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Codice proc. penale agg.  al  29 Apr 2015
 
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Art. 73 cod. proc. penale: Provvedimenti cautelari

1. In ogni caso in cui lo stato di mente dell’imputato appare tale da renderne necessaria la cura nell’ambito del servizio psichiatrico, il giudice informa con il mezzo più rapido l’autorità competente per l’adozione delle misure previste dalle leggi sul trattamento sanitario per malattie mentali.

2. Qualora vi sia pericolo nel ritardo, il giudice dispone anche di ufficio il ricovero provvisorio dell’imputato in idonea struttura del servizio psichiatrico ospedaliero. L’ordinanza perde in ogni caso efficacia nel momento in cui viene data esecuzione al provvedimento dell’autorità indicata nel comma 1.

3. Quando è stata o deve essere disposta la custodia cautelare dell’imputato, il giudice ordina che la misura sia eseguita nelle forme previste dall’articolo 286.

4. Nel corso delle indagini preliminari, il pubblico ministero provvede all’informativa prevista dal comma 1 e, se ne ricorrono le condizioni, chiede al giudice il provvedimento di ricovero provvisorio previsto dal comma 2.


Giurisprudenza annotata

Provvedimenti cautelari

Nel caso di imputato affetto da patologia psichiatrica che impedisca la sua cosciente partecipazione al dibattimento, può disporsi, ai sensi dell'art. 73, comma terzo, cod. proc. pen., ove egli debba essere mantenuto in custodia cautelare, soltanto il ricovero provvisorio in idonea struttura del servizio psichiatrico ospedaliero, quale previsto dal richiamato art. 286 cod. proc. pen., ovvero, ai sensi dell'art. 111, comma quinto, del d.P.R. n. 230/2000 (regolamento attuativo dell'ordinamento penitenziario), l'assegnazione ad un istituto o sezione speciale per infermi di mente, ma non anche l'assegnazione ad un ospedale psichiatrico giudiziario, essendo questa subordinata, come applicazione provvisoria di una tipica misura di sicurezza, alla prevedibile applicazione in via definitiva della misura stessa. Annulla con rinvio, Trib. lib. Milano, 17 Agosto 2007

Cassazione penale sez. III  16 novembre 2007 n. 47335  

 

Nel caso in cui lo stato di mente dell'imputato appaia tale da renderne necessaria la cura nell'ambito del servizio psichiatrico e sia del pari necessario mantenere nei suoi confronti la custodia cautelare, il giudice ordina, ai sensi dell'art. 73 comma 3 c.p.p.; che la misura sia eseguita nelle forme di cui all'art. 286 c.p.p., mediante il ricovero provvisorio in idonea struttura del servizio psichiatrico ospedaliero, adottando i necessari provvedimenti per prevenire il pericolo di fuga ovvero, in alternativa, può disporre l'assegnazione dell'imputato ad un istituto o sezione speciale per infermi o minorati psichici (art. 111 comma 5 d.P.R. 30 giugno 2000 n. 230 - Regolamento sull'ordinamento penitenziario), ma in nessun caso l'imputato può essere assegnato ad un ospedale psichiatrico giudiziario, tipica misura di sicurezza.

Cassazione penale sez. IV  10 dicembre 2003 n. 3518  

 

È manifestamente infondata, in relazione agli art. 3, 27 e 32 cost., la q.l.c. dell'art. 148 c.p., nella parte in cui non prevede, che, ai fini dell'adozione dei provvedimenti di ricovero in esso previsti, il giudice non debba preventivamente accertare la pericolosità del ricoverando, facendo ricorso, come per le ipotesi previste dagli art. 71 e 73 c.p.p., al servizio psichiatrico ospedaliero; e ciò in quanto trattasi di situazioni differenti, operando queste ultime norme in seno al processo di cognizione e nei confronti di soggetto imputato di qualche reato e non necessariamente in stato detentivo, mentre la prima disposizione si riferisce a persona condannata con sentenza definitiva a pena che deve espiare.

Cassazione penale sez. I  07 aprile 1999 n. 2731  

 

Per l'esplicito rinvio contenuto nell'art. 73 comma 3 c.p.p., l'art. 286 c.p.p., che prevede la custodia in luogo di cura per l'indagato infermo di mente, è applicabile anche nel caso di sospensione del procedimento per incapacità dell'indagato divenuto infermo di mente successivamente al reato.

Cassazione penale sez. VI  22 maggio 1992



 
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