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Codice proc. penale agg.  al  11 Mag 2015
 
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Art. 703 cod. proc. penale: Accertamenti del procuratore generale

1. Quando riceve da uno Stato estero una domanda di estradizione, il ministro di grazia e giustizia la trasmette con i documenti che vi sono allegati al procuratore generale presso la corte di appello competente a norma dell’articolo 701 comma 4, salvo che ritenga che essa vada respinta.

2. Salvo che si sia già provveduto a norma dell’articolo 717, il procuratore generale, ricevuta la domanda, dispone la comparizione davanti a sé dell’interessato per provvedere alla sua identificazione e per raccogliere l’eventuale consenso all’estradizione. L’interessato è avvisato che è assistito da un difensore di ufficio, ma che può nominarne uno di fiducia. Il difensore ha diritto di assistere all’atto del cui compimento gli è dato avviso almeno ventiquattro ore prima.

3. Il procuratore generale richiede alle autorità straniere, per mezzo del ministro di grazia e giustizia, la documentazione e le informazioni che ritiene necessarie.

4. Il procuratore generale, entro tre mesi dalla data in cui la domanda di estradizione gli è pervenuta, presenta alla corte di appello la requisitoria.

5. La requisitoria è depositata nella cancelleria della corte di appello, unitamente agli atti e alle cose sequestrate. La cancelleria cura la notificazione dell’avviso del deposito alla persona della quale è richiesta l’estradizione, al suo difensore e all’eventuale rappresentante dello Stato richiedente, i quali, entro dieci giorni, hanno facoltà di prendere visione e di estrarre copia della requisitoria e degli atti nonché di esaminare le cose sequestrate e di presentare memorie.


Giurisprudenza annotata

Accertamenti del procuratore generale

In tema di estradizione per l'estero, l'omessa notifica all'estradando dell'avviso di comparizione dinanzi al p.g., ai sensi dell'art. 703 comma 2 c.p.p., determina una nullità per violazione del diritto di difesa, con conseguente invalidità degli atti successivi. Annulla senza rinvio, Ass.App. Firenze, 15/10/2012

Cassazione penale sez. VI  12 aprile 2013 n. 17952  

 

In tema di estradizione per l'estero, concessa sulla base della convenzione europea del 13 dicembre 1957, quando lo Stato richiedente presenti una nuova domanda in conseguenza del mutamento del titolo dell'estradizione (da esecutiva in processuale), la nuova richiesta formulata dal Ministro della giustizia ai sensi dell'art. 703 c.p.p. costituisce una revoca implicita, per "facta concludentia", del decreto di estradizione precedentemente adottato, avendo tale richiesta un contenuto del tutto incompatibile con quello del primo provvedimento. (Fattispecie relativa ad una nuova domanda di estradizione avanzata dalle autorità albanesi a seguito dell'annullamento della sentenza di condanna pronunciata nei confronti del soggetto estradato). Rigetta, App. Milano, 28/10/2009

Cassazione penale sez. VI  04 marzo 2010 n. 18505  

 

In materia di estradizione per l'estero, la violazione delle modalità di formulazione della requisitoria del procuratore generale, previste dall'art. 703, quinto comma, cod. proc. pen., non produce alcuna nullità. (Fattispecie in cui il ricorrente aveva lamentato l'omesso deposito della requisitoria). Rigetta, App. Lecce, 25 ottobre 2007

Cassazione penale sez. VI  17 marzo 2008 n. 12520  

 

In tema di estradizione per l'estero, l'inosservanza del termine previsto dall'art. 703 comma 5 c.p.p. per la notificazione all'estradando del deposito della requisitoria del procuratore generale non è causa di nullità.

Cassazione penale sez. VI  10 marzo 2006 n. 18975  

 

In materia di estradizione, il termine per la notifica della richiesta del procuratore generale, previsto dall'art. 703 comma 5 c.p.p., ha natura ordinatoria ed è finalizzato a disciplinare la sequenza degli atti ed il regolare svolgimento della procedura di estradizione.

Cassazione penale sez. VI  30 gennaio 2004 n. 6864  

 

In materia di estradizione, il termine per la notifica della richiesta del procuratore generale, previsto dall'art. 703 comma 5 c.p.p., ha natura ordinatoria ed è finalizzato a disciplinare la sequenza degli atti ed il regolare svolgimento della procedura di estradizione. Per il principio di tassatività delle nullità processuali la mancata notifica della detta richiesta dieci giorni prima della notifica dell'avviso dell'udienza davanti alla corte d'appello, non produce alcuna nullità. Una conclusione confortata dalla disciplina del termine di dieci giorni previsto dal successivo art. 704 comma 1 per la notifica del decreto che fissa l'udienza di discussione davanti alla Corte d'appello per la cui osservanza è espressamente prevista la sanzione della nullità. (Nella specie, la Corte suprema ha aggiunto che non sarebbe neppure ipotizzabile, come conseguenza della mancata osservanza della rituale sequenza dei due termini di dieci giorni, violazione del diritto di difesa o, comunque, nullità assoluta ai sensi dell'art. 179 c.p.p., perché, nel termine di dieci giorni che precedettero la discussione davanti alla corte d'appello l'estradando ed il suo difensore ebbero la facoltà di compiere tutti gli atti previsti dell'art. 703 comma 5 e comunque di eccepire le esigenze di un prolungamento dei termini quale conseguenza del mancato rispetto dei termini previsti dalla legge).

Cassazione penale sez. VI  16 ottobre 1992

 

In materia di estradizione, il termine per la notifica della richiesta del procuratore generale, previsto dall'art. 703 comma 5, c.p.p. ha natura ordinatoria ed è finalizzato a disciplinare la sequenza degli atti ed il regolare svolgimento della procedura di estradizione. Per il principio di tassatività delle nullità processuali, la mancata notifica della detta richiesta dieci giorni prima della notifica dell'avviso dell'udienza davanti alla Corte d'appello, non produce alcuna nullità. Una conclusione confortata dalla disciplina del termine di dieci giorni previsto dal successivo art. 704, comma 1, per la notifica del decreto che fissa l'udienza di discussione davanti alla Corte d'appello per la cui inosservanza è espressamente prevista la sanzione della nullità. (Nella specie, la Corte suprema ha aggiunto che non sarebbe neppure ipotizzabile, come conseguenza della mancata osservanza della rituale sequenza dei due termini di dieci giorni, violazione del diritto di difesa o, comunque, nullità assoluta ai sensi dell'art. 179 c.p.p. perché, nel termine di dieci giorni che precedettero la discussione davanti alla Corte d'appello, l'estradando ed il suo difensore ebbero la facoltà di compiere tutti gli atti previsti dall'art. 703, comma 5, e comunque di eccepire le esigenze di un prolungamento dei termini quale conseguenza del mancato rispetto dei termini previsti dalla legge).

Cassazione penale sez. VI  16 ottobre 1992



 
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