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Codice proc. penale agg.  al  11 Mag 2015
 
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Art. 714 cod. proc. penale: Misure coercitive e sequestro

1 In ogni tempo la persona della quale è domandata l’estradizione può essere sottoposta, a richiesta del ministro di grazia e giustizia, a misure coercitive . Parimenti, in ogni tempo, può essere disposto, a richiesta del ministro di grazia e giustizia, il sequestro del corpo del reato e delle cose pertinenti al reato per il quale è domandata l’estradizione.

2. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni del titolo I del libro IV, riguardanti le misure coercitive, fatta eccezione di quelle degli articoli 273 e 280, e le disposizioni del capo III del titolo III del libro III. Nell’applicazione delle misure coercitive si tiene conto in particolare dell’esigenza di garantire che la persona della quale è domandata l’estradizione non si sottragga all’eventuale consegna.

3. Le misure coercitive e il sequestro non possono comunque essere disposti se vi sono ragioni per ritenere che non sussistono le condizioni per una sentenza favorevole all’estradizione.

4. Le misure coercitive sono revocate se dall’inizio della loro esecuzione è trascorso un anno senza che la corte di appello abbia pronunciato la sentenza favorevole all’estradizione ovvero, in caso di ricorso per cassazione contro tale sentenza, un anno e sei mesi senza che sia stato esaurito il procedimento davanti all’autorità giudiziaria. A richiesta del procuratore generale, detti termini possono essere prorogati, anche più volte, per un periodo complessivamente non superiore a tre mesi, quando è necessario procedere ad accertamenti di particolare complessità.

5. La competenza a provvedere a norma dei commi precedenti appartiene alla corte di appello o, nel corso del procedimento davanti alla corte di cassazione, alla corte medesima.


Giurisprudenza annotata

Misure coercitive e sequestro

In tema di estradizione verso l'estero, la rimessione in libertà dell'estradando per scadenza dei termini di custodia cautelare conseguente alla sospensione, disposta dal giudice amministrativo, del provvedimento ministeriale di consegna, non impedisce che il Ministro della giustizia, ai sensi dell'art. 714 cod. proc. pen., investa l'organo giurisdizionale di una verifica finalizzata all'accertamento del concreto pericolo di fuga dell'estradando nell'arco temporale ricompreso fra la decisione provvisoria e la pronuncia definitiva del giudice amministrativo, da effettuarsi nel pieno rispetto del contraddittorio fra le parti, e da concludere, se del caso, con l'eventuale adozione di misure cautelari di tipo non custodiale che garantiscano l'effettività della possibile consegna allo Stato richiedente. (Rigetta, Ass.App. Firenze, 21/11/2014)

Cassazione penale sez. VI  30 dicembre 2014 n. 4338  

 

In tema di estradizione per l'estero, la corte di appello, qualora pervenga ad una decisione favorevole all'accoglimento della relativa domanda, deve disporre la custodia in carcere dell'estradando sul solo presupposto della richiesta in tal senso formulata dal Ministro della giustizia, non assumendo più alcun rilievo le esigenze cautelari cui la misura è subordinata, a norma dell'art. 714, comma 2, c.p.p., quando la richiesta è valutata prima della sentenza favorevole all'estradizione. Rigetta, App. Napoli, 06/06/2013

Cassazione penale sez. VI  20 dicembre 2013 n. 2657  

 

In tema di estradizione per l'estero, alle misure cautelari disposte ai sensi dell'art. 714 cod. proc. pen. non è applicabile la norma di cui all'art. 275, comma secondo-bis, cod. proc. pen., che esclude l'applicazione della misura cautelare ove sia presumibile che con la sentenza di condanna sia concessa la sospensione condizionale della pena, atteso che il rinvio del su citato art. 714 alle disposizioni del titolo I del libro IV del codice di rito è operato solo in quanto le stesse risultino applicabili, dovendosi a tale fine tenere conto, in particolare, dell'esigenza di garantire che la persona della quale è domandata l'estradizione non si sottragga all'eventuale consegna. Dichiara inammissibile, App. Ancona, 19 settembre 2011

