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Codice proc. penale agg.  al  29 Apr 2015
 
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Art. 72 cod. proc. penale: Revoca dell’ordinanza di sospensione

1. Allo scadere del sesto mese dalla pronuncia dell’ordinanza di sospensione del procedimento, o anche prima quando ne ravvisi l’esigenza, il giudice dispone ulteriori accertamenti peritali sullo stato di mente dell’imputato. Analogamente provvede a ogni successiva scadenza di sei mesi, qualora il procedimento non abbia ripreso il suo corso.

2. La sospensione è revocata con ordinanza non appena risulti che lo stato mentale dell’imputato ne consente la cosciente partecipazione al procedimento ovvero che nei confronti dell’imputato deve essere pronunciata sentenza di proscioglimento o di non luogo a procedere.


Giurisprudenza annotata

Revoca dell'ordinanza di sospensione

È inammissibile, non essendo individuabile una pronuncia costituzionalmente obbligata, la q.l.c., sollevata, in riferimento agli art. 3, 24 comma 2, e 111, comma 2, cost., dell'art. 159, comma 1, c.p. nella parte in cui prevede la sospensione del corso della prescrizione anche in presenza delle condizioni di cui agli art. 71 e 72 c.p.p., laddove sia accertata l'irreversibilità dell'incapacità dell'imputato di partecipare coscientemente al processo. (Nel dichiarare l'inammissibilità della questione - dovuta al rispetto della priorità di valutazione da parte del legislatore sulla congruità dei mezzi per raggiungere un fine costituzionalmente necessario - la Corte ha affermato che non sarebbe tollerabile l'eccessivo protrarsi dell'inerzia legislativa in ordine al grave problema individuato nella pronuncia).

Corte Costituzionale  14 febbraio 2013 n. 23

 

È inammissibile la q.l.c. dell'art. 159, comma 1, c.p., censurato, in riferimento agli art. 3, 24, comma 2, e 111, comma 2, cost., nella parte in cui prevede la sospensione del corso della prescrizione anche in presenza delle condizioni di cui agli art. 71 e 72 c.p.p., laddove sia accertata l'irreversibilità dell'incapacità dell'imputato di partecipare coscientemente al processo. L'anomalia insita nelle norme correlate concernenti la sospensione della prescrizione estintiva dei reati (art. 159, comma 1, c.p.) e la sospensione del processo per incapacità dell'imputato (art. 71 e 72 c.p.p.), segnalata dal rimettente, pur essendo reale, atteso che se sia accertata (con le modalità di cui all'art. 70 c.p.p.) la natura irreversibile dell'infermità mentale sopravvenuta al fatto, tale da precludere la cosciente partecipazione al giudizio dell'interessato, si verifica una situazione di pratica imprescrittibilità del reato, alla quale né il giudice né l'imputato possono porre rimedio, non può tuttavia essere risolta dalla Corte costituzionale, non essendo ravvisabile una conclusione costituzionalmente obbligata dell'anomalia, essendo le possibilità di intervento normativo molteplici in ordine alle modalità procedurali configurabili; con l'avvertenza che non sarebbe tollerabile l'eccessivo protrarsi dell'inerzia legislativa in ordine a tale grave problema.

Corte Costituzionale  14 febbraio 2013 n. 23

 

In tema di sospensione del procedimento per incapacità dell'imputato a parteciparvi, la disposizione di cui all'art. 72 c.p.p. - nel prevedere l'onere del giudice di procedere al controllo sullo stato di mente dell'imputato a scadenza periodica semestrale, o anche più breve, se necessario, mediante accertamenti peritali - ha introdotto un meccanismo preordinato ad evitare la stasi prolungata ed ingiustificata del procedimento, non distinguendo, tuttavia, tra i casi di incapacità temporanea e di accertata incapacità permanente e immodificabile. In quest'ultimo caso, in virtù di un'interpretazione dell'art. 72 c.p.p. conforme al canone di ragionevolezza, il giudice, fermo il controllo sulla situazione dell'imputato a scadenza semestrale, può valutare la necessità di disporre la perizia quando ne ravvisi l'esigenza ovvero di rinviarla ad un momento successivo.

