codice-proc-penale
Codice proc. penale agg.  al  11 Mag 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 722 cod. proc. penale: Custodia cautelare all’estero

1. La custodia cautelare all’estero in conseguenza di una domanda di estradizione presentata dallo Stato è computata ai soli effetti della durata complessiva stabilita dall’articolo 303 comma 4, fermo quanto previsto dall’articolo 304 comma 4.

————–

La Corte costituzionale con sentenza 8 – 21 luglio 2004, n. 253 (in G.U. 1a s.s. 28/07/2004, n. 29), ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 722 del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede che la custodia cautelare all’estero in conseguenza di una domanda di estradizione presentata dallo Stato sia computata anche agli effetti della durata dei termini di fase previsti dall’art. 303, commi 1, 2 e 3, dello stesso codice.


Giurisprudenza annotata

Custodia cautelare all'estero

La custodia cautelare all'estero, sofferta in conseguenza di una domanda di estradizione, opera quale causa di sospensione dei termini di durata massima della custodia cautelare poiché essa è da considerarsi quale legittimo impedimento a comparire dell'imputato.

Tribunale Milano sez. XI  14 aprile 2010

 

A seguito della declaratoria di illegittimità costituzionale dell'art. 722 c.p.p., il periodo di custodia cautelare patito all'estero in conseguenza di una domanda di estradizione deve essere computato anche agli effetti della durata dei termini di fase previsti dall'art. 303, commi 1, 2 e 3 c.p.p.

Tribunale Milano sez. XI  14 aprile 2010

 

In tema di estradizione, la regola stabilita dall'art. 722 c.p.p. secondo cui, ai fini del computo dei termini di durata massima della custodia cautelare, si deve tener conto anche della custodia cautelare subita all'estero in conseguenza della richiesta di estradizione non costituisce attuazione di uno tra i diritti fondamentali della persona umana (per tali dovendosi intendere quelli riconosciuti dal diritto internazionale consuetudinario o pattizio) e pertanto non è estensibile, in difetto di espressa previsione, al caso dell'estradizione passiva. (Nella specie, in applicazione di tale principio, la Corte ha ritenuto legittima la decisione del giudice di merito il quale aveva respinto la richiesta di scarcerazione avanzata da un soggetto la cui detenzione in Italia, a fini estradizionali, aveva superato il limite temporale di validità che per provvedimento cautelare emesso dallo Stato richiedente era stabilito dall'ordinamento di tale Stato).

Cassazione penale sez. VI  17 aprile 2009 n. 20955  

 

In applicazione del principio di autonomia dei termini di custodia cautelare fissati per le singole fasi del procedimento, la sentenza n. 253 del 2004 della Corte costituzionale, che ha esteso ai termini di fase la disciplina dettata dall'art. 722 c.p.p. in tema di custodia cautelare all'estero, non produce i suoi effetti "ora per allora" sui rapporti processuali cautelari per i quali la fase delle indagini preliminari si sia esaurita con il rinvio a giudizio prima della pubblicazione della sentenza della Corte costituzionale. (Nel caso di specie, la S.C. ha osservato che la fase delle indagini preliminari era stata già superata con la richiesta di rinvio a giudizio del 21 luglio 2004, mentre la su citata sentenza della Corte costituzionale aveva efficacia dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione, coincidente con il deposito avvenuto il 21 luglio 2004, ed i suoi effetti, pertanto, non potevano retroagire ad epoca anteriore al 22 luglio 2004).

Cassazione penale sez. VI  05 febbraio 2008 n. 11059  

 

Ai sensi dell'art. 722 cod. proc. pen., la custodia cautelare all'estero va computata ai fini del calcolo dei termini della sua durata massima, quando essa sia stata sofferta in conseguenza della domanda di estradizione, senza attribuire alcun rilievo invece al tempo occorrente per la consegna, qualunque sia la ragione del differimento della consegna stessa, purché sia attribuibile alla volontà dello Stato estero. (Principio affermato, nella specie, con riguardo a consegna differita dallo Stato richiesto per consentire che l'estradando fosse sottoposto a procedimento penale per fatti diversi da quelli oggetto dell'estradizione). Rigetta, Trib. Trieste, 19 ottobre 2006)

Cassazione penale sez. VI  05 febbraio 2007 n. 16788  

 

In tema di estradizione, la detenzione cautelare subita all'estero, come conseguenza di una domanda di estradizione, non è computabile, agli effetti dei termini di durata della custodia cautelare, fin tanto che la persona richiesta non sia stata posta a disposizione della giurisdizione italiana (nel caso di specie, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dall'imputato, detenuto in Brasile in attesa della sua estradizione richiesta dal Governo italiano, nel quale lamentava l'omessa applicazione della disciplina prevista dall'art. 722 c.p.p. in relazione alla decorrenza dei termini di custodia cautelare per la fase di appello).

Cassazione penale sez. VI  19 dicembre 2006 n. 7705  

 

In applicazione del principio di autonomia e di segmentazione dei termini di custodia cautelare fissati per le singole fasi del procedimento, la sentenza n. 253 del 2004 della Corte costituzionale, che ha esteso ai termini di fase la disciplina dettata dall'art. 722 c.p.p. in tema di custodia cautelare all'estero, non produce i suoi effetti “ora per allora” sui rapporti processuali cautelari in corso, per i quali la fase delle indagini preliminari si sia conclusa prima della pubblicazione della medesima sentenza.

Cassazione penale sez. I  05 luglio 2005 n. 26036  

 

La sentenza n. 253 del 2004 della Corte costituzionale, che ha esteso ai termini di fase la disciplina dettata dall'art. 722 c.p.p. in tema di custodia cautelare all'estero, produce i suoi effetti sul rapporto processuale cautelare in corso, anche quando la fase delle indagini preliminari si sia conclusa prima della sua pubblicazione, con la conseguenza che la scarcerazione per decorrenza termini deve essere disposta "ora per allora".

Cassazione penale sez. II  03 maggio 2005 n. 23395  

 

La sentenza n. 253 del 2004 della Corte costituzionale, che ha esteso ai termini di fase la disciplina dettata dall'art. 722 c.p.p. in tema di custodia cautelare all'estero, si applica immediatamente a tutti i rapporti non esauriti, intendendosi con tale espressione ogni evento cui l'ordinamento collega la fine di una fase processuale, con la conseguenza che non è applicabile "ora per allora" ai rapporti processuali per i quali si sia esaurita la fase delle indagini preliminari con il rinvio a giudizio prima della pubblicazione della sentenza della Corte costituzionale.

Cassazione penale sez. VI  02 maggio 2005 n. 21019  

 

È costituzionalmente illegittimo l'art. 722 c.p.p. nella parte in cui non prevede che la custodia cautelare all'estero in conseguenza di una domanda di estradizione presentata dallo Stato sia computata anche agli effetti della durata dei termini di fase previsti dall'art. 303, comma 1, 2 e 3 dello stesso codice.

Corte Costituzionale  21 luglio 2004 n. 253  



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti