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Codice proc. penale agg.  al  11 Mag 2015
 
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Art. 721 cod. proc. penale: Principio di specialità

1. La persona estradata non può essere sottoposta a restrizione della libertà personale in esecuzione di una pena o misura di sicurezza né assoggettata ad altra misura restrittiva della libertà personale per un fatto anteriore alla consegna diverso da quello per il quale l’estradizione è stata concessa, salvo che vi sia l’espresso consenso dello Stato estero o che l’estradato, avendone avuta la possibilità, non abbia lasciato il territorio dello Stato trascorsi quarantacinque giorni dalla sua definitiva liberazione ovvero che, dopo averlo lasciato, vi abbia fatto volontariamente ritorno.


Giurisprudenza annotata

Principio di specialità

Il principio di specialità, stabilito in tema di estradizione dall'art. 721 c.p.p., vieta l'inclusione nel cumulo delle pene, relative a diverse condanne, di quella inflitta con una sentenza diversa da quella per la quale l'estradizione è stata richiesta e ottenuta, quando tale pena non sia concretamente eseguibile come nel caso in cui per la condanna penda ancora la procedura di estradizione suppletiva.

Cassazione penale sez. I  09 gennaio 2015 n. 13042

 

La regola della specialità opera anche per la fase esecutiva ed impedisce che il consegnato o l'estradato, in mancanza o in attesa di un provvedimento suppletivo, sia sottoposto a limitazione della libertà personale.

Cassazione penale sez. I  28 novembre 2014 n. 8580  

 

In tema di mandato di arresto europeo, il principio di specialità opera anche in fase esecutiva ed impedisce che l'estradato, che non abbia espresso formale e inequivoco consenso all'estensione dell'estradizione, in mancanza o in attesa dell'estradizione suppletiva, sia sottoposto a limitazioni della libertà personale, per effetto, ad esempio, del cumulo di una sentenza resa per fatti diversi da quelli per cui è stata concessa l'estradizione.

Cassazione penale sez. I  08 luglio 2014 n. 38637  

 

Non viola il principio di specialità previsto dall'art. 14 della convenzione europea di estradizione e dall'art. 721 c.p.p., l'applicazione del regime differenziato di cui all'art. 41 bis ord. pen., con riferimento al fatto per il quale è stata effettuata la consegna, poiché questa disciplina riguarda esclusivamente le modalità di esecuzione della pena da scontare per il reato in relazione al quale l'estradizione è stata chiesta e concessa e, pertanto, costituisce solamente un particolare regime carcerario, le cui caratteristiche non sono state ritenute inumane dalla Corte costituzionale e, per larga parte, rientrano nella discrezionalità delle amministrazioni penitenziarie di ogni paese. (Principio affermato con riguardo al trattamento applicato a detenuto consegnato alle autorità italiane in esecuzione di mandato di arresto europeo). (Rigetta, Trib.sorv. Roma, 20/09/2013 )

Cassazione penale sez. I  29 aprile 2014 n. 52054  

 

Non costituisce violazione del principio di specialità dell'estradizione l'assoggettamento dell'estradato ad esecuzione di parte della pena relativa a condanna per fatto incluso tra quelli per cui l'estradizione è stata concessa, in conseguenza di revoca di beneficio condizionalmente applicato, ma revocato dopo la consegna per fatto risolutivo successivo, poichè l'esecuzione di parte della pena a cui si riferisce la revoca del beneficio deve ritenersi compresa nella pena complessiva inflitta per il fatto incluso nel provvedimento di estradizione, a nulla rilevando che la sua concreta espiazione, inizialmente solo potenziale, sia legata alle vicende relative al beneficio applicato e al successivo intervento di una causa risolutiva del beneficio medesimo, secondo la legge nazionale dello Stato consegnatario. (In applicazione del principio, la Corte ha ritenuto corretta la decisione impugnata che aveva computato nel cumulo delle pene da eseguire anche due anni di reclusione per i quali il condono, concesso in epoca antecedente all'estradizione in Italia, era stato revocato in data successiva alla consegna del condannato alle Autorità nazionali).(Rigetta, App. Milano, 06/06/2013 )

Cassazione penale sez. I  18 marzo 2014 n. 40627  

 

Il principio di specialità previsto dall'art. 721 c.p.p. nonché, per quanto attiene all'ambito europeo, dall'art. 14 della convenzione europea di estradizione del 13 dicembre 1957, resa esecutiva in Italia con la l. n. 300 del 1963, e dall'art. 32 l. n. 69 del 2005, in materia di mandato di arresto europeo, impedisce che nei confronti di soggetto estradato o consegnato possa essere disposta la revoca della sospensione della pena a suo tempo inflitta per reato commesso in epoca precedente alla data della consegna e diverso da quello per il quale quest'ultima è avvenuta, nulla rilevando in contrario che alla revoca venga attribuito carattere meramente dichiarativo, senza che ad essa faccia seguito la effettiva messa in esecuzione della pena cui essa si riferisce.

