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Codice proc. penale agg.  al  11 Mag 2015
 
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Art. 720 cod. proc. penale: Domanda di estradizione

1. Il ministro di grazia e giustizia è competente a domandare a uno Stato estero l’estradizione di un imputato o di un condannato nei cui confronti debba essere eseguito un provvedimento restrittivo della libertà personale. A tal fine il procuratore generale presso la corte di appello nel cui distretto si procede o è stata pronunciata la sentenza di condanna ne fa richiesta al ministro di grazia e giustizia, trasmettendogli gli atti e i documenti necessari.

2. L’estradizione può essere domandata di propria iniziativa dal ministro di grazia e giustizia.

3. Il ministro di grazia e giustizia può decidere di non presentare la domanda di estradizione o di differirne la presentazione dandone comunicazione all’autorità giudiziaria richiedente.

4. Il ministro di grazia e giustizia è competente a decidere in ordine all’accettazione delle condizioni eventualmente poste dallo Stato estero per concedere l’estradizione, purché non contrastanti con i principi fondamentali dell’ordinamento giuridico italiano. L’autorità giudiziaria è vincolata al rispetto delle condizioni accettate.

5. Il ministro di grazia e giustizia può disporre, al fine di estradizione, le ricerche all’estero dell’imputato o del condannato e domandarne l’arresto provvisorio.


Giurisprudenza annotata

Domanda di estradizione

Il termine per presentare richiesta di restituzione nel termine per proporre impugnazione avverso la sentenza contumaciale decorre in ogni caso, per la persona che al momento della notificazione della stessa si trovi in stato di custodia all'estero, dal trentesimo giorno a partire dalla data della consegna allo Stato, indipendentemente dal già avvenuto decorso di trenta giorni dal momento di avvenuta conoscenza della sentenza. (Annulla con rinvio, App. Brescia, 14/10/2013 )

Cassazione penale sez. IV  27 novembre 2014 n. 4904  

 

In tema di estradizione attiva, qualora sia concessa dallo Stato straniero l'estradizione sul presupposto che in Italia sia offerta all'estradando, condannato con sentenza definitiva all'esito di giudizio svoltosi in contumacia, la possibilità di un nuovo processo per garantire il diritto di difesa, mediante l'istituto della restituzione nel termine, la relativa richiesta di cui all'art. 175 c.p.p. deve trovare accoglimento se dagli atti non sussistono elementi per ritenere che l'interessato abbia avuto effettiva conoscenza del provvedimento penale e abbia volontariamente rinunciato a comparire o a proporre impugnazione. Restituisce nel termine, App. Milano, 04/12/2007

Cassazione penale sez. VI  06 novembre 2009 n. 748  

 

La concessione dell'estradizione, sul presupposto dell'irrogabilità di una pena detentiva temporanea, per reati astrattamente punibili con l'ergastolo da uno Stato (nella specie: la Spagna) che non ammette la detenzione perpetua, comporta che la pena detentiva eseguibile non può superare la durata indicata nella richiesta di estradizione. (Fattispecie nella quale il Ministero della Giustizia aveva trasmesso alle autorità spagnole una richiesta di estradizione che indicava, come pena massima irrogabile per due delitti di omicidio, anni 21 di reclusione, e successivamente l'estradato era stato condannato all'ergastolo; la Corte ha precisato che, pur se l'effettiva carcerazione non poteva superare gli anni 21, nondimeno la pena inflitta andava considerata ad ogni altro effetto come ergastolo, con la duplice conseguenza dell'inapplicabilità dell'indulto, e della concedibilità dei benefici premiali tenendo conto del minimo di pena detentiva da espiare previsto per i condannati alla pena dell'ergastolo). Annulla in parte senza rinvio, Ass.App. Salerno, 30 Giugno 2008

Cassazione penale sez. I  10 marzo 2009 n. 24066  

 

In tema di estradizione dall'estero, il termine per la presentazione della richiesta di restituzione nel termine per la comparizione nel processo di appello decorre, a norma dell'art. 175, comma 2 bis, c.p.p., "dalla consegna del condannato" e, pertanto, ove questa non sia ancora avvenuta, l'interessato può utilmente formulare nuova istanza di restituzione nel termine per impugnare la sentenza d'appello contumaciale.

Cassazione penale sez. I  26 settembre 2006 n. 34932  

 

I principi del giudicato e della tassatività dei mezzi di impugnazione, operanti nel nostro ordinamento, impediscono la ripetizione dei processi già definiti con sentenze di condanna passate in giudicato; pertanto, il Ministro della giustizia - ove lo Stato estero richiesto intendesse porre delle condizioni per concedere l'estradizione - non potrebbe mai accettarne una che vincolasse l'autorità giudiziaria alla ripetizione di un processo già concluso, con sentenza irrevocabile.

Cassazione penale sez. I  21 ottobre 2003 n. 49384

 

In tema di estradizione attiva, la competenza a decidere in ordine all'accettazione delle condizioni per la consegna, eventualmente poste dallo Stato estero, appartiene esclusivamente al Ministro della giustizia, al sensi dell'art. 720 comma 4 c.p.p. Ne consegue che l'autorità giudiziaria non può essere vincolata all'osservanza di condizioni ulteriori rispetto a quelle accettate dal Ministro della giustizia. (Fattispecie in cui la Corte ha rigettato il ricorso proposto da un imputato latitante estradato dalla Spagna in Italia in vista dell'esecuzione di quattro sentenze di condanna definitive - oggetto di provvedimento di unificazione di pene concorrenti - avverso l'ordinanza con cui il giudice dell'esecuzione aveva rigettato l'istanza di scarcerazione per mancato perfezionamento della procedura di estradizione ex art. 720 comma 4 c.p.p., ritenendo che la condizione accettata dallo Stato italiano di assicurare, "mediante un nuovo processo, i mezzi di impugnazione sufficienti a salvaguardare i diritti di difesa" ben potesse essere soddisfatta dall'istituto della revisione e non implicasse il nuovo svolgimento dei processi celebrati nella contumacia dell'imputato).

Cassazione penale sez. I  21 ottobre 2003 n. 49384  

 

Non è manifestamente infondata la q.l.c. degli art. 727 comma 5 bis e 720 c.p.p., così come modificati dagli art. 12 e 13 l. n. 367 del 2001, e dell'art. 18 della medesima legge. Infatti, la nuova normativa sulle rogatorie internazionali è in contrasto con le consuetudini internazionali, e quindi viola l'art. 10 cost., ed i principi di parità delle parti e di ragionevole durata del processo, tutelati dall'art. 111 cost.

Tribunale Roma  07 novembre 2001

 

Come anche emerge dall'art. 720 c.p.p., il provvedimento di estradizione è autonomo e necessariamente successivo rispetto alla ordinanza custodiale che, anzi, ne costituisce il presupposto. Conseguentemente, i documenti comprovanti l'estradizione - essendo questa destinata ad incidere non sulla validità ma sull'esecuzione dell'ordinanza cautelare - non sono ricompresi nel novero degli "elementi su cui la richiesta si fonda" da trasmettere a norma dell'art. 309 comma 5 c.p.p., e possono, pertanto, essere prodotti in qualsiasi momento dal p.m. fino alla decisione del tribunale del riesame.

Cassazione penale sez. I  08 febbraio 2000 n. 914  



 
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