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Codice proc. penale agg.  al  11 Mag 2015
 
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Art. 725 cod. proc. penale: Esecuzione delle rogatorie

1. Nell’ordinare l’esecuzione della rogatoria la corte delega uno dei suoi componenti ovvero il giudice per le indagini preliminari del luogo in cui gli atti devono compiersi.

2. Per il compimento degli atti richiesti si applicano le norme di questo codice, salva l’osservanza delle forme espressamente richieste dall’autorità giudiziaria straniera che non siano contrarie ai principi dell’ordinamento giuridico dello Stato.


Giurisprudenza annotata

Esecuzione delle rogatorie

È inammissibile l'incidente d'esecuzione avverso gli atti compiuti dal giudice italiano in esecuzione di rogatoria internazionale dall'estero, quando l'istanza, invece di proporre questioni attinenti alle modalità attuative della rogatoria, ovvero all'esistenza, alla validità e all'efficacia del titolo esecutivo, solleva contestazioni relative al merito di quest'ultimo e alle questioni da esso già valutate, anche solo in via implicita. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta l'ordinanza del g.i.p. che aveva dichiarato inammissibile l'incidente di esecuzione con il quale si richiedeva la revoca dell'ordinanza di "exequatur" per violazione del divieto di "bis in idem" e del principio di doppia incriminazione, senza muovere contestazioni in ordine alle modalità di attuazione degli atti rogati, consistenti nell'espletamento di interrogatorio e nella acquisizione di informazioni del traffico telefonico). (Dichiara inammissibile, Gip Trib. Bologna, 25/03/2014 )

Cassazione penale sez. I  14 novembre 2014 n. 51839  

 

Dà luogo ad un caso analogo di conflitto negativo di competenza il contrasto che si radica tra il giudice per le indagini preliminari che, delegato al compimento di atti in esecuzione di una rogatoria internazionale, si rifiuti di adempiere contestando i presupposti di ammissibilità della rogatoria e la corte di appello che non condivida le ragioni del rifiuto.

Cassazione penale sez. I  17 febbraio 2012 n. 10540

 

Avverso il provvedimento di sequestro compiuto in esecuzione della rogatoria internazionale a norma dell'art. 724 c.p.p., è esperibile solamente, ex art. 666 c.p.p., l'incidente di esecuzione e non il riesame.

Tribunale Brescia sez. riesame  22 settembre 2010

 

È ammissibile l'incidente di esecuzione contro gli atti compiuti in esecuzione di una rogatoria internazionale, a condizione che detto incidente non si fondi sulla contestazione della decisione di "exequatur", potendo avere ad oggetto solo le questioni attinenti all'esistenza del titolo esecutivo ovvero le condizioni costitutive, modificative o estintive del titolo stesso.

Cassazione penale sez. IV  31 gennaio 2008 n. 9496

 

L'udienza in cui la corte d'appello decide se accogliere o meno una richiesta di rogatoria internazionale è solo lo strumento attraverso il quale lo Stato verifica se quanto richiesto non sia vietato dalla legge italiana, se si tratti di fatti previsti come reato anche in Italia, e se non vi siano ragioni di discriminazione contro l'imputato, mentre la tutela giurisdizionale piena dell'interessato è assicurata nella successiva, eventuale, fase esecutiva, donde la manifesta infondatezza dell'eccezione di legittimità costituzionale proposta dalla difesa nei confronti dell'art. 724 c. p. p..

Cassazione penale sez. I  29 novembre 2006 n. 40415  

 

In materia di rogatorie dall'estero, è esperibile l'incidente di esecuzione soltanto avverso gli atti a contenuto processuale effettuati in esecuzione della rogatoria stessa. Il compimento, da parte della autorità giudiziaria italiana, di una mera attività materiale di trasmissione di atti e documenti già formati e contenuti in un fascicolo processuale a carico di altri soggetti non dà luogo alla instaurazione del procedimento di esecuzione della rogatoria previsto dall'art. 725 c.p.p., con conseguente inammissibilità dell'incidente di esecuzione proposto.

Cassazione penale sez. I  28 aprile 2004 n. 22634  

 

È infondata la questione di legittimità degli art. 723 comma 1 e 725 comma 2 c.p.p., sollevata, in riferimento agli art. 3, 24 e 76 cost., nella parte in cui, comprendendo fra le attività rogabili da parte della autorità straniera anche attività di indagine discrezionali e generalizzate, investono il giudice chiamato a dare esecuzione alla rogatoria di poteri che, nell'ordinamento interno, sarebbero riservati al pubblico ministero (la Corte, nel disattendere la fondatezza delle censure, ha ritenuto non irragionevole nè in contrasto con le garanzie della difesa, che tutte le attività di acquisizione probatoria siano compiute dal giudice, il quale, per la sua posizione di terzietà, conferisce all'attività rogata il livello più elevato di affidamento che lo Stato sia in grado di assicurare).

Corte Costituzionale  08 ottobre 1996 n. 336  

 

È infondata la questione di legittimità costituzionale in riferimento agli art. 3, 24 e 76 cost., degli art. 723 comma 1 e 725 comma 2 c.p.p. che farebbero rientrare (art. 723) tra quelle rogabili da autorità straniere l'"attività di acquisizione probatoria", in cui rientrerebbero non solo specifici atti richiesti dall'autorità rogante, ma anche attività di indagine discrezionali e generalizzate, di tal che il giudice chiamato a dare esecuzione alla rogatoria ex art. 725 c.p.p., verrebbe investito di poteri riservati, nel nostro ordinamento processuale, al p.m. in base agli art. 358 ss. c.p.p.

Corte Costituzionale  08 ottobre 1996 n. 336  



 
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