Cassazione penale sez. IV  14 dicembre 2012 n. 4973  

 

È manifestamente inammissibile la q.l.c. dell'art. 72 c.p.p., censurato, in riferimento agli art. 3 e 111, comma 2, cost. nella parte in cui impone di rinnovare gli accertamenti peritali anche di fronte a situazioni di incapacità irreversibile. Il giudice a quo ha già proceduto alla verifica periodica (la seconda) sullo stato di mente dell'imputato tramite accertamento peritale e si trova, sulla base dei suoi esiti, a dover stabilire se l'ordinanza di sospensione del processo debba essere o meno revocata, sicché ha già fatto applicazione della norma censurata, con conseguente difetto di rilevanza della questione, fermo restando che una eventuale declaratoria di illegittimità costituzionale del solo art. 72 c.p.p. non solo non eliminerebbe, ma rischierebbe addirittura di aggravare l'ipotizzato vulnus del principio di ragionevole durata del processo, in quanto unico effetto sarebbe quello di escludere l'obbligo degli ulteriori controlli periodici sullo stato di mente dell'imputato dopo la disposta sospensione del procedimento, col risultato di lasciare il procedimento stesso in una condizione di stasi a tempo indefinito e senza la previsione di alcuno strumento per riattivarne eventualmente il corso.

Corte Costituzionale  04 novembre 2011 n. 289  

 

Non è suscettibile di autonoma impugnazione, dovendo trovare applicazione il disposto di cui all'art. 586, comma 1, c.p.p., l'ordinanza con la quale il giudice del dibattimento revochi, ai sensi dell'art. 72 c.p.p., la sospensione del procedimento disposta per la ritenuta incapacità dell'imputato di parteciparvi coscientemente.

Cassazione penale sez. I  08 luglio 2010 n. 29936

 

È manifestamente inammissibile la q.l.c. degli art. 206, 208 e 222 c.p., sollevata in riferimento agli art. 3, 13 e 32 cost., stante la concorrenza di più motivi di inammissibilità. In primo luogo, per mancanza o non riconoscibilità di un "petitum" specifico, avendo il rimettente omesso di indicare chiaramente quali interventi vengano chiesti alla Corte con riguardo ai rilievi formulati. In secondo luogo, il rimettente ha valutato la rilevanza della questione sulla base di un erroneo presupposto interpretativo, costituito dalla considerazione che il protrarsi della misura di sicurezza detentiva disposta in via provvisoria configuri una restrizione priva di titolo, essendo invece attribuito al giudice che procede un controllo sulla legittimità del perdurare dell'applicazione provvisoria (ai sensi del combinato disposto degli art. 313 comma 2 e 72 c.p.p.). Inoltre, con specifico riferimento all'art. 32 cost., il giudice rimettente ha omesso di motivare sulla possibilità di interpretare le disposizioni censurate in modo costituzionalmente orientato, essendo ormai indirizzo consolidato quello che esclude ogni automatismo nell'applicazione delle misure a carattere detentivo. Il rimettente ha anche omesso di considerare che compete al giudice il potere di revoca della misura di sicurezza prima della scadenza della durata minima, ove sia accertata la cessazione dello stato di pericolosità, e che la mancata previsione di un termine massimo di durata della misura di sicurezza detentiva applicata in via provvisoria, diversamente dalla custodia cautelare, si giustifica in relazione alla diversità di natura e finalità dei due istituti. Il rimettente, infine, suggerendo modifiche alla disciplina dell'applicazione provvisoria della misura di sicurezza del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario, prospetta soluzioni non costituzionalmente obbligate, afferenti alla discrezionalità del legislatore.

Corte Costituzionale  06 novembre 2009 n. 287  

 

Quando lo stato mentale dell’imputato è tale da impedirne la cosciente partecipazione al procedimento il giudice deve, ai sensi dell’art. 71 c.p.p., disporre con ordinanza che questo sia sospeso e nominare un curatore speciale, provvedendo ai successivi adempimenti di cui all’art. 72 c.p.p.; diversamente se viene emesso il decreto di rinvio a giudizio si produce una nullità a regime intermedio per violazione degli art. 178 lett. c) e 180 c.p.p.

Tribunale Lecce  08 aprile 2009

 

Anche in assenza di un esplicito motivo di appello sulla pericolosità sociale del seminfermo di mente e sulla misura di sicurezza applicata, la corte di appello, investita del giudizio sul merito, deve riesaminare d'ufficio la questione, in applicazione analogica dell'art 299 comma 3 c.p.p., quando all'imputato la misura di sicurezza sia applicata in via provvisoria, indipendentemente dal decorso del termine di cui all'art. 72 c.p.p.

Corte appello Caltanissetta  21 luglio 2005



 
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