codice-proc-penale
Codice proc. penale agg.  al  11 Mag 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 717 cod. proc. penale: Audizione della persona sottoposta a una misura coercitiva

1. Quando è stata applicata una misura coercitiva a norma degli articoli 714, 715 e 716, il presidente della corte di appello, al più presto e comunque entro cinque giorni dalla esecuzione della misura ovvero dalla convalida prevista dall’articolo 716, provvede, all’identificazione della persona e ne raccoglie l’eventuale consenso all’estradizione facendone menzione nel verbale.

2. Al fine di provvedere agli adempimenti previsti dal comma 1, il presidente della corte di appello invita l’interessato a nominare un difensore di fiducia designando, in difetto di tale nomina, un difensore di ufficio a norma dell’articolo 97 comma 3. Il difensore deve essere avvisato, almeno ventiquattro ore prima, della data fissata per i predetti adempimenti e ha diritto di assistervi.


Giurisprudenza annotata

Audizione della persona sottoposta a una misura coercitiva

In tema di estradizione per l'estero, ai fini della convalida dell'arresto provvisorio operato dalla polizia giudiziaria ai sensi dell'art. 716 cod. proc. pen., non è richiesta la preventiva audizione dell'estradando, cui occorre procedere, invece, nella fase successiva, qualora nei suoi confronti sia stata applicata una misura coercitiva. Ne consegue che in questa fase non è prevista la presenza del difensore, così come del pubblico ministero, essendo il rispetto dei diritti della difesa comunque assicurato dalla disposizione di cui all'art. 717 cod. proc. pen. Dichiara inammissibile, App. Ancona, 19 settembre 2011

Cassazione penale sez. VI  19 dicembre 2011 n. 3889  

 

In tema di estradizione, l'inosservanza del termine di cinque giorni, previsto dall'art. 717, comma 1, c.p.p., entro cui deve avvenire l'audizione della persona sottoposta a una misura coercitiva, non determina alcuna conseguenza, non trattandosi di un termine perentorio e dovendosi comunque escludere un'applicazione delle disposizioni vigenti in materia di misure cautelari personali, per le quali è espressamente prevista l'inefficacia della misura nell'ipotesi di omesso o intempestivo interrogatorio di garanzia.

Cassazione penale sez. VI  02 ottobre 2006 n. 41732  

 

Il controllo che il presidente della corte d'appello deve effettuare, ai sensi dell'art. 716 c.p.p., ai fini della convalida dell'arresto provvisorio della polizia giudiziaria, è un controllo di tipo diverso da quello compiuto a norma dell'art. 391 c.p.p., sia con riferimento ai termini per la convalida, sia con riguardo alle garanzie giurisdizionali, sia, infine, in ordine all'adozione della misura coercitiva, esaurendosi il controllo del magistrato in una verifica meramente cartolare che non influisce minimamente sull'esito del procedimento di estradizione e sulla possibilità, che, nell'ambito di esso, possa essere adottata una misura cautelare che - una volta convalidato l'arresto - è sempre adottata per assicurare la consegna dell'estradando allo Stato richiedente. Ne consegue che in questa fase non è prevista la presenza del difensore, così come del p.m., essendo il rispetto dei diritti della difesa comunque assicurato dalla disposizione dell'art. 717 c.p.p.

Cassazione penale sez. VI  09 aprile 2003 n. 35086  

 

In tema di estradizione, nella ipotesi in cui si attivino contemporaneamente più procedure cautelari personali (a richiesta del ministro e per iniziativa della polizia giudiziaria), è sufficiente una sola audizione dell'estradando, purché essa avvenga "al più presto" (vale a dire entro cinque giorni dalla esecuzione della misura, ovvero della convalida prevista dall'art. 716 c.p.p.) e quindi nell'ambito della procedura originata dal provvedimento che per primo ha privato il soggetto della libertà.

Cassazione penale sez. V  24 ottobre 2000 n. 4110  

 

Quando, per mancanza di nomina di un difensore di fiducia, si è dato avviso dell'udienza di cui all'art. 717 c.p.p. al difensore di ufficio all'uopo designato, la successiva nomina da parte dell'estradando di un difensore di fiducia non comporta la necessità di effettuare a quest'ultimo un nuovo avviso poiché, essendo previsto dal comma 2 del citato art. 717 l'obbligo di dare tale avviso almeno ventiquattro ore prima dell'udienza, ne deriverebbe uno slittamento dell'audizione prevista dall'art. 717 che, invece, per espresso dettato normativo, deve tenersi non oltre cinque giorni dalla esecuzione della misura coercitiva.

Cassazione penale sez. VI  09 novembre 1990



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti