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Codice proc. penale agg.  al  11 Mag 2015
 
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Art. 710 cod. proc. penale: Estensione dell’estradizione concessa

1. In caso di nuova domanda di estradizione, presentata dopo la consegna dell’estradato e avente a oggetto un fatto anteriore alla consegna diverso da quello per il quale l’estradizione è già stata concessa, si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni del presente capo. Alla domanda devono essere allegate le dichiarazioni della persona interessata, rese davanti a un giudice dello Stato richiedente, in ordine alla richiesta estensione dell’estradizione.

2. La corte di appello procede in assenza della persona interessata.

3. Non si fa luogo al giudizio davanti alla corte di appello se l’estradato, con le dichiarazioni previste dal comma 1, ha consentito all’estensione richiesta.


Giurisprudenza annotata

Estensione dell'estradizione concessa

In tema di estradizione per l'estero, la disciplina relativa all'estensione dell'estradizione di cui all'art. 710 c.p.p. è applicabile non solo nell'ipotesi in cui la nuova domanda pervenga dopo la consegna dell'estradando, ma anche quando quest'ultima sia stata già disposta e eseguita al momento della decisione sulla seconda domanda. (Fattispecie relativa all'estensione di un'estradizione verso la Repubblica di Romania). Rigetta, App. Messina, 26 novembre 2007

Cassazione penale sez. VI  23 ottobre 2009 n. 43506  

 

In tema di estradizione per l'estero, ai fini della estensione dell'estradizione di persona già consegnata allo Stato richiedente, non costituisce un presupposto della domanda l'esistenza di un nuovo titolo restrittivo, dovendo l'autorità richiesta stabilire solo, in forza del principio di specialità dell'estradizione, se questa possa essere estesa anche ad altri fatti di rilevanza penale che non formavano oggetto della precedente domanda e che siano temporalmente anteriori alla consegna. (Fattispecie relativa all'estensione di un'estradizione verso la Repubblica di Romania). Rigetta, App. Reggio Calabria, 22 Febbraio 2008

Cassazione penale sez. VI  10 marzo 2009 n. 19147  

 

Per l'estensione dell'estradizione a persona già consegnata allo Stato richiedente, non serve l'esistenza di un nuovo titolo restrittivo, perché dato che la persona richiesta già si trova nel territorio dello Stato richiedente, l'oggetto della domanda si collega non a una "consegna" - che implicherebbe effettivamente l'esistenza di un titolo restrittivo - ma esclusivamente all'autorizzazione a processare, o a sottoporre ad esecuzione penale, un soggetto che verso quello Stato sia stato già estradato per fatti diversi da quelli considerati dall'ulteriore procedimento penale. Quindi, il presupposto dell'allegazione di un titolo restrittivo non può avere campo applicativo ulteriore a quello individuato dalla domanda di estradizione in senso proprio.

Cassazione penale sez. VI  10 marzo 2009 n. 19147  

 

Poiché, in tema di estradizione, vige il principio, dettato dall'art. 696 c.p.p., di prevalenza delle convenzioni e del diritto internazionale, in forza del quale le disposizioni del codice trovano applicazione solo quando i rapporti con le autorità straniere non siano disciplinati da convenzione internazionale e dalle norme di diritto internazionale, è esclusa l'applicabilità dell'art. 710 c.p.p. in materia di estradizione passiva suppletiva nei rapporti tra Italia e Stati Uniti d'America, regolati dal trattato di estradizione Italia-USA firmato a Roma il 13 ottobre 1983 (sulla base di tale assunto, la suprema Corte ha ritenuto la manifesta infondatezza, per pretesa violazione del principio di eguaglianza, della questione di legittimità costituzionale dell'art. 710 c.p.p., aggiungendo peraltro che non si potrebbe comunque porre un problema di disparità di trattamento tra norme che disciplinano diversamente l'estradizione suppletiva dall'estero e verso l'estero, tenuto conto che l'art. 710 c.p.p. - che subordina alla stessa procedura prevista per l'estradizione primaria l'estensione dell'estradizione ad altro fatto dall'Italia verso l'estero - è norma processuale interna alla quale non sarebbe logico pretendere che gli USA si adeguino, essendo razionale che ciascuno Stato preveda, in materia di modalità concrete attinenti alla procedura di estradizione, norme corrispondenti al proprio diritto processuale).

Cassazione penale sez. I  27 giugno 1996 n. 4411



 
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