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Codice proc. penale agg.  al  11 Mag 2015
 
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Art. 704 cod. proc. penale: Procedimento davanti alla corte di appello

1. Scaduto il termine previsto dall’articolo 703 comma 5, il presidente della corte fissa l’udienza per la decisione, con decreto da comunicarsi al procuratore generale e da notificarsi alla persona della quale è richiesta l’estradizione, al suo difensore e all’eventuale rappresentante dello Stato richiedente, almeno dieci giorni prima, a pena di nullità. Provvede inoltre a designare un difensore di ufficio alla persona che ne sia priva. Fino a cinque giorni prima dell’udienza possono essere presentate memorie in cancelleria.

2. La corte decide con sentenza in camera di consiglio sull’esistenza delle condizioni per l’accoglimento della domanda di estradizione, dopo aver assunto le informazioni e disposto gli accertamenti ritenuti necessari e dopo aver sentito il pubblico ministero, il difensore e, se compaiono, la persona della quale è richiesta l’estradizione e il rappresentante dello Stato richiedente.

3. Quando la decisione è favorevole all’estradizione, la corte, se vi è richiesta del ministro di grazia e giustizia, dispone la custodia cautelare in carcere della persona da estradare che si trovi in libertà e provvede al sequestro del corpo del reato e delle cose pertinenti al reato, stabilendo quali documenti e cose sequestrate possono essere consegnati allo Stato richiedente.

4. Quando la decisione è contraria all’estradizione, la corte revoca le misure cautelari applicate e dispone in ordine alla restituzione delle cose sequestrate.


Giurisprudenza annotata

Procedimento davanti alla corte di appello

In materia di estradizione per l'estero, il ricorso per cassazione proponibile avverso la sentenza con la quale la Corte d'appello decide in camera di consiglio, a norma dell'art. 704 c.p.p., è soggetto, in mancanza di norme specifiche, alle disposizioni generali sulle impugnazioni; ne consegue che, in base all'art. 585 commi 1 lett. a) e 2 lett. a) c.p.p., il termine per impugnare è quello di quindici giorni, anche se il giudice abbia formulato irrituale riserva di motivazione dilazionata (nella specie, fissando per il deposito il termine di novanta giorni), e decorre dall'ultima delle notificazioni eseguite all'imputato o al difensore. (Dichiara inammissibile, App. Bologna, 24/10/2013 )

Cassazione penale sez. VI  22 ottobre 2014 n. 45127  

 

In tema di estradizione processuale per l'estero, la richiesta di applicazione di misura cautelare della custodia in carcere a carico dell'estradando, disposta ai sensi dell'art. 704, comma 3, c.p.p., può essere sottoscritta da un direttore generale del ministero della giustizia, anche in virtù di una delega di carattere generale conferita dal Ministro. (Fattispecie relativa ad una domanda di estradizione avanzata dalle autorità moldave). Rigetta, App. Napoli, 06/06/2013

Cassazione penale sez. VI  20 dicembre 2013 n. 2657  

 

In tema di estradizione per l'estero, qualora l'estradando non alleghi elementi specifici ed idonei a comprovare il prospettato rischio di persecuzione nello Stato richiedente, la Corte d'appello non è tenuta a disporre l'assunzione di informazioni integrative presso quest'ultimo, ai sensi dell'art. 704 comma 2 c.p.p. (Fattispecie relativa ad una richiesta di estradizione avanzata dallo Stato del Kosovo, in cui l'estradando chiedeva di verificare la presenza di ripetute minacce e vessazioni di cui era stato destinatario nell'ordinamento richiedente). Dichiara inammissibile, App. Trieste, 18/04/2013

Cassazione penale sez. VI  26 giugno 2013 n. 34567  

 

È manifestamente infondata la q.l.c., proposta in relazione agli art. 3, 11, 24, 111 e 117 cost., della previsione del rito camerale per il procedimento di estradizione a norma dell'art. 704, comma 2, c.p.p., atteso che la garanzia del controllo giurisdizionale non è finalizzata a decidere della colpevolezza dell'estradando, ma semplicemente in merito alla sussistenza delle condizioni previste dalla legge per affidarlo alla giurisdizione dello Stato richiedente, ove si svolgerà il relativo processo di cognizione. Rigetta, App. Roma, 20/04/2010

Cassazione penale sez. VI  09 novembre 2010 n. 40169  

 

