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Codice proc. penale agg.  al  11 Mag 2015
 
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Art. 727 cod. proc. penale: Trasmissione di rogatorie ad autorità straniere

1. Le rogatorie dei giudici e dei magistrati del pubblico ministero dirette, nell’ambito delle rispettive attribuzioni, alle autorità straniere per comunicazioni, notificazioni e per attività di acquisizione probatoria, sono trasmesse al ministro di grazia e giustizia il quale provvede all’inoltro per via diplomatica.

2. Il ministro dispone con decreto, entro trenta giorni dalla ricezione della rogatoria, che non si dia corso alla stessa, qualora ritenga che possano essere compromessi la sicurezza o altri interessi essenziali dello Stato.

3. Il ministro comunica all’autorità giudiziaria richiedente la data di ricezione della richiesta e l’avvenuto inoltro della rogatoria ovvero il decreto previsto dal comma 2.

4. Quando la rogatoria non è stata inoltrata dal ministro entro trenta giorni dalla ricezione e non sia stato emesso il decreto previsto dal comma 2, l’autorità giudiziaria può provvedere all’inoltro diretto all’agente diplomatico o consolare italiano, informandone il ministro di grazia e giustizia.

5. Nei casi urgenti, l’autorità giudiziaria trasmette la rogatoria a norma del comma 4 dopo che copia di essa è stata ricevuta dal ministro di grazia e giustizia. Resta salva l’applicazione della disposizione del comma 2 sino al momento della trasmissione della rogatoria, da parte dell’agente diplomatico o consolare, all’autorità straniera.

5-bis. Quando, a norma di accordi internazionali, la domanda di assistenza giudiziaria può essere eseguita secondo modalità previste dall’ordinamento dello Stato, l’autorità giudiziaria, nel formulare la domanda di assistenza, ne specifica le modalità indicando gli elementi necessari per l’utilizzazione processuale degli atti richiesti.

5-ter.  In ogni caso, copia delle rogatorie dei magistrati del pubblico ministero, formulate nell’ambito di procedimenti relativi ai delitti di cui all’articolo 51, comma 3-bis, è trasmessa senza ritardo al procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo.


Giurisprudenza annotata

Trasmissione di rogatorie ad autorità straniere

Le informazioni e gli atti trasmessi per autonoma determinazione dell'Autorità giudiziaria di uno Stato estero, o comunque di un organo di un'organizzazione internazionale o sovranazionale, possono essere pienamente utilizzati nel procedimento penale senza che rilevino i limiti e le condizioni afferenti all'utilizzazione degli atti assunti per rogatoria (Fattispecie relativa ad atti istruttori compiuti dall'Autorità tedesca ed allegati alla richiesta presentata all'Italia di procedere nei confronti dell'imputato, all'epoca ivi detenuto, per reati commessi in Germania). (Annulla in parte senza rinvio, App. Lecce, 11/04/2012 )

Cassazione penale sez. I  20 febbraio 2014 n. 37250  

 

In tema di intercettazioni telefoniche, non è necessario esperire una rogatoria internazionale allorquando l'attività di captazione e di registrazione del flusso comunicativo avvenga in Italia e tanto sia nel caso di utenza mobile italiana in uso all'estero sia nel caso di utenza mobile straniera in uso in Italia, richiedendosi il ricorso alla rogatoria solo nell'ipotesi in cui l'attività captativa sia diretta a percepire contenuti di comunicazioni o conversazioni transitanti unicamente su territorio straniero. (Rigetta, App. Napoli, 02/07/2013 )

Cassazione penale sez. IV  29 gennaio 2015 n. 9161  

 

Ai fini dell'acquisizione mediante lettura dibattimentale, ex art. 512 bis c.p.p., delle dichiarazioni rese, nel corso delle indagini, da persona residente all'estero, è necessario preliminarmente accertare l'effettiva e valida citazione del teste non comparso - secondo le modalità previste dall'art. 727 c.p.p. per le rogatorie internazionali o dalle convenzioni di cooperazione giudiziaria - verificandone l'eventuale irreperibilità mediante tutti gli accertamenti opportuni. Occorre, inoltre, che l'impossibilità di assumere in dibattimento il teste sia assoluta ed oggettiva, e, non potendo consistere nella mera impossibilità giuridica di disporre l'accompagnamento coattivo, occorre che risulti assolutamente impossibile la escussione del dichiarante attraverso una rogatoria internazionale concelebrata o mista, secondo il modello previsto dall'art. 4 della convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale, firmata a Strasburgo il 20 aprile 1959.