Cassazione penale sez. VI  19 dicembre 2011 n. 3889  

 

In tema di estradizione per l'estero di persona minorenne, richiesta in base alla Convenzione europea di estradizione del 13 dicembre 1957, spetta al presidente della corte d'appello la competenza funzionale alla convalida dell'arresto di polizia giudiziaria e all'adozione di misure coercitive a norma dell'art. 716, comma 3, c.p.p., avendo invece la sezione per i minorenni della medesima corte la competenza a decidere sulla relativa richiesta di consegna e sull'eventuale applicazione di misure cautelari a norma dell'art. 714 c.p.p. (Fattispecie relativa ad una domanda di estradizione avanzata dalla Repubblica albanese).

Cassazione penale sez. VI  18 febbraio 2011 n. 6996  

 

Sussiste il diritto alla riparazione per ingiusta detenzione anche in relazione alla custodia cautelare sofferta a fini estradizionali, atteso che la disciplina di cui agli art. 314 e 315 c.p.p. deve ritenersi richiamata dall'art. 714, comma 2, dello stesso codice. (Fattispecie relativa alla caducazione di un mandato d'arresto europeo dopo la decisione di procedere in Italia per i fatti oggetto del medesimo, procedimento poi conclusosi con provvedimento d'archiviazione). Annulla con rinvio, App. Trento Sez. dist. Bolzano, 16 Maggio 2007

Cassazione penale sez. IV  12 dicembre 2008 n. 2678  

 

È legittima l’applicazione di una nuova misura cautelare nei confronti dell’estradando per la sua materiale consegna allo Stato istante, una volta che è stato emesso il decreto di estradizione. A nulla, infatti, rileva che una precedente misura sia stata dichiarata cessata per decorrenza dei termini di cui all’art. 714 c.p.p. Nella specie, si tratta di attivare uno strumento destinato esclusivamente a dare attuazione alle concrete modalità della consegna compromesse dal pericolo di fuga del consegnando, senza che possano essere evocate le esigenze cautelari rilevanti, invece, per la procedura estradizionale nella fase giurisdizionale.

Cassazione penale sez. VI  27 novembre 2008 n. 1881  

 

In tema di estradizione per l'estero, una volta emesso dal Ministro della giustizia il decreto di estradizione, è consentita l'applicazione di una misura coercitiva nei confronti dell'estradando ai fini della sua materiale consegna allo Stato istante, a nulla rilevando che una precedente misura sia stata dichiarata cessata per decorrenza dei termini di cui all'art. 714 c.p.p. (Nell'affermare tale principio, la Corte ha chiarito che l'adozione della misura in questa fase è volta esclusivamente a dare attuazione alle concrete modalità della consegna, senza che possano rilevare le esigenze cautelari). Dichiara inammissibile, App. Napoli, 10 luglio 2008

Cassazione penale sez. VI  27 novembre 2008 n. 1881  

 

In tema di estradizione per l'estero, la corte di appello, qualora pervenga ad una decisione favorevole all'accoglimento della relativa domanda, deve disporre la custodia in carcere dell'estradando sul solo presupposto della richiesta in tal senso formulata dal Ministro della giustizia. Tuttavia, quando la richiesta è stata formulata, senza esito, dal Ministro della giustizia prima della decisione sull'estradabilità, la corte di appello non può applicare la misura coercitiva ex art. 704, comma terzo cod. proc. pen., ma è tenuta a verificare le esigenze cautelari, a norma dell'art. 714, comma secondo, cod. proc. pen.. (In applicazione di questo principio, la Corte ha annulllato senza rinvio l'ordinanza con la quale la corte di appello aveva applicato alla persona richiesta in consegna, dopo averne dichiarata la estradabilità, la misura cautelare degli arresti domiciliari, senza valutare il pericolo di fuga). Annulla senza rinvio, App. Torino, 31 ottobre 2007

Cassazione penale sez. VI  24 gennaio 2008 n. 16190  



 
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