Cassazione penale sez. I  31 gennaio 2013 n. 38716  

 

La clausola di specialità di cui all'art. 721 c.p.p., a tenore del quale la persona estradata non può essere sottoposta a restrizione della libertà personale in esecuzione di una pena o misura di sicurezza né assoggettata ad altra misura restrittiva della libertà personale per un fatto anteriore alla consegna diverso da quello per il quale l'estradizione è stata concessa, si configura come introduttiva di una condizione di procedibilità.

Cassazione penale sez. II  15 dicembre 2010 n. 11726  

 

In tema di estradizione dall'estero, mentre il principio di specialità di cui all'art. 721 cod. proc. pen. esclude l'adozione di misure restrittive della libertà e non anche la sottoposizione a processo dell'estradato per fatti da questi commessi prima della consegna e diversi da quello che ha dato luogo all'estradizione, il principio di specialità previsto dall'art. 14 della convenzione europea di estradizione esclude anche l'esercizio della giurisdizione, ovvero l'esercizio dell'azione penale e del giudizio. Annulla in parte senza rinvio, App. Milano, 9 Maggio 2007

Cassazione penale sez. III  24 settembre 2008 n. 39353  

 

In tema di rapporti di estradizione tra Italia e Stati Uniti d'America regolati dal Trattato bilaterale del 13 ottobre 1983, ratificato con legge 26 maggio 1984, n. 225, la rinuncia alla garanzia del principio di specialità espressa nel giudizio di cognizione dalla persona estradata, sia nel territorio dello Stato di rifugio sia davanti all'Autorità giudiziaria dello Stato richiedente, rende definitivamente inoperante il principio stesso. (La Corte ha altresì precisato che la rinuncia all'estradizione suppletiva è irrevocabile, salvo che intervengano fatti nuovi che modifichino la situazione esistente al momento in cui essa venne manifestata). Rigetta, Trib. Milano, 24 Febbraio 2006

Cassazione penale sez. un.  29 novembre 2007 n. 11971  

 

In materia di estradizione attiva, il principio di specialità previsto dall'art. 14, paragrafo 1, della Convenzione europea di estradizione e dall'art. 721 c.p.p. non è riferibile alle misure di prevenzione personali e al relativo procedimento di applicazione. A sostegno di una simile conclusione deve considerarsi, per un verso, il dato testuale della normativa convenzionale e di quella interna, che evidenzia l'estraneità delle misure di prevenzione (a differenza di quanto previsto per le misure di sicurezza) alla disciplina dell'estradizione; per altro verso, la differenza strutturale tra la fattispecie astratta delle misure di prevenzione e il "fatto" al quale si ricollega il procedimento estradizìonale.

Cassazione penale sez. un.  25 ottobre 2007 n. 10281  

 

In materia di estradizione attiva, il principio di specialità previsto dall'art. 14, par. 1, della Convenzione europea di estradizione non è riferibile alle misure di prevenzione personali e al relativo procedimento di applicazione, sicchè la persona estradata in Italia può essere assoggettata a misure di prevenzione personali e al relativo procedimento, senza la necessità di una preventiva richiesta di estradizione suppletiva allo Stato che ne ha disposto la consegna. (La S.C. ha altresì ritenuto la non riferibilità alle misure di prevenzione personali e al relativo procedimento di applicazione del principio di specialità previsto dall'art. 721 cod. proc. pen.). Rigetta, App. Bari, 4 Maggio 2006

Cassazione penale sez. un.  25 ottobre 2007 n. 10281

 

Ai fini dell'osservanza del principio di specialità in materia di estradizione passiva, quale previsto dall'art. 721 c.p.p. e dall'art. 14 della convenzione europea di estradizione, resa esecutiva in Italia con l. 30 gennaio 1963 n. 300, deve escludersi che, concessa estradizione per un reato di associazione per delinquere, essa possa consentire di procedere a carico dell'estradato anche in ordine ai reati-fine commessi in attuazione del programma criminoso (principio affermato, nella specie, con riguardo ad associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati fiscali e di bancarotta).

Cassazione penale sez. V  23 gennaio 2007 n. 6825  

 

In tema di estradizione, e con riguardo alla deroga al principio di specialità prevista dall'art. 721 c.p.p. per il caso in cui l'estradato, dopo la sua definitiva liberazione, avendone avuto la possibilità, non abbia lasciato entro 45 giorni il territorio dello Stato, è da escludere la sussistenza di tale condizione qualora il soggetto sia stato scarcerato per ritenuta cessazione delle esigenze cautelari, giacché in tale ipotesi non può dirsi che la liberazione abbia avuto carattere "definitivo" e che la permanenza nel territorio dello Stato sia stata frutto di una libera scelta, attesa la facile prevedibilità di un ripristino della misura cautelare ove la scelta fosse stata diversa.

Cassazione penale sez. V  23 gennaio 2007 n. 6825  



 
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