Cassazione penale sez. un.  25 novembre 2010 n. 27918  

 

In tema di rogatoria internazionale all'estero, la mancata prova dell'adempimento delle modalità previste dall'ordinamento italiano e indicate dall'autorità rogante nel formulare la domanda di assistenza giudiziaria a norma dell'art. 727, comma 5 bis, c.p.p., determina l'inutilizzabilità degli atti compiuti dall'autorità straniera, ai sensi dell'art. 729, comma 1 bis, c.p.p. (Nel caso di specie, in cui l'autorità rumena era stata richiesta di avvisare quella italiana della data e del luogo fissati per l'espletamento della rogatoria, la S.C. ha ritenuto insufficiente l'affermazione della Corte territoriale secondo cui il verbale redatto in sede di rogatoria dava atto del compimento degli adempimenti richiesti). Annulla con rinvio, App. Brescia, 17/03/2008

Cassazione penale sez. IV  26 maggio 2010 n. 25050  

 

In tema d'intercettazioni telefoniche, il ricorso alla procedura dell'istradamento, è cioè il convogliamento delle chiamate in partenza dall'estero in un nodo situato in Italia (e a maggior ragione di quelle in partenza dall'Italia verso l'estero, delle quali è ceto che vengono convogliate a mezzo di gestore sito nel territorio nazionale) non comporta la violazione delle norme sulle rogatorie internazionali, in quanto in tal modo tutta l'attività d'intercettazione, ricezione e registrazione delle telefonate viene interamente compiuta nel territorio italiano, mentre è necessario il ricorso all'assistenza giudiziaria all'estero unicamente per gli interventi da compiersi all'estero per l'intercettazione di conversazioni captate solo da un gestore straniero. Annulla in parte con rinvio, App. Bari, 20 Febbraio 2008

Cassazione penale sez. I  04 marzo 2009 n. 13972  

 

Sono pienamente utilizzabili le intercettazioni telefoniche, autorizzate dall'autorità giudiziaria nazionale, anche nei casi in cui le stesse abbiano avuto a oggetto conversazioni con utenti che si trovino all'estero, allorquando siano state effettuate avvalendosi della tecnica del cosiddetto istradamento, che consente la captazione delle telefonate che transitano dalle centrali collocate nel territorio italiano, e cioè attraverso i cosiddetti ponti telefonici. In questo caso, l'attività di intercettazione viene eseguita esclusivamente se la telefonata, pur avendo a oggetto un'utenza straniera, o essendo compiuta all'estero, si avvale di una delle centrali collocate in Italia per collegarsi con altra utenza, ovvero nel caso inverso che altra utenza si colleghi a quella estera usufruendo dei "ponti telefonici" siti in Italia. Da ciò deriva che trattasi di metodica che, rispettando la sovranità di ogni singolo Stato, perché tutta l'attività di intercettazione, ricezione e registrazione delle telefonate viene compiuta sul territorio italiano, non necessita del ricorso alla procedura della rogatoria di cui agli art. 727 e ss. c.p.p. Ricorso che sarebbe invece necessario solo in riferimento a interventi che dovessero compiersi all'estero per intercettazioni di conversazioni captate solo da un gestore straniero.

Cassazione penale sez. IV  28 febbraio 2008 n. 13206  

 

L'assistenza giudiziaria comporta una collaborazione tra gli stati sovrani nella quale ognuno di essi rinuncia, di norma, a pretendere che nell'esecuzione delle rogatorie siano applicate rigorosamente tutte le forme previste dal proprio ordinamento interno. La sanzione di inutilizzabilità non consegue a ogni violazione delle modalità previste dall'ordinamento italiano, ma solo, come si evince dal combinato disposto degli art. 729 comma 1 bis, e 727 comma 5 bis c.p.p., alla violazione di modalità esecutive che possono essere richieste in base ad accordi internazionali e che siano state specificatamente indicate dall'autorità giudiziaria richiedente.

Tribunale Bologna sez. I  11 dicembre 2006 n. 187  



 
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