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Art. 707 cod. proc. penale: Rinnovo della domanda di estradizione

1. La sentenza contraria all’estradizione preclude la pronuncia di una successiva sentenza favorevole a seguito di un’ulteriore domanda presentata per i medesimi fatti dallo stesso stato, salvo che la domanda sia fondata su elementi che non siano già stati valutati dall’autorità giudiziaria.


Giurisprudenza annotata

Rinnovo della domanda di estradizione

In tema di estradizione per l'estero richiesta sulla base della convenzione europea del 13 dicembre 1957, la pronuncia di una successiva sentenza favorevole all'estradizione non è preclusa a seguito di un'ulteriore domanda presentata dallo stesso Stato per i medesimi fatti a norma dell'art. 707 c.p.p., quando la precedente decisione abbia definito questioni in rito o di natura pregiudiziale, senza deliberare sul merito della richiesta. (Fattispecie in cui la Corte d'appello aveva precedentemente rigettato una domanda estradizionale avanzata dalle autorità albanesi, per la mancanza del provvedimento custodiale e la non esecutività della sentenza di primo grado, impugnata dinanzi all'autorità giudiziaria albanese). Rigetta, App. Torino, 22 settembre 2010

Cassazione penale sez. VI  25 febbraio 2011 n. 8812  

 

In tema di estradizione per l'estero richiesta sulla base della convenzione europea del 13 dicembre 1957, la pronuncia di una successiva sentenza favorevole all'estradizione non è preclusa a seguito di un'ulteriore domanda presentata per i medesimi fatti dallo stesso Stato a norma dell'art. 707 c.p.p., quando a seguito della precedente domanda di estradizione non sia stata instaurata la fase giurisdizionale e non sia stata adottata alcuna decisione di merito. (Fattispecie in cui altra Corte d'appello si era in precedenza pronunciata con un'ordinanza di non luogo a procedere in ordine all'originaria domanda di estradizione avanzata dalle autorità rumene, in considerazione della mancata localizzazione dell'estradando e dell'intervenuta manifestazione del consenso alla relativa procedura). Rigetta, App. Brescia, 18 Maggio 2009

Cassazione penale sez. VI  22 settembre 2009 n. 39944  

 

In tema di estradizione per l'estero richiesta sulla base della Convenzione europea del 13 dicembre 1957, la sentenza con la quale la Corte di cassazione dichiari non sussistenti le condizioni per l'accoglimento della domanda di estradizione, a causa del suo ritiro da parte dello Stato istante, preclude, ex art. 707 c.p.p., la pronuncia di una successiva sentenza favorevole a seguito della presentazione da parte dello stesso Stato di una nuova domanda per i medesimi fatti, salvo che la stessa sia fondata su elementi non valutati in precedenza (in applicazione di tale principio la suprema Corte ha ritenuto preclusa la valutazione di una nuova domanda di estradizione presentata dalle autorità tedesche, dopo che la stessa Corte di cassazione aveva dichiarato non sussistenti le condizioni per l'accoglimento di una precedente domanda, a seguito del suo ritiro, motivato dalla cessazione del titolo estradizionale).

Cassazione penale sez. VI  18 ottobre 2006 n. 40167  

 

L'assorbimento della contravvenzione di cui all'art. 707 c.p. nel furto si verifica qualora il possesso ingiustificato degli strumenti indicati dall'art. 707 risulti strettamente collegato all'uso degli stessi fatto dall'agente per la commissione del furto, e quindi per le sole ipotesi di impiego effettivo delle attrezzature da scasso nell'azione delittuosa e di detenzione attuatasi esclusivamente con l'uso momentaneo necessario all'effrazione. In particolare, il rapporto di cui sopra deve essere escluso ogni volta che gli arnesi atti all'effrazione, trovati in possesso del soggetto attivo, siano tali da assumere autonoma rilevanza giuridica.

Cassazione penale sez. VI  25 febbraio 2005 n. 12847  



 
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