In tema di estradizione per l'estero, una volta che l'estradando sia stato rimesso in libertà per la tardività della richiesta ministeriale di mantenimento della misura custodiale, è necessaria una specifica richiesta del Ministro della giustizia per giustificare la successiva emissione di una misura cautelare ai sensi dell'art. 704, comma 3, c.p.p. (Fattispecie relativa ad una domanda di estradizione avanzata dalle autorità albanesi). Annulla senza rinvio, App. Genova, 25/05/2010

Cassazione penale sez. VI  02 novembre 2010 n. 40040  

 

È infondata, per erroneità del presupposto interpretativo, la q.l.c. degli art. 701 e 704 c.p.p., nella parte in cui attribuirebbero alla Corte d'appello, anziché alla sezione di Corte d'appello per i minorenni, la competenza a decidere sulla estradizione di soggetti minorenni all'epoca dei fatti per i quali l'estradizione è richiesta, in riferimento agli art. 2, 3, 25, 27, 31 e 32 cost. (in motivazione la Corte precisa che le disposizioni censurate, nel riferirsi esplicitamente alla Corte d'appello quale organo competente in materia di estradizione, devono essere interpretate nel senso che, se il relativo procedimento riguarda un minore, la competenza a decidere è devoluta alla relativa sezione per i minorenni).

Corte Costituzionale  30 luglio 2008 n. 310  

 

È infondata la q.l.c. degli art. 701 e 704 c.p.p., sollevata, in riferimento agli art. 2, 3, 25, 27, 31 e 32 cost., nella parte in cui attribuiscono alla corte di appello e non alla sessione di corte di appello per i minorenni la competenza a decidere sulla estradizione di soggetti minorenni all'epoca dei fatti per i quali l'estradizione è richiesta (la Corte ha ritenuto errato il presupposto interpretativo, in quanto, in virtù della generale previsione dettata dall'art. 18 d.P.R. n. 449 del 1988, anche in materia di estradizione, ove il relativo procedimento riguarda un minore, la competenza è devoluta alla sezione per i minorenni della corte di appello).

Corte Costituzionale  30 luglio 2008 n. 310  

 

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 701 e 704 c.p.p., censurati, in riferimento agli artt. 2, 3, 25, 27, 31 e 32 Cost., nella parte in cui attribuiscono alla Corte d'appello e non alla sezione di Corte di appello per i minorenni la competenza a decidere sulla estradizione di soggetti minorenni all'epoca dei fatti per i quali l'estradizione è richiesta. Posto che l'art. 18 d.P.R. 22 settembre 1988 n. 449 attribuisce alla Corte di appello, sezione per i minorenni, tutte le competenze di secondo grado nei procedimenti a carico di minori, così ribadendo la preminenza, nell'ambito del procedimento penale, dell'interesse del minore, che trova adeguata tutela proprio nella particolare composizione del giudice specializzato, le norme censurate, nel riferirsi esplicitamente alla Corte di appello quale organo competente in materia di estradizione, devono essere interpretate nel senso che, se il relativo procedimento riguarda un minore, la competenza a decidere è devoluta alla relativa sezione.

Corte Costituzionale  30 luglio 2008 n. 310

 

In materia d'estradizione per l'estero, avverso la sentenza con la quale la Corte d'appello decide in camera di consiglio, a norma dell'art. 704 cod. proc. pen., è proponibile ricorso per cassazione, soggetto, in mancanza di norme specifiche, alle disposizioni generali sulle impugnazioni. Ne consegue che, in base all'art. 585 commi primo lett. a) e secondo lett. a) cod. proc. pen., il termine per impugnare è quello di quindici giorni. Dichiara inammissibile, App. Firenze, 21 Dicembre 2007

Cassazione penale sez. VI  02 luglio 2008 n. 43764

 

L'omissione dell'avviso ad uno dei due difensori dell'imputato della data fissata per l'udienza (nel caso di specie, per l'udienza camerale ex art. 704 c.p.p. davanti alla Corte di appello) non dà luogo a nullità assoluta, in quanto tale omissione non è annoverata tra quelle specificamente elencate nell'art. 179 c.p.p., ma ad una nullità "a regime intermedio", deducibile fino alla deliberazione della sentenza nel grado successivo. Tuttavia, qualora uno dei componenti del collegio difensivo compaia e non eccepisca l'omesso avviso al codifensore, desumibile dagli atti di causa, tale nullità deve intendersi sanata con la conseguente decadenza dalla possibilità di dedurla successivamente, poiché la nozione di "parte interessata" va interpretata riferendola al collegio difensivo e non separatamente al singolo difensore, che, anzi, deve tutelare l'intera posizione processuale da lui rappresentata ed assistita nel superiore interesse del suo ministero.

Cassazione penale sez. VI  17 marzo 2008 n. 12520  



 
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