. (In applicazione di tale principio, la Corte ha disatteso la tesi del ricorrente secondo cui lo Stato richiedente, una volta perento l'arresto provvisorio, a causa del tardivo invio della domanda estradizionale, avrebbe dovuto presentare una nuova ed autonoma domanda). Dichiara inammissibile, App. Torino, 17 Giugno 2008

Cassazione penale sez. VI  01 ottobre 2008 n. 40286  